Dopo la vittoria nella sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2020 con “Vai bene così”, Leo Gassmann ha pubblicato il nuovo singolo “Maleducato”, estratto da “Strike”, il suo album di debutto.
Con questo brano dal sound rockeggiante il giovane e talentuoso cantautore vuole esprimere un concetto molto semplice ma che, se applicato correttamente, potrebbe farci vivere meglio: un po’ più di educazione, anche civica, aiuterebbe a migliorare i rapporti umani ed il mondo in cui viviamo.
Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Leo Gassmann, parlando non solo di “Maleducato” ma anche degli artisti con cui vorrebbe collaborare, dei valori che la sua famiglia gli ha trasmesso e di come sta trascorrendo queste giornate a casa.

Leo, è uscito il tuo nuovo singolo, “Maleducato”, incentrato sui rapporti umani. Ci racconti com’è nata questa canzone?
“Questo brano è nato dalla necessità di ringraziare tutte le persone che scelgono la gentilezza e l’educazione verso il prossimo, nonostante loro stesse possano avere una vita difficile che cercano di affrontare in chiave ironica. Io sono sempre stato visto come un ragazzo educato, questo deriva anche dal fatto che sono stato molto fortunato nella vita. Mi rendo conto però che non tutti hanno avuto la mia stessa fortuna. Ho scritto questo brano specialmente pensando alla figura dell’uomo del Sud costretto a emigrare verso il Nord o verso le Americhe per cercare lavoro e che, nonostante tutto, rimane sempre gentile, disponibile, con il sorriso sulle labbra. Sono sempre stato affascinato da questo aspetto”.
Il singolo è accompagnato da un video girato in casa…
“E’ nato dalla necessità di voler mostrare alla gente che da casa si possono fare tante cose. Inoltre dato che in questo periodo sarebbe dovuto partire il tour volevo mostrare il sound che il live avrà una volta che la pandemia finirà e torneremo a fare concerti. Così ho deciso di contattare i miei musicisti, ho chiesto loro di registrare individualmente da casa il loro contributo, ho mixato il video in due giornate e mi sono divertito molto”.
All’inizio del video c’è una frase molto bella che dice: “La musica batterà sempre forte nei nostri cuori unendoli in un simposio d’amore”. Che ruolo può avere oggi la musica?
“Penso che la musica oggi sia fondamentale, se non ci fossero tutti gli artisti che suonano dai tetti facendo compagnia alla gente o i live sui social sarebbe ancora piu’ difficile trascorrere queste giornate. Il prossimo passo che dovrà fare la musica, una volta che tutto questo sarà finito, sarà ripartire in modo diverso. Io vorrei un mondo in cui la musica e tutti gli ambienti siano uniti e collaborino per raggiungere degli obiettivi concreti. Penso che la musica debba essere condivisione, debba portare dei messaggi ed essere di ispirazione per le persone di cuore che ogni giorno lottano per lasciare un mondo migliore rispetto a quello che hanno trovato”.
Cosa serve secondo te per migliorare questo mondo?
“Sicuramente tutto nasce dall’intenzione di voler cambiare le cose, poi ognuno ha la propria storia e le proprie esperienze da raccontare. Io sono cresciuto in un periodo, anche semplicemente musicale, in cui pochissimi artisti parlano veramente di tematiche interessanti, il mercato della musica è un po’ saturo e anche io a volte nei testi sono influenzato da questo. Ora però sto cercando di sperimentare e di scrivere delle canzoni che possano ispirare la gente ad andare avanti e perseguire i propri sogni e i propri obiettivi perchè ogni individuo è fondamentale per la realizzazione di un mondo migliore. I traguardi che dobbiamo raggiungere sono il cambiamento climatico nel senso che è importante modificare il nostro modo di vivere per salvaguardare il pianeta, ma anche il bisogno di credere di piu’ negli altri. Questo nasce dalla collaborazione, le persone piu’ forti devono fare il primo passo e andare incontro a quelle che sono piu’ timide e spaventate in determinate situazioni per collaborare insieme e trovare degli accordi, dei nuovi modi di vivere e di ragionare”.
Poco fa dicevi che sei sempre stato visto come un ragazzo educato e in effetti anche a Sanremo hai dimostrato di essere umile, gentile e avere i piedi ben saldi a terra. Quali sono i valori piu’ importanti che ti ha trasmesso la tua famiglia?
“Sicuramente la mia famiglia mi ha insegnato il rispetto per il prossimo e l’onestà e mi ha trasmesso la voglia di andare fino in fondo per realizzare i propri sogni, nel senso che bisogna dare a tutti la libertà di potersi esprimere e di portare il proprio messaggio che non deve essere di odio ma rispettoso verso gli altri. Quando ci sono delle buone intenzioni un messaggio va protetto e si deve dare a tutti la possibilità di farlo conoscere”.
Sono passati due mesi dalla vittoria del Festival di Sanremo categoria Nuove Proposte con “Vai bene così”. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
“Mi ha lasciato tanta voglia di migliorare, di crescere, di perfezionarmi, ho incontrato molti artisti in quel frangente che mi hanno ispirato, è stata una settimana che ricorderò per sempre. Forse una cosa che abbiamo fatto bene, io e il mio team, è stata apprezzare ogni singolo momento, goderci le camminate per il corso e le varie esibizioni, affidarsi a qualcuno in cui credi e che ha visto nascere il progetto. Sono andato a Sanremo con un mio amico, Matteo Costanzo, che mi ha diretto e con cui avevo arrangiato il brano e tutte le canzoni dell’album. E’ stata un’esperienza di tranquillità e serenità che conserverò per tutta la vita”.

Con quali artisti ti piacerebbe collaborare?
“Ce ne sono diversi, apprezzo molto Edoardo Bennato, Brunori Sas, Jovanotti, Vasco Rossi, mi rendo conto che alcuni di questi artisti siano difficilmente raggiungibili e che affidarsi a una nuova proposta non sia una scelta che tutti farebbero. Ma questa vita è fatta per sognare, quindi faccio lo stesso i loro nomi”.
“Strike” il tuo album d’esordio, contiene 13 brani molto diversi tra loro. Ce n’è uno che in questo momento ti rappresenta di piu’?
“Forse Maleducato per l’intenzione. Se invece dovessi pensare ad una canzone da dedicare in questo periodo a chi ha perso una persona casa direi Mr. Fonda, un brano che tratta il tema della morte e che cerca di portare speranza a tutti coloro che stanno soffrendo per la perdita di qualcuno. L’ho scritto quando è mancato Peter Fonda, grande attore di Hollywood, che avevo avuto l’onore di conoscere nei miei viaggi all’estero. E’ il mio pensiero riguardo a quello che spero ci possa essere dopo la vita”.
Come stai trascorrendo queste giornate?
“Sto cercando di utilizzare il tempo in modo positivo, sto studiando, scrivendo, passando diverse ore con la mia famiglia”.
Un sogno nel cassetto…
“Ce ne sono tanti. Sto inseguendo il sogno di vivere la vita potendo esprimere i miei concetti che magari un giorno potranno essere di ispirazione per altri artisti come molti lo sono stati per me. Sogno di poter pubblicare piu’ musica possibile e suonare live. Se una canzone può tirare su il morale di una persona per tre minuti un concerto la fa star bene per una o due ore e per me sarebbe importante poter suonare, portare il mio messaggio e relazionarmi con il pubblico che mi sostiene ogni giorno”.
di Francesca Monti

Bellissima intervista 😉
Passa nel mio blog se ti va
Grazie mille! Passerò sicuramente 🙂