Intervista con Cizco che ci presenta il nuovo singolo “Candida”: “E’ una critica rivolta a quelle persone che pensano di sapere sempre tutto”

Venerdì 27 marzo esce in streaming e in digital download e arriva in radio “Candida”, il nuovo singolo di Cizco, inviato de Le Iene, tra i fondatori della band Meganoidi e dei Lacizco. Il brano, prodotto dall’etichetta CIZCO Entertainment e distribuito da Artist First, è una critica rivolta a quelle persone che pensano di sapere sempre tutto, una riflessione su un certo modo di fare informazione attraverso una comunicazione che predilige toni esagerati che rischiano di creare effetti sbagliati.

“Candida” è accompagnato da un videoclip a cui hanno partecipato gli attori Andrea Possa e Andrea Di Marco (Bruxabaracche), Nicolas Vigliotta, Leonardo Martera (Planet Funk).

Cizco, in questa piacevole chiacchierata, ci ha parlato del nuovo singolo, dell’esperienza come giudice a All Together Now, ma anche dei servizi realizzati per Le Iene e ci ha regalato un sentito ricordo di Nadia Toffa.

Cizco Candida COVER

Cizco, è uscito il tuo nuovo singolo “Candida”, che è una sorta di critica rivolta a chi pensa di sapere sempre tutto. Com’è nato questo pezzo?

“Questo pezzo è nato qualche tempo fa. Ho sempre voluto fare l’attore, poi ho fatto il veejay ma non avevo il problema del peso delle parole perchè si parlava di musica, di uscite di film, di libri. Mi sono reso conto di quanto fosse importante quando ho iniziato a lavorare a Le Iene, perchè chi ci ascolta dà un valore doppio a quello che diciamo rispetto alla stessa frase pronunciata da una persona comune. Oggi però parlano un po’ tutti per sentito dire, sui social ci sono tanti tuttologi. Invece in situazioni come quella odierna dovrebbero parlare solo gli esperti, perchè altrimenti chi fa comunicazione essendo in una posizione privilegiata rischia di far arrivare dei messaggi sbagliati. Se ci sono le code ai supermercati, se ci sono dei prodotti che hanno un valore assurdo è perchè evidentemente qualcuno ha sbagliato nella comunicazione. Le persone sono sempre pronte a puntare il dito, a giudicare l’operato degli altri. Questa canzone è una riflessione sui mezzi di comunicazione”.

In effetti come dicevi tu poco fa è un brano molto attuale. Come stai affrontando questo periodo così complicato?

“A modo suo il coronavirus vende perchè le persone vogliono sentire parlare di quello, tutti dicono la loro pensando di essere degli esperti ma in realtà è quello che hanno sentito da altri e si crea una confusione pazzesca. A casa mia ho vietato di tenere accesa la tv, si vede il tg alla sera, una volta al giorno, perchè per quanto filtri le informazioni, ti viene comunque l’angoscia”.

“Candida” è accompagnata da un video in cui c’è un personaggio alla Quentin Tarantino che consegna dei crocifissi alle persone che incontra. Questo può essere visto come un messaggio di speranza…

“Non so se rifletta esattamente le parole della canzone, che ho sempre visto, vissuto, sentito come scura. Ho fatto un video notturno, in bianco e nero, poi ognuno può dare l’interpretazione che vuole, fare le proprie riflessioni di fronte alle cose che dobbiamo seguire per stare bene al mondo, tra queste c’è anche la religione. E’ una ricerca di un orientamento, di un punto di riferimento, che a volte ci sfugge”.

Tra i tuoi progetti c’è la pubblicazione di un disco?

“Farò uscire sicuramente dei singoli, perchè non so se voglio fare il cantante dal punto di vista professionale. Ho un passato con i Meganoidi, se dovessi continuare da solo farei fatica a spostarmi per locali per fare i concerti, a lasciare la famiglia. Non c’è in programmazione un disco al momento, ma pubblico dei pezzi in modo spontaneo quando voglio comunicare qualcosa”.

Sei tra i 100 giudici di “All Together Now”. Che esperienza è stata?

“All Together Now è un programma fortissimo, non è un talent classico dove vanno quelli che vogliono dimostrare la propria bravura ma premia chi ha la passione per la musica, si presentano persone normali, può esserci la signorina del paese o il prete. C’è una grande energia da parte di tutti e una comunicazione forte da parte del muro, siamo una famiglia che restituisce l’energia che riceve, che dal palco va agli spalti e viceversa. Ci sono personaggi bravissimi, c’è gente che canta da paura, questo è un punto di forza del programma”.

Cizcofoto2

Parlando invece del programma Le Iene, come nascono i servizi che realizzi?

“Noi proponiamo l’idea e poi si decide come affrontarla perchè non deve essere banale ma deve esserci un nostro intervento reale, in modo che possa succedere qualcosa di positivo. Dobbiamo cercare di cambiare la storia delle cose, quindi c’è tanto studio dietro, appostamenti, ci si perde tanto tempo nel realizzare un servizio perchè c’è tanta passione”.

Qual è il servizio piu’ difficile che hai realizzato finora?

“Quelli piu’ difficili per me sono i piu’ belli perchè mi permettono di conoscere certi aspetti dell’animo umano. Potrei citarti dei servizi che ho fatto in Sud America o in Sudafrica tra cui uno sulle droghe contenenti veleno per topi. Realtà estreme in cui la difficoltà ti regala anche maggiori soddisfazioni. I servizi piu’ noiosi invece sono quelli in cui l’argomento è legato alla burocrazia, all’andare a tirare le orecchie a qualcuno, anche se li realizzo in meno tempo mi pesano di piu’. E’ fastidioso vedere che c’è ancora gente disonesta, presuntuosa, che agisce pensando di non essere scoperta perchè la giustizia è lenta e a volte non efficace”.

Ti andrebbe di regalarci un ricordo di Nadia Toffa?

“Quando una persona scompare si dice sempre che era brava anche se magari non lo si pensava, Nadia invece era davvero speciale, aveva una marcia in piu’, tant’è vero che è arrivata in alto. Nel nostro mestiere a volte si pensa che se uno raggiunge dei risultati è perchè è raccomandato, è il pensiero triste dei perdenti e degli invidiosi, invece non si ragiona mai al fatto che uno possa avere talento. Nadia era capace, era veramente alla mano, disponibile, faceva piu’ cose degli altri nel minor tempo e meglio. Ha scritto e pubblicato anche un libro mentre era ammalata. Nadia è l’esempio lampante di una donna forte, vincente ma molto umile”.

di Francesca Monti

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