Intervista con i Jalisse: “Abbiamo scelto di pubblicare il brano “Non aver paura di chiamarlo amore” in questo momento così difficile come segno di coraggio”

“Non aver paura di chiamarlo amore” è il nuovo singolo dei Jalisse, dal 17 marzo su tutti i digital stores e nelle radio.

Una canzone che parla del coraggio e dell’importanza di amare senza avere paura che assume un valore ancora piu’ profondo in un periodo come quello che stiamo vivendo caratterizzato dall’incertezza e dal disorientamento. In questa nuova avventura musicale Alessandra Drusian e Fabio Ricci hanno scelto di collaborare con una band veneziana di genere metal, con numerose esperienze musicali su palchi internazionali: i Teodasia, ovvero Francesco Gozzo “Virgy” alla batteria, Matteo Frare “Bras” alla chitarra e Alberto Gazzi al basso.

Il singolo, registrato in provincia di Treviso al Bridge studio e mixato al Majestic studio da Marino De Angeli, prende il titolo dalla commedia musicale omonima andata in scena il 9 febbraio e che sarà riproposta alternandosi alla tournée estiva Ora 2020.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con i Jalisse per parlare del nuovo brano ma anche dei prossimi progetti.

Jalisse-Teodasia_02_by_Luca Perin

“Non aver paura di chiamarlo amore” è il vostro nuovo singolo. Ci raccontate com’è nato?

Fabio Ricci: “Questo brano nasce dall’omonima commedia musicale che abbiamo presentato il 9 febbraio ad Abano Terme, abbiamo fatto due repliche e avevamo ancora quattro date da realizzare ma a causa dell’emergenza coronavirus è stato giustamente bloccato tutto. Nella commedia raccontiamo il nostro percorso di coppia sul palco e nella vita, il nostro matrimonio dal 1999 e la nostra unione artistica iniziata nel 1992 che ci ha portato a vincere il Festival di Sanremo, a fare viaggi e concerti, ma anche la nostra famiglia e la nostra vita in casa. Da questa commedia che riprenderemo ad ottobre è nata l’intenzione di scrivere una canzone intorno a novembre”.

Come si è sviluppata la collaborazione con i Teodasia?

Fabio Ricci: “Abbiamo pensato ad una collaborazione con una band metal veneta e grazie al nostro collaboratore Mariano Borrelli abbiamo contattato i Teodasia che sono fantastici, hanno dieci anni di carriera alle spalle e suonato in palchi importantissimi internazionali, abbiamo fatto sentire loro il brano, è piaciuto, così hanno messo la loro vena new metal e noi quella pop-elettronica amalgamando il tutto con la voce di Alessandra”.

“Non aver paura di chiamarlo amore” è una canzone che parla di coraggio e dell’amore come centro delle nostre vite, un messaggio importante in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo…

Fabio Ricci e Alessandra Drusian: “Il testo parla proprio di coraggio, di amare se stessi, gli altri e qualsiasi cosa si voglia amare senza paura di nascondere i propri sentimenti. Ci sono dei versi nella canzone che ben riassumono questo concetto, in cui diciamo: “Non sarà la febbre, le difficoltà o la malattia e neanche il tempo a logorarci e i passi a trascinarli via/ le gioie e le ricchezze come uniche certezze sono solo i nostri occhi innamorati”. Stiamo vedendo quanta difficoltà c’è in questo momento storico, quanta debolezza in ognuno di noi, dai medici che sono stremati, agli autotrasportatori che ci permettono di mangiare, a noi che siamo in casa a rispettare con disciplina le regole. Il nostro lavoro è fare canzoni e comporre musica. Abbiamo scelto di fare uscire il brano ora come segno di coraggio, di aiuto, perchè è molto attuale, nonostante sia stato scritto mesi fa, e quando ascolti della musica che ti piace ti dà la carica”.

06 Jalisse foto Tony Zecchinelli

Parlando del ruolo che ha la musica nel farci trascorrere istanti di serenità, il 17 marzo avete preso parte all’iniziativa #iosuonodacasa con un live in diretta streaming da #CasaeBottegaJalisse su Instagram. Che esperienza è stata?

Alessandra Drusian: “E’ stata un’esperienza nuova, non avevamo mai fatto dirette di concerti sui social, è stato strano perchè sapevamo che dall’altra parte dello schermo c’erano persone che ci seguivano ma è stato diverso rispetto ai live in cui le hai di fronte guardandole negli occhi. Abbiamo cercato di far passare un’oretta in serenità, con il sorriso, con un po’ di spensieratezza anche se la situazione è molto seria, facendo entrare virtualmente gli ascoltatori nella nostra casa mentre cantavamo e suonavamo il pianoforte. E poi è un’iniziativa che ha uno scopo benefico, con una micro raccolta fondi destinata ad aumentare le “unità posto letto rianimazione” (letto, respiratore, pompa, infusionali, monitor) disponibili per l’emergenza Coronavirus (COVID-19) dell’ospedale Niguarda di Milano. Ci sembrava doveroso dare la nostra adesione”.

Riguardo la commedia musicale è stata invece la vostra prima esperienza teatrale. Ci raccontate le emozioni del debutto?

Alessandra Drusian: “Le tavole del palcoscenico di un teatro sono quelle piu’ dure, polverose e scricchiolanti, devi stare attento come ti muovi. C’è l’arte vera, la recitazione di alto livello, noi invece siamo piccoli cantanti e compositori. Al momento di salire sul palco ho detto a Fabio che avevo il vuoto in mente, perchè è una commedia che segue un canovaccio ma c’è anche molta spontaneità e nulla di recitato, perchè quello che siamo nella vita siamo anche sul palco. Ci basta uno sguardo o una parola per capirci e riportare qualcosa che abbiamo vissuto. Anche le due repliche fatte non si assomigliano, perchè input diversi generano pensieri diversi, però siamo sempre noi, Alessandra e Fabio. Lo spirito è quello di due persone semplici che raccontano la propria vita, che è uguale a quella di tutti, con momenti belli e brutti, le preoccupazioni da genitori, quello che ci capita quando facciamo i concerti o quando siamo a casa”.

07 Jalisse foto Tony Zecchinelli

Quali sono i prossimi progetti?

Alessandra Drusian e Fabio Ricci: “Non vediamo l’ora di abbracciare tutte le persone nei concerti nelle piazze italiane, risvegliandoci da questo grande incubo. Stavamo anche lavorando a Padova per le prove di un musical “Nine To Five” di Dolly Parton, che avrebbe dovuto debuttare il 7 e l’8 marzo e che speriamo di portare a teatro in autunno. Prima però ci sarà il tour Ora 2020 in estate e stiamo lavorando da casa al nuovo disco”.

Come state trascorrendo queste giornate a casa?

Alessandra Drusian: “Siamo in cinque, io, Fabio, mia mamma, le nostre due figlie. In questi giorni ci dedichiamo alle pulizie, al giardinaggio, ci godiamo le nostre ragazze che sono a casa una dall’università e l’altra da scuola, facciamo interviste, leggiamo. Insomma per non annoiarci ci diamo da fare. E soprattutto non restiamo in pigiama, la mattina ci prepariamo come se fosse una giornata normale. Mi raccomando dobbiamo restare tutti a casa come da disposizioni in modo da liberarci il prima possibile di questo virus”.

di Francesca Monti

 

 

 

 

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