Intervista con Alessia Maurelli, capitana della Nazionale Italiana di ginnastica ritmica: “Il mio sogno è vincere ai Giochi di Tokyo 2021 l’unica medaglia che mi manca, quella olimpica”

Classe, eleganza e grinta da vendere. Alessia Maurelli, 23 anni, è la capitana della Nazionale Italiana di ginnastica ritmica, con cui ha finora conquistato tre ori, tre argenti e due bronzi ai Campionati Mondiali, un oro e tre argenti agli Europei.

Ora il sogno si chiama Tokyo 2021, in cui insieme alle altre Farfalle azzurre proverà a volare su quella medaglia olimpica che manca al suo strepitoso palmarès. Intanto Alessia si sta allenando nella camera dell’hotel in cui si trova insieme alle compagne di squadra in seguito al lockdown per la pandemia, con la voglia di tornare presto in pedana e di andare, non appena sarà possibile, dalla sua famiglia che non vede da alcuni mesi.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Alessia Maurelli parlando dei prossimi Giochi Olimpici, ma anche delle emozioni vissute nella sua prima gara da capitana delle Farfalle azzurre e quando ha incontrato Papa Francesco.

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Alessia, iniziamo parlando dei Giochi Olimpici di Tokyo 2021. Quale sarà il vostro obiettivo?

“Ci siamo qualificate nel 2018 e in questi tre anni ci stiamo dedicando mente e corpo ai Giochi. Andremo a Tokyo con tante speranze perchè sappiamo di essere tra le Nazionali piu’ temute e di potercela giocare fino alla fine. E poi un anno in piu’ a disposizione dopo il rinvio delle Olimpiadi potrebbe essere un’opportunità. Il codice della ritmica infatti è in continuo cambiamento e quest’anno non c’è un limite massimo di punteggio, perciò possiamo aumentare il valore dei nostri esercizi per puntare ad ottenere piu’ punti possibili”.

A Tokyo 2021 ad accompagnare l’esercizio con tre cerchi e quattro clavette avete scelto un medley tratto dalla colonna sonora di Expo Milano 2015 Milano, ‘L’albero della vita’ del compositore Roberto Cacciapaglia. Un simbolo di rinascita soprattutto dopo un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo…

“Appena è iniziato questo periodo e in Lombardia la situazione è diventata critica è stato acceso l’Albero della Vita in segno di speranza, con il tricolore. Questo ci ha fatto emozionare perchè è davvero un grande simbolo di rinascita, forza e purezza. Così abbiamo scelto questa colonna sonora perchè anche noi alle Olimpiadi vorremmo portare l’italianità e la capacità di rialzarsi da questa situazione drammatica”.

Come stai trascorrendo queste giornate e come è cambiato il tuo modo di allenarti?

“E’ cambiata radicalmente la nostra quotidianità, se prima trascorrevano 8-9 ore insieme, da quando è uscita la notizia del rinvio delle Olimpiadi io e le mie compagne siamo rimaste in quarantena in hotel. La nostra squadra Nazionale è composta da 10 ragazze e viviamo undici mesi l’anno nel centro permanente a Desio (Mb), quindi ci siamo trovate bloccate in Lombardia ed essendo una delle regioni piu’ colpite dalla pandemia volutamente abbiamo scelto di non tornare dalle nostre famiglie. Stiamo trascorrendo queste settimane difficili dal punto di vista umano tutte insieme nello stesso hotel a Cesano Maderno, siamo abituate alle sfide e siamo riuscite ad organizzarci abbastanza bene. Abbiamo creato un nostro piccolo mondo e abbiamo continuato a tenerci in forma. Il nostro allenamento si svolge solitamente in pedana con gli attrezzi, questo ovviamente non è possibile così come non possiamo allenarci insieme, perciò abbiamo studiato dei metodi diversi per non fermarci. Gli allenamenti si sono spostati dalla pedana alla nostra camera o nel parcheggio dell’hotel, uscendo con le mascherine. E’ stato da una parte divertente tra collegamenti con la direttrice tecnica Emanuela Maccarani e battute a distanza con le compagne, dall’altra emotivamente pesante perchè l’hotel si affaccia sulla tangenziale e quindi mi sono ritrovata ad addormentarmi ogni sera con il suono delle sirene delle ambulanze. All’inizio mi veniva da piangere pensando a quello che stava accadendo. E’ stato un periodo complesso, ora speriamo che con questa fase 2 migliori la situazione e si possa pian piano riprendere la quotidianità”.

Quale sarà la prima cosa che farai non appena si potrà tornare alla normalità?

“Sicuramente voglio rivedere i miei genitori perchè è da Natale che non torno a casa e questo un po’ mi pesa. Parlare con loro tramite skype non è come averli vicino e passare del tempo insieme. Mi mancano loro e mio fratello, mi manca fare shopping in centro a Milano. Non appena sarà possibile andrò dalle persone che amo e dai miei amici”.

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© foto di Simone Ferraro / FGI

Tra tutte le medaglie che hai vinto finora ce n’è una a cui sei piu’ legata?

“Forse la medaglia d’oro del Mondiale di Sofia 2018 perchè è stata fortemente voluta da tutta la squadra. Ricordo che appena abbiamo montato l’esercizio io e le mie compagne abbiamo detto che con quello avremmo dovuto vincere il titolo iridato. Da quel giorno, fino a quando otto mesi dopo lo abbiamo portato in gara nella finale di Sofia, i nostri occhi avevano ancora quella voglia e quella fame di vittoria. E alla fine l’oro è arrivato”.

Ci racconti le emozioni provate nella tua prima gara da capitana delle Farfalle azzurre, nel 2017 a Thiais?

“La prima gara da capitana a Thiais in Francia mi ha regalato un’emozione indescrivibile. Dopo le Olimpiadi di Rio 2016 e il quarto posto ho messo in dubbio il prosieguo della mia attività anche perchè piu’ della metà della squadra si era ritirata, tra cui una compagna piu’ giovane di me. Quindi il ruolo da capitana che mi è stato affidato ha costituito uno stimolo per continuare. La prima volta che ho messo il piede in pedana in qualità di capitana ho capito che il cammino che dovevo fare era ancora lungo, che volevo arrivare con la mia squadra ai Giochi di Tokyo e puntare in alto”.

La ginnastica ritmica, come tanti altri bellissimi sport, spesso ha poca visibilità da parte dei media, e viene erroneamente considerata secondaria rispetto ad altre discipline. Pensi che un programma tv che parli della ritmica, come accaduto con Vite parallele per la ginnastica artistica, possa contribuire a cambiare questa concezione e ad avvicinare il pubblico?

“Penso che le persone debbano vedere anche altre discipline e ampliare la loro idea di sport, perchè non esiste solo il calcio. Il pubblico si è appassionato a Vite parallele e credo accadrebbe la stessa cosa anche con un programma sulla ritmica perchè sono due mondi abbastanza simili nel metodo di allenamento e nella fatica che c’è dietro al raggiungimento di un risultato. Questo sport è vissuto con intensità, con ritmi rigidi, ma quando lo conosci ti lascia qualcosa dentro, facendoti capire quanta preparazione ci sia nella ginnastica o nel nuoto sincronizzato e come gli atleti si allenino con umiltà e tanto impegno”.

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credit foto Servizio Fotografico Vaticano

Nel 2019 in occasione dei 150 anni della Federazione Ginnastica d’Italia hai incontrato Papa Francesco. Che ricordo conservi di quel giorno?

“I festeggiamenti sono durati tutto l’anno e dopo i Mondiali di Baku siamo volate a Roma per esibirci ai Fori Imperiali e davanti al Colosseo. Poi abbiamo incontrato Papa Francesco e ho avuto la fortuna di potergli insegnare qualche esercizio con il nastro.  Vedere il Pontefice con i tuoi attrezzi di gara imparare qualche movimento di ginnastica ritmica è stata davvero una delle esperienze piu’ emozionanti che porterò per sempre nel cuore”.

Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare…

“Ho realizzato fortunatamente tanti sogni. In questo momento il primo desiderio è vincere quell’unica medaglia che mi manca in carriera, quella olimpica, che cercherò di conquistare a Tokyo 2021. E poi sto iniziando a pensare al futuro perchè la ginnastica è uno sport che inizi a praticare da piccola e che finisci quando sei ancora giovane, quindi ho tanti progetti che vorrei realizzare una volta terminata l’attività agonistica”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Dao Spa

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