A TV7 intervista a Liliana Segre e la rubrica ‘Come eravamo’ che inizia dal 1963

Ritorna, su Rai1, la rubrica del Tg1″TV7″ proponendo temi e servizi di grande appeal. Si inizierà con ‘Fine guerra mai’: a Berlino la diplomazia internazionale si è accordata per riportare la pace in Libia. Ma a Tripoli la scena è un’altra. L’inviato, con un reportage in presa diretta da Salah Eddine,  mostrerà come si continua a combattere lungo la linea del fronte che separa le forze fedeli al governo di Fayez al Serraj da quelle del generale Khalifa Haftar. E sono i civili a pagarne le conseguenze. Ancora verso sud, in Medio Oriente, con ‘I cantieri della rinascita’: un altro venerdì di protesta a Baghdad, un’altra manifestazione contro la presenza americana in Iraq. “La patria chiama, è giunto il momento di espellere gli invasori”, grida il religioso sciita Moqtada al-Sadr. Ma cosa succederebbe se gli americani e gli occidentali, a supporto delle forze irachene nella lotta contro lo Stato Islamico, dovessero andare via? Se lo chiede anche chi sta lavorando per la rinascita archeologica e non solo del dopo Isis. L’inviata inviata ha visitato, in esclusiva, i cantieri della ricostruzione dei due simboli di Mosul: la moschea di Al-Nuri e il minareto gobbo.
Dall’Italia ‘La marcia di Segre’: 75 anni fa la scoperta da parte dell’esercito russo del lager nazista di Auschwitz. A Tv7 parla la senatrice Liliana Segre che in quel campo fu deportata. Il suo racconto del 27 gennaio 1945 quando con altre 700 donne camminò per giorni in quella che fu tragicamente chiamata ‘la marcia della morte’, dalla Polonia verso il nord della Germania. La testimonianza dell’orrore, ma anche la resistenza della vita. L’impegno oggi contro l’antisemitismo e l’odio. E le prospettive del lavoro della nuova Commissione istituita dal Senato, in collaborazione con l’informazione. E la senatrice a vita conferma la disponibilità a presiederla. Si rimarrà in Italia per parlare, ancora una volta, di ‘haters’ con i ‘Conigli digitali’: donne, immigrati stranieri, ebrei e musulmani sono i principali bersagli dell’odio che sempre di più si diffonde sui social in rete, ma anche nella vita reale. A Tv7 parlano alcune vittime degli haters e coloro che attivano le numerose iniziative per combatterli. L’ultimo servizio dal Bel Paese racconterà ‘La grande sete’: la mancanza di acqua impoverisce un pezzo di Sicilia. Nella piana di Catania si vive in costante stato di siccità, soffrono le piante e soffrono gli agricoltori che su questa terra avevano investito. Una crisi legata allo stato del Consorzio di bonifica: nei bacini l’acqua ci sarebbe ma nei campi arriva a singhiozzo perché la reta è vecchia e malridotta, colpita da guasti continui e in attesa di progetti e finanziamenti.In conclusione, un viaggio al di là dell’Oceano. Con ‘Sos lobster’, si arriverà negli Usa: reportage dalle acque del Maine a bordo di una delle 300 barche del più importante porto al mondo per la pesca di aragoste. Una attività economica storica, messa a rischio dai cambiamenti climatici.Il surriscaldamento delle acque che fino ad oggi ha favorito la riproduzione delle aragoste potrebbe portare ad un devastante effetto opposto.
E, poi, spazio ad una nuova rubrica: il 20 gennaio del 1963 è la data di una piccola rivoluzione nella televisione italiana. Andava in onda per la prima volta Tv7, il rotocalco di informazione: un nuovo genere di rubrica di approfondimento che si affiancava al Telegiornale. Con le firme di grandi maestri – Sergio Zavoli, Demetrio Volcic, Furio Colombo, Andrea Barbato, Gianni Bisiach, Gianni Minà, Ugo Gregoretti – Tv7 ha raccontato l’Italia e il mondo a partire dagli Sessanta, con un tratto innovativo, non convenzionale, intraprendente, aperto, plurale. Ha inaugurato il giornalismo di inchiesta, affrontando anche temi considerati scottanti o scomodi. In occasione del suo compleanno, la redazione ha deciso di rendere omaggio al lavoro di allora, ancora così attuale. “Come eravamo”: uno spazio settimanale per condividere ricordi, ripercorrere il passato, ricostruire il presente e apprezzare le conquiste raggiunte a fatica negli anni. Un percorso tra costume, lavoro, famiglia, criminalità, emigrazione, musica, moda. Servizi da rivedere come affreschi della memoria, per capire come eravamo, come siamo cambiati, come siamo rimasti.

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