Esce in occasione dell’8 marzo la prima traduzione italiana di Come la sabbia, romanzo di Alice Rivaz

Esce in occasione dell’8 marzo la prima traduzione italiana di Come la sabbia, romanzo di Alice Rivaz, grande e riscoperta autrice svizzera di lingua francese di metà Novecento.

Definita “una vera sorella di femminismo” dalla scrittrice francese Annie Ernaux e “straordinaria e ineguagliabile” da Lea Melandri, Alice Rivaz ha sempre saputo precorrere i tempi: in Come la sabbia, in libreria da giovedì 5 marzo, al centro della narrazione sono l’alienazione e la complessità delle relazioni umane, raccontate attraverso il lavoro di alcuni funzionari di un organismo internazionale di Ginevra durante una manciata di giorni e di notti nell’inverno del 1928.

Secondo romanzo di Rivaz, tradotto in italiano da Grazia Regoli, Come la sabbia è stato pubblicato per la prima volta nel 1946. Le scelte private, le aspettative tradite, le passioni brucianti dei protagonisti, in special modo di Hélène Blum e André Chateney, costituiscono un palcoscenico illuminato dietro il quale si muove, implacabile e sinistra, la Storia. I funzionari rappresentano una collettività cosmopolita e privilegiata, che si interroga sulle istanze sociali e politiche che passano tra le sue mani, sotto forma di relazioni su scioperi e proteste in gran parte dell’Europa, ma che finisce per scegliere la propria felicità in termini individuali, come se il mondo al di fuori dell’ufficio e delle relazioni private non fosse che un’entità astratta.  Al riparo dalla “disgrazia che bussa alle porte dei loro vicini”, come scriverà Rivaz nel 1966.

Tra le pagine di Come la sabbia si può notare l’avvio di quella tematica delle rivendicazioni femminili cui l’autrice rimarrà fedele e che si accentuerà l’anno dopo in La pace degli alveari, apparso per la prima volta nel 1947 e pubblicato in Italia nel 2019 da Paginauno.

Quella di Alice Rivaz è stata un’opera forte e innovatrice: Rivaz ha pubblicato molto, attraversando l’intero Novecento e morendo nel 1998 a quasi 100 anni. Dopo un oblio di anni  dovuto anche alla censura per il carattere emancipato e anticipatorio dei suoi scritti, oggi il suo lavoro è finalmente riconosciuto con il ruolo di rilievo che gli compete nella letteratura e nella cultura europee. In Svizzera e Germania è autrice di fama ormai consolidata, i suoi libri sono stati pubblicati da editori quali Gallimard, Julliard e Corti. É considerata pioniera del femminismo europeo.

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