Il campione mondiale di nuoto Filippo Magnini: “Ho vinto. Il TAS mi ha assolto in pieno”

Filippo Magnini è stato del tutto riabilitato dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, dopo che il Tribunale Nazionale Antidoping lo aveva squalificato per tentato uso di sostanze dopanti. Considerato il miglior stileliberista italiano di sempre, è stato due volte campione mondiale nei 100 metri. Ha vinto anche due titoli mondiali in vasca corta e complessivamente diciassette ori europei.

“HO VINTO. Il TAS mi ha assolto in pieno. È sempre stato così, le gare le ho sempre vinte negli ultimi metri. Mi hanno insegnato a non mollare mai. Sono sempre stato un atleta e una persona corretta. Tremo dalla gioia”, scrive sui social Filippo Magnini, dopo la squalifica imposta per quattro anni sia in primo grado (6 novembre 2018) sia in secondo grado (appello, 2 aprile 2019).

La FIN Federazione Italiana Nuoto e il presidente Paolo Barelli che hanno sempre manifestato fiducia e solidarietà nei confronti del campione plurimedagliato (olimpico, mondiale ed europeo), accolgono con soddisfazione la sentenza, ricordando che Magnini è stato un esempio per tutto il movimento, nonché uomo simbolo dello sport italiano e della lotta al doping nel corso della sua straordinaria carriera.

Nel contempo la Federnuoto ribadisce il proprio impegno a tutela dello sport pulito attraverso la trasmissione dei principi di lealtà e piena fiducia negli organi preposti a prevenire, combattere e perseguire il doping.

Ma allo stesso tempo la Federnuoto invita ad una maggiore prudenza nell’intraprendere azioni e assumere decisioni che possano arrecare un danno di immagine ad atleti, tecnici e tesserati. Come accaduto a Magnini, a Michele Santucci (condannato in primo grado a quattro anni per la violazione dell’articolo 2.2 del CSA ed assolto in secondo dal TNA), e al fisioterapista Emiliano Farnetani, attualmente inibito a svolgere la propria professione nell’ambito sportivo per la condanna in primo grado a 4 anni e in secondo grado a 5 anni per la violazione dell’articolo 2.8 del CSA.

di Marcello Strano

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