Intervista con Valeria Cagnoni ed Emerson Gattafoni, protagonisti di “Dreams Road”: “Il viaggio è una parte importantissima della vita, è conoscenza, evasione, sogno”

Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino“, scriveva Luis Sepúlveda. Ed è quello che fanno Valeria Cagnoni ed Emerson Gattafoni, protagonisti dell’amatissimo programma documentaristico “Dreams Road”, in onda su Rai 1, che in venti anni, in sella alle loro motociclette, ci hanno portato alla scoperta delle bellezze e delle tradizioni del mondo, viaggiando sulle suggestive strade dei cinque continenti.

In attesa di tornare a viaggiare e a sognare, perchè ogni itinerario racchiude emozioni e ricordi indelebili, abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Emerson e Valeria parlando di “Dreams Road” ma anche della loro onlus Roadway for Others e dei prossimi progetti, tra cui un libro per il ventennale della trasmissione.

Atacama Chile 2014

Valeria Cagnoni ed Emerson Gattafoni in Cile, nel deserto di Atacama, davanti alla Mano del Desierto 

Partiamo dall’inizio, com’è nata l’idea di “Dreams Road”?

Emerson: “Il format è nato nel 1994, il primo episodio si chiamava “Dreams Road – Diario di un viaggio in motocicletta” da Buenos Aires a Caracas e ripercorreva l’itinerario del libro “Latinoamericana” di Arnaldo Granado ed Ernesto “Che” Guevara. Sono seguiti altri progetti come il viaggio da Venezia a Sydney in scooter e nel 2000 è nata invece l’attuale serie insieme a Valeria”.

Valeria: “Dreams Road nel 2020 compie 20 anni, un traguardo importante. Avevamo già iniziato a viaggiare, poi c’è stato questo stop forzato a causa della pandemia, ma appena sarà possibile riprenderemo i nostri programmi”.

Ci raccontate come viene organizzato un viaggio di Dreams Road e che tipo di lavoro c’è dietro al prodotto televisivo?

Valeria: “Dietro al prodotto televisivo c’è un grande lavoro soprattutto organizzativo, perchè ogni volta che andiamo in un Paese dobbiamo avere i permessi per poter filmare e vanno richiesti molto tempo prima. Il viaggio in moto viene fatto da noi due, non abbiamo troupe al seguito, ci avvaliamo solo nella parte del montaggio, quando torniamo a casa, di un montatore e di uno speaker”.

Emerson: “Anche se realizzato sul campo da due persone in realtà Dreams Road ha tutti i presupposti di una produzione broadcast pubblica, nel senso che quando prepariamo i viaggi ci confrontiamo con le Film Commission dei Paesi in cui ci recheremo e sviluppiamo il progetto in base ai permessi che possiamo ottenere per lavorare in concreta libertà ma mantenendo il canone di una produzione broadcast. Oggi è talmente dilatato il sistema del documentario di viaggio che chiunque con le macchine fotografiche può realizzare filmati senza nessun tipo di permesso e poi proporli alle trasmissioni tv. In tutto il mondo, ma soprattutto nei paesi anglosassoni, ci sono degli avvocati che controllano e riescono a vedere se chi ha realizzato un prodotto commercializzato ha i diritti per poterlo fare. Presto questo mondo selvaggio che si è creato avrà grandi problemi e dal mio punto di vista è giusto che sia così perchè i documentari devono essere fatti con i criteri adeguati”.

Quali sono le difficoltà di un viaggio in moto on the road?

Valeria ed Emerson: “Sono le difficoltà che possono capitare a tutti quando si è in viaggio, poi dipende anche dai Paesi che visiti, alcuni ad esempio vanno affrontati con estrema prudenza e cautela. Il viaggio in moto presuppone una disciplina vera e propria, ti sposti su due ruote per tante ore, per cui bisogna essere riposati per ridurre al minimo la possibilità di incidente. Inoltre i Paesi in cui ci siamo recati in questi venti anni sono diversi tra loro, alcuni hanno delle criticità per quanto riguarda la sicurezza o una microcriminalità maggiore e ci vuole attenzione, bisogna scegliere di non andare in certi posti. L’esperienza indubbiamente aiuta a capire dove puoi filmare e dove invece è meglio tenere la telecamera spenta perchè magari le riprese possono dare fastidio a qualcuno. Purtroppo capita che pur di portare a casa qualcosa di originale le persone accendano la GoPro ad esempio in una favela di Rio e poi succedono le disgrazie. Il nostro leit motiv è realizzare un prodotto che sia un documentario di viaggio e che permetta di scoprire le bellezze di un Paese, ma senza fare i fenomeni”.

Qual è secondo voi il segreto del successo di Dreams Road?

Emerson: “E’ un documentario di intrattenimento, non ha una valenza giornalistica, la moto fa da fil rouge ma non è la protagonista del viaggio. Al centro ci sono invece i luoghi che si attraversano, la cultura, l’arte, le meraviglie paesaggistiche. Non è il solito racconto di un viaggio in moto”.

Veleria: “Per noi è importante che siano viaggi alla portata di tutti e possano essere fatti in sicurezza. Non ci interessa consigliare posti pericolosi. Il nostro pubblico è misto, è composto da viaggiatori e non, ci scrivono che guardando Dreams Road è come se viaggiassero con noi oppure che hanno rivissuto il loro itinerario. Quindi andando in onda su Rai 1 ci sentiamo responsabili di quello che proponiamo”.

DreamsRoad AUSTRALIA_Uluru

Valeria Cagnoni ed Emerson Gattafoni in Australia, all’Ayers Rock

Avete viaggiato in tutti i continenti, c’è un Paese in particolare che vi è rimasto nel cuore?

Valeria: “A seconda delle fasi della nostra vita ci sono posti che ci hanno entusiasmato tanto. Personalmente dico sempre che il viaggio piu’ bello sarà il prossimo così non mi fermo (sorride). Nel mio cuore però ho l’America Latina, in particolare il Cile e l’itinerario dalla Patagonia all’Atacama. I viaggi invece che mi hanno regalato le emozioni piu’ forti sono quelli solidali, in Senegal dove abbiamo portato un ospedale mobile e in Himalaya dove abbiamo avuto l’onore di intervistare il Dalai Lama e dove abbiamo costruito un piccolo presidio sanitario per i bambini tibetani. Poi ci sono tanti altri Paesi bellissimi che ho avuto la fortuna di visitare, come l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Argentina”.

Emerson: “Come viaggiatore ho avuto il privilegio di ammirare le meraviglie del pianeta ma il Paese che porto nel cuore è l’Australia perchè per un filmmaker è un continente molto speciale, per la sua luce, per la solitudine, per i suoi grandi spazi. Ci sono stato 12-13 volte e sono molto legato alla terra Down Under”.

Ci raccontate qualcosa in piu’ riguardo la vostra onlus Roadway for Others? 

Emerson: “Roadway for Others è nata con il progetto Roadway for Africa, abbiamo portato questo ospedale da campo da Milano a Dakar via terra, siamo partiti nel novembre 2007 e l’abbiamo consegnato il 31 gennaio 2008 a Madame Wade, presidente dell’Association Education Santé. Sono stati invece realizzati due progetti per il Tibet, abbiamo costruito un presidio sanitario con clinica mobile di prima assistenza dedicata alla memoria di Fosco Maraini, celebre scrittore e grande amico del Dalai Lama, a Choglamshar, villaggio di profughi tibetani a 6 km dalla città di Leh e donato un’unità di Clinica Mobile ai villaggi nomadici del Ladakh. Ogni cinque anni vorremmo realizzare un progetto, vedremo quale sarà il prossimo”.

Avete già qualche idea a riguardo?

Valeria: “Con la nostra Fondazione faremo una donazione a Bergamo. Mia zia, che era assessore comunale ai servizi sociali e che è mancata nel 2015, per tutta la sua vita si è dedicata agli altri e due anni fa le è stata dedicata una casa di cura per anziani e malati di Alzheimer. Visto che Bergamo è stata colpita in maniera importante e tragica dal coronavirus e le Rsa sono state flagellate ci è sembrato opportuno fare una donazione a questa struttura che porta il nome di mia zia, Zaira Cagnoni, per aiutarla ad andare avanti. Poi, magari il prossimo anno, realizzeremo un altro progetto che comprenderà anche un viaggio solidale”.

Secondo voi quale impatto avrà la pandemia sui viaggi? La gente tornerà a viaggiare quando l’emergenza sarà terminata?

Valeria ed Emerson: “Sicuramente vivremo un momento difficile perchè economicamente molte persone non avranno i soldi per viaggiare e dovremo capire le decisioni che i singoli Paesi prenderanno. Penso però che il viaggio, oltreoceano o vicino a casa, lungo o breve, sia qualcosa di cui abbiamo bisogno per conoscere il mondo, per evadere, è una delle libertà piu’ importanti che abbiamo insieme alla musica e alla letteratura. Non serve andare chissà dove per essere un viaggiatore. Dovremo continuare a ricostruire la nostra socialità, la nostra voglia di scoprire il mondo, di realizzare i nostri sogni. Non credo che ci chiuderemo in casa e viaggeremo solo virtualmente. Il viaggio è una parte importantissima della vita, è conoscenza, evasione, sogno. Ci vorrà un po’ di tempo ma piano piano ripartirà tutto e torneremo anche a viaggiare”.

In occasione del ventennale di Dreams Road avete qualche progetto in programma?

Valeria ed Emerson: “Durante la quarantena abbiamo avuto modo di concludere il nostro libro edito da Mondadori e realizzato in occasione del ventennale, che uscirà a settembre. Sono sette itinerari di viaggio che portiamo nel cuore, sette racconti in stile Dreams Road”.

di Francesca Monti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...