Domenica 1 marzo, alle 9.40 su Rai 1, “Paesi che vai” fa tappa a Urbino

Incastonata nelle morbide colline marchigiane, in epoca romana nacque una bellissima città: Urvinum Metaurense, città che, solo successivamente, prese il nome di Urbino. Uno scrigno prezioso che raggiunse il periodo di massimo splendore nel 1400, quando il Duca Federico da Montefeltro, pensò di costruire la “città ideale del Rinascimento”. Domenica 1 marzo, alle 9.40, “Paesi che vai” – programma che gode del Patrocinio del MIBACT – mostrerà lo splendore di questa città, seguendo le tracce di colui che, come scrisse il Vasari nelle sue celebri “Vite”, “grazie all’arte, visse più come un principe che come un artista”. Il suo nome è Raffaello Sanzio, il Divin pittore che vide la luce proprio a Urbino, nella notte di venerdì santo del 1483. Livio Leonardi, ideatore e conduttore della trasmissione, ripercorrerà la vita di Raffaello, partendo dalla casa natale e proseguendo dentro le mura di Palazzo Ducale. Un maestoso edificio che Raffaello frequentò fin da piccolo perché, secondo il padre Giovanni Santi, solo lì, nel cuore del Ducato, avrebbe potuto apprendere al meglio la “buona via “. Le telecamere di “Paesi che vai” si sposteranno poi a Roma, città che nel 1508 accolse il pittore e lo condusse alla sua consacrazione assoluta. Quell’anno, infatti, Raffaello fu incaricato da Papa Giulio II di affrescare le Stanze Vaticane, dove realizzò capolavori assoluti come la “Stanza detta Segnatura”, la “Stanza di Etiodoro” e la “Stanza dell’Incendio di Borgo”. Ma non solo: nella città eterna diede vita ai mirabili affreschi della “Loggia di Gaiatea” e della “Loggia di Amore e Psiche”, presso Villa Farnesina, e realizzò il celebre ritratto de “La fornarina” per il suo unico e grande amore Margherita Luti, dipinto che è tuttora conservato a Palazzo Barberini. Suo è anche il progetto della Cappella Chigi all’interno della Chiesa di Santa Maria del popolo, e della fastosa Villa Madama, commissionata a Raffaello da Papa Leone X. Il geniale “Principe delle arti” si spense il 6 aprile del 1520 e Livio Leonardi, a 500 anni dalla sua morte, entrerà nel luogo dove lui volle essere sepolto: il Pantheon di Roma. Atmosfere di passione, di arte e d’amore ricostruite, come in una fiction storica, da personaggi in costume d’epoca.
Sempre nella “città eterna”, si andrà anche alla scoperta dei luoghi che hanno fatto da set ad alcuni dei film più celebri del panorama cinematografico italiano e internazionale, e si entrerà in un luogo magico ed unico al mondo che, non a caso, è stato ribattezzato “Fabbrica dei sogni”. Infine, con Livio Leonardi, ci si immergerà nelle bellezze di un famoso arcipelago di isole, a poche decine di km dalla costa laziale. Sei perle preziose immerse nelle acque limpidissime del Mar Tirreno, costellate di spiagge e calette, spesso raggiungibili soltanto via mare.

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