Intervista con Samuele Cavallo che in Un Posto al Sole interpreta l’aiuto-cuoco Samuel Piccirillo: “Mi sono sentito a casa fin dal primo giorno sul set della soap”

Samuele Cavallo è entrato pochi mesi fa nella grande famiglia di “Un Posto al sole” e ha subito conquistato il cuore del pubblico interpretando il simpatico e solare aiuto-cuoco Samuel Piccirillo.

Il poliedrico attore e cantautore pugliese ha preso parte a tanti musical di successo come Aladin, Priscilla La Regina del Deserto, La Febbre del Sabato Sera, Ghost il musical, The Blues Legend, West Side Story, The Bodyguard, Dirty Dancing, A Chorus Line e ha da poco pubblicato il nuovo singolo “Ed io non so cambiare”.

In questa piacevole chiacchierata abbiamo parlato con Samuele Cavallo di “Un Posto al sole” ma anche del sogno di partecipare al Festival di Sanremo e del suo debutto teatrale con Massimo Ranieri.

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Samuele, in Un Posto al sole interpreti l’aiuto-chef Samuel Piccirillo. Cosa ti piace maggiormente di questo personaggio?

“Interpretare Samuel Piccirillo mi diverte molto. E’ un personaggio ironico, fresco, che è piaciuto subito al pubblico. A volte è bizzarro ma è anche un sognatore, è amante della vita, si innamora di Arianna (Samanta Piccinetti) fin dal primo sguardo, ma la rispetta perchè è sposata. Ama la musica, la leggerezza ma è anche una persona profonda… Finora non si è ancora scoperto questo suo lato nella soap. Mi piace il fatto che abbia avuto la possibilità di esprimersi nella sua arte perchè Samuel è un cantautore, proprio come me, e ha potuto cantare al Caffè Vulcano questa canzone meravigliosa che si chiama “About your love”, scritta da Fabio Sabbioni e dal maestro Antonio Annona che è il compositore della sigla di Un Posto al sole. Ancora oggi tanti spettatori mi chiedono dove si possa trovare questo brano, io non lo so ma aver avuto l’opportunità di interpretarlo nella puntata di San Valentino della soap è stato un momento che porterò sempre nel cuore”.

Ci racconti quali sono state le tue emozioni quando hai saputo di aver ottenuto il ruolo?

“Samuel Piccirillo è nato da un provino bizzarro, stavo facendo dei concerti e il mio agente mi ha mandato prima la risposta ad un casting e dopo mezzora una mail in cui mi diceva che stavano cercando un attore per il ruolo di un cantante aiuto-cuoco ironico e sciupafemmine. Leggendo le caratteristiche del personaggio pensavo fosse uno scherzo derivante da una piccola discussione avvenuta poco prima, perchè anch’io nella vita oltre che un attore sono un cantante e poi all’inizio doveva chiamarsi Samuel Cavallo e non Piccirillo e Samuele Cavallo è il mio nome e cognome. Guardando meglio la mail ho visto che c’erano delle scene. Quindi ho chiamato il mio agente chiedendo spiegazioni e lui mi ha detto che non mi stava prendendo in giro e che era una casualità che il personaggio si chiamasse come me, così ho studiato le scene e dopo tre giorni sono andato a Napoli per il provino. Dentro di me ho sognato che questo ruolo andasse in porto per tanti motivi, innanzitutto perchè mio padre era un grande appassionato di Un Posto al Sole, faceva il rappresentante e quando la sera tornava dal lavoro negli alberghi in cui alloggiava per prima cosa vedeva la soap. E quando mi hanno comunicato di essere stato preso è stata una gioia immensa. E’ come se si fossero unite tante coincidenze, come se fosse un segno del destino”.

Com’è stato entrare a far parte di questa grande famiglia?

“Mi piace stare sul set soprattutto con gli attori con cui mi sono interfacciato in questi mesi di riprese, da Samanta Piccinetti che è straordinaria al resto del cast. A Napoli è tutto meraviglioso, dalla redazione ai tecnici, sembra un mondo a parte. Il set di Un Posto al sole è veramente speciale, con persone che dedicano cinque giorni a settimana a una soap che esiste da 24 anni e il segreto del successo secondo me è proprio l’amore con cui viene realizzata e che la rende diversa dalle altre. Io sono stato accolto da una grande famiglia ed è una delle cose piu’ belle che mi siano capitate nella mia vita. C’è tanto da fare e bisogna stare nei tempi, ma si lavora con il sorriso, c’è il momento in cui ci si agita ma poi torna l’armonia, ci si abbraccia, si scherza, si ride in maniera spontanea. Mi sono trovato bene dal primo istante in cui sono arrivato sul set. Nella prima scena c’erano trenta comparse perchè entravo al Caffè Vulcano e quindi pensavo che sarei stato agitato, come accade quando si fa qualcosa per la prima volta. Invece mi sono sentito subito a casa mia. Non ho ancora girato in esterna ma un giorno il fotografo mi ha portato a fare un giro per Napoli che è una città meravigliosa e vedendo il Golfo mi è sembrato di sognare”.

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Samuel, fin dal primo istante, dimostra di non essere molto esperto in cucina, tu invece come te la cavi ai fornelli?

“Samuel è uno sfacciato impacciato, arriva al Caffè Vulcano perchè sta cercando un ingaggio per una serata essendo un cantante squattrinato, un po’ bohémien, un po’ Christian di Moulin Rouge. Vede Arianna che insieme a Silvia è alla ricerca di un aiuto chef e finge di esserlo mettendo a disposizione le sue risorse da cuoco precario che magari avrà cucinato qualche volta a casa ma non ha esperienza. Così inizia a far vedere quel poco che sa fare ma benchè Silvia e Arianna si rendano conto che ha poca dimestichezza con i fornelli lo assumono. Nel suo essere bizzarro ne combina di tutti i colori. Io, vivendo da solo da quando avevo 16 anni e dalla Puglia sono andato via di casa per trasferirmi a Roma, ho dovuto adattarmi perchè non potevo permettermi di andare a mangiare al ristorante. Quindi ho iniziato a cucinare, a fare il casalingo, a sperimentare la prima lasagna, la prima carbonara e ora a 32 anni qualcosa di buono riesco a prepararlo”.

Qualche giorno fa, per intrattenere il pubblico, su Youtube hai creato un bellissimo mash-up tra le canzoni Halo di Beyoncè e Così celeste di Zucchero. Che ruolo pensi possa avere la musica in un momento così complesso come quello attuale?

“Credo che la musica abbia una funzione terapeutica, per me soprattutto perchè non posso vivere senza suonare o scrivere le canzoni. Sicuramente può aiutare a distrarre le persone dai pensieri e poi è fatta di note, armonie e parole, che, se messe insieme nel modo giusto ci fanno sorridere, riflettere, sognare, emozionare ed è importante per chi è a casa. Quindi la musica è una buona compagna in queste giornate difficili. Io cerco di strappare 3-4 minuti di intrattenimento con un live dentro casa sperimentando come fatto nei giorni scorsi ad esempio un mash-up tra i pezzi di Beyoncè e Zucchero perchè hanno gli stessi accordi”.

Com’è nato invece il tuo nuovo singolo “Ed io non so cambiare”?

“Il nuovo singolo Ed io non so cambiare è molto importante per me perchè è il mio primo brano autobiografico al 100%, racconta tutta la mia vita fino ad ora e penso che tante persone si possano rispecchiare in questa storia perchè tutti hanno avuto a che fare con un genitore, hanno avuto problemi nel loro percorso o un lutto difficile da superare. E poi ho presentato questa canzone alle selezioni per il Festival di Sanremo 2020 convinto di avere una chance ma non è andata. Così l’ho pubblicata in questo periodo in modo che la gente essendo a casa ha magari piu’ tempo per ascoltarla sulle piattaforme digitali e su Youtube”.

Partecipare al Festival di Sanremo resta uno dei tuoi obiettivi?

“Dal 2005 provo a partecipare al Festival, dai tempi di Sanremo Lab quando partivo dalla Puglia per inseguire questo sogno dell’Ariston che ho fin da ragazzino perchè rappresenta un luogo di culto. Non bisogna smettere di sognare ma è necessario anche lavorare per migliorarsi e meritare quel palco. Io amo davvero la musica a prescindere dai risultati perchè mi ha portato a recitare in Un Posto al Sole, mi ha dato la possibilità di prendere parte ai musical piu’ importanti prodotti in Italia, da Dirty Dancing a La febbre del sabato sera, da A chorus line a Priscilla La Regina del deserto, facendo centinaia di repliche in tutto lo Stivale. Sono fortunato perchè la musica mi ha dato un lavoro e non la abbandonerò perchè non mi ha mai abbandonato”.

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foto tratta dal profilo Facebook di Samuele Cavallo

Hai preso parte a tanti musical di successo e il tuo debutto a teatro è stato in “Poveri ma belli” con Massimo Ranieri. Che ricordo conservi?

“Era il 2 giugno 2008, eravamo in tanti in fila, circa 2300 persone a fare il provino tra ballerini, attori, cantanti e quando è arrivato il mio turno ho passato la prima scrematura relativa al ballo, perchè sono anche un ballerino da quando ho 10 anni. Poi arrivò Massimo nel pomeriggio per la prova di canto e io portai “Almeno tu nell’universo” che Ranieri cantava nel suo spettacolo “Canto perchè non so nuotare” ma io non lo sapevo. Fu una scelta rischiosa perchè era un brano a cui era molto legato ma gli piacque la mia esibizione e mi prese in questo spettacolo che mi ha permesso di debuttare a teatro insieme a un cast meraviglioso con Bianca Guaccero, Michele Carfora, diretto da Massimo Ranieri con la musica di Gianni Togni e le coreografie di Franco Miseria. E’ stata un’esperienza stupenda”.

Hai scritto con Aldo e Pivio De Scalzi il brano “Restiamo amici” per l’omonimo film di Antonello Grimaldi, di cui sei anche interprete. Ti piacerebbe in futuro scrivere una colonna sonora per una pellicola o una serie tv?

“Quel brano doveva essere interpretato da un cantautore famoso. Un giorno il mio produttore ha incrociato Aldo e Pivio De Scalzi e ha proposto loro di farlo cantare a un artista emergente. Così mi contattarono dicendo che avevano visto che scrivevo cose interessanti chiedendomi di adattare il testo perchè quello che avevano non li convinceva. Di notte, mentre lavoravo ad uno spettacolo in Sardegna, scrissi il testo, lo mandai ad Aldo e Pivio De Scalzi e a loro piacque. Se ci fosse la possibilità, per un incrocio di percorsi artistici, di scrivere la colonna sonora di un film o di una serie tv sarebbe un onore”.

di Francesca Monti

credit foto © Giuseppe d’Anna

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