Intervista con Margherita Laterza, tra le protagoniste di “Bella da morire”: “Il medico legale Anita Mancuso è un personaggio molto affascinante e difficile da interpretare”

Margherita Laterza è tra le protagoniste di “Bella da morire”, la nuova serie crime in onda la domenica sera su Rai 1 che affronta il delicato e purtroppo attuale tema dei femminicidi, in cui interpreta il medico legale Anita Mancuso.

La giovane attrice romana, dotata di grande talento, è un volto noto del piccolo schermo avendo preso parte a diverse fiction di successo come “Nero a metà”, “Un matrimonio” e “Il paradiso delle signore”.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Margherita Laterza parlando del suo personaggio ma anche dei prossimi progetti e di come sta trascorrendo le giornate a casa.

laterza-capotondi

credit foto ufficio stampa Rai

Margherita, sei tra le protagoniste della serie tv “Bella da morire”. Cosa puoi raccontarci del tuo personaggio, Anita Mancuso?

“Anita è un giovanissimo medico legale, è una donna particolarmente intelligente ma ha anche una sorta di autismo per quanto riguarda le relazioni sociali, per cui è ipersensibile e preferisce il mondo dei morti rispetto a quello dei vivi, con cui non riesce ad avere a che fare. E’ un personaggio molto affascinante e difficile da interpretare perchè ha molte sfumature. Quando Eva Cantini (Cristiana Capotondi) arriva nello studio di Anita è come un ciclone perchè è una donna diretta, dura e schietta, ma entrambe in modo diverso sono pure. Quindi alla fine si instaurerà un’amicizia tra loro e anche con il Pm Giuditta Doria (Lucrezia Lante Della Rovere) che le porterà a collaborare nelle indagini relative all’uccisione di Gioia. Piano piano Eva e Giuditta aiuteranno Anita ad uscire dal suo guscio e ci sarà un’evoluzione interessante del personaggio nel corso delle puntate”.

Come ti sei preparata per interpretare questo ruolo?

“Per prepararmi al meglio ho incontrato un medico legale donna, amica di famiglia, e mi sono resa conto, anche vedendo il documentario Ignoto 1 sull’omicidio di Yara Gambirasio, che magari si pensa che chi fa questo mestiere sia una persona fredda invece è il contrario. Ad esempio questa amica di famiglia mi ha detto che ha scelto di fare il medico legale perchè quando stava studiando Medicina si è accorta che fare il medico significava avere a che fare con la sofferenza delle persone e non ce l’avrebbe fatta. Quindi ha deciso di lavorare con i morti che avevano già finito di soffrire e a quel punto il suo compito è dare loro giustizia e non salvarli. E’ quello che accade nella serie al mio personaggio”.

“Bella da morire” ha un cast prevalentemente al femminile. Come ti sei trovata sul set?

“Mi sono trovata molto bene. Il regista stabilisce il clima del set e Andrea Molaioli è un signore ed è capace di lavorare con gli attori. Poi si è costruito un bel rapporto con tutta la troupe e in particolare con Lucrezia e Cristiana che sono due persone diversissime sia nella vita sia nei personaggi che interpretano ed è stato non banale creare questo triangolo ma alla fine ha funzionato ed è stato divertente. Nella serie viene raccontata una storia di solidarietà, nonostante Anita, Eva e Giuditta siano tre donne forti e ci sia quindi un alto potenziale di conflitto, alla fine collaborano insieme per raggiungere l’obiettivo. La solidarietà femminile è molto piu’ presente di quello che si pensi anche nella realtà, si parla spesso di invidia ma non sempre è così”.

dellarovere-capotondi-laterza

credit foto ufficio stampa Rai

La serie affronta una tematica delicata e purtroppo attuale come la violenza sulle donne. Quando secondo te la televisione e le arti in generale possono fare per trasmettere messaggi socialmente utili?

“La televisione ha una grande responsabilità, se la Rai ha scelto di trattare il tema del femminicidio in una serie significa che ritiene importante che entri nella discussione pubblica ed è giusto che sia così. Guardavo i dati Il Sole 24 ore, gli omicidi in Italia e all’estero sono andati diminuendo ma i femmicidi no. E’ un fattore anche culturale perchè si intende per femminicidio un omicidio di una donna in quanto tale in un contesto che giudica la femminilità come qualcosa che deve avere certi tratti e non altri. Quindi parlare di femminicidio, in una società che ha un’impronta ancora maschilista, è importante e la tv è un mezzo molto diretto per farlo. L’arte infatti non spiega ma parla alla pancia delle persone”.

Cosa ci racconti invece riguardo l’esperienza ne Il Paradiso delle Signore, in cui per la prima volta hai dato il volto a un personaggio “cattivo”?

“E’ stata un’esperienza complessa perchè interpretare un personaggio cattivo come Monica non è facile e spero di redimermi agli occhi del pubblico con il ruolo di Anita, però è stato interessante. Bisognava darle sfumature e motivazioni diverse per non renderla piatta. Quando abbiamo girato la prima stagione de Il Paradiso delle Signore ero appena uscita dalla scuola ed era come stare in un’accademia. Con le altre attrici ho sperimentato molta solidarietà e sono rimasta in contatto con tutte, con alcune come Lorena Cacciatore è nata anche una bella amicizia”.

DSC00540-iloveimg-converted-iloveimg-cropped-768x1067

credit foto Karasciò Consulenze Artistiche

Come stai trascorrendo queste giornate a casa?

“Ho la fortuna di vivere con persone a cui voglio bene e con le quali condivido tanti pensieri. Ci stiamo organizzando adibendo una stanza al silenzio per chi vuole stare da solo, nella stessa stanza faremo anche cineforum, letture ad alta voce, workshop in cui ognuno a turno insegna qualcosa all’altro. Poi ho fatto amicizia con i vicini, abbiamo cantato insieme diversi giorni alle 18, una cosa che mi ha riempito di gioia e che mi ha trasmesso un senso di comunità che non avevo mai sperimentato prima e anche un senso di umanità senza preconcetti. Ci guardiamo negli occhi e ci sentiamo solo esseri umani. Se riuscissimo a portare questi atteggiamenti con noi quando tutto finirà sarebbe bellissimo, anche perchè se non ci fermiamo adesso a ragionare su che tipo di mondo vorremmo quando dovremmo farlo? Il mondo non sostiene piu’ l’impatto climatico dell’essere umano sulla Terra. Se questo difficile periodo fosse utile anche per ragionare sul fatto che non abbiamo bisogno di tante cose e che forse possiamo vivere in un modo piu’ sostenibile non sarebbe male”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnata?

“Ho finito di girare da poco la seconda serie de Il silenzio dell’acqua che andrà in onda su Canale 5 con la regia di Pier Belloni in cui interpreto la vittima di un femminicidio, quindi è come se passassi da una prospettiva all’altra. E’ una madre di famiglia, una donna forte che fa delle scelte coraggiose e ne paga purtroppo le conseguenze. Abbiamo girato a Trieste ed è stata una bella esperienza. E poi ho un mio progetto teatrale che spero di mettere in scena presto, si chiama Forte movimento d’animo con turbamento dei sensi ed è stato finalista al prestigioso Premio Scenario 2019”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Karasciò Consulenze Artistiche

Un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...