La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e Malika Ayane a PAROLE O_STILI. Sabato sarà presentato il Manifesto dell’Inclusione. Video

E’ partita la diretta streaming della quarta edizione di Parole O_Stili che quest’anno sarà dedicata al secondo principio del Manifesto, Si è ciò che si comunica e si sta svolgendo sotto i riflettori dell’attuale emergenza coronavirus.

Malika Ayane e la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina questa mattina hanno partecipato al panel: “Quando a settembre rivedrò i miei compagni”.

Abbiamo il dovere di pensare di tornare alla normalità, scenario epidemiologico permettendo. Primo step sarà riportare gli studenti in aula per l’esame di stato, con tutte le dovute cautele. Stiamo lavorando su più opzioni possibili insieme a tantissimi attori, dal mondo della scuola, alle associazioni, al comitato tecnico scientifico o della salute perché la scuola risponde alle famiglie e agli studenti. Il nostro compito è immaginare tutte le opzioni possibili così da essere pronti a far si che diritto all’istruzione venga rispettato“, ha detto la Ministra dell’istruzione Azzolina. “Quando si è deciso che 8 milioni e mezzo di studenti in Italia e 1,6 miliardi di studenti nel mondo non potevano più andare a scuola, ho provato una fitta di dolore come ha detto il Presidente della Repubblica. Io ero innamorata persa della scuola quando ero giovane e dei compagni di classe. Quindi provo un senso di desolazione enorme. Abbiamo quindi provato a inventarci un’altra forma di contatto con gli studenti: la didattica a distanza. Non è stato facile, non lo è ancora oggi ma è un modo per rimanere in contatto. Ringrazio il personale scolastico le famiglie e gli studenti perché si son date tanto da fare in questo periodo. Il digitale non deve essere demonizzato, ma bisogna usarlo anche per combattere il cyberbullismo con la cultura dicendo agli studenti che le parole possono far male anche più di uno schiaffo. Il digitale ha svolto un ruolo importantissimo in questo periodo per mantenere i contatti. Abbiamo scoperto dei valori nuovi l’empatia, la solidarietà umana, il mondo si è trasformato anche rispetto a quella che era l’idea del digitale anche a scuola.

Queste le parole di Malika Ayane: “Cerco sempre di dialogare con le persone, di arrivare a una riflessione. È capitato a volte che ci fossero persone, degli haters, che poi portate a una riflessione hanno cambiato opinione. Coi “cocci” invece non c’è niente da fare e bisogna adottare il principio dell’ignorare anche se è molto difficile. In tv mi è capitato di essere oggetto della frustrazione di alcune persone e mi sono resa conto che manca il dialogo. Ho notato, inoltre, che tante persone sono sole. Bisogna sempre cercare di dialogare, fino a dove è possibile. Naturalmente quando si vede che non è possibile, bisogna cercare di far aiutare queste persone – soprattutto quelle piccole – da chi è vicino a loro. Se vedete qualcuno vicino a voi che si sente solo, non isolatelo ma fategli domande. È più facile intervenire nella vita reale che cercare di raggiungere una persona dall’altra parte del paese via web. Utilizzo i social media per imparare cose nuove perché a volte sottovalutiamo quanto i social possano essere dei mezzi di informazione: dei contenitori di grandi lezioni, a volte, e in altri casi semplici vettori di nuove informazioni. Durante la quarantena, ad esempio, ho imparato tanto su posti nel mondo dove non sono mai stata. Con un gruppo di amici abbiamo anche aperto una pagina Instagram, Decameretta, dove tutti possono mandare dei contenuti, anche ripresi da altri profili, e dove condividiamo cultura e divertimento secondo un tema preciso scelto quotidianamente. Quando è iniziato il lockdown,  studenti e insegnanti sono stati straordinari e hanno trovato subito un modo per tornare al lavoro. In tanti sono stati molto fortunati ma non tutti hanno avuto la stessa fortuna. Faccio il tifo per tutti quelli che fanno parte della scuola italiana: alcune famiglie non hanno sempre la disponibilità di fornire dispositivi e connessione, stessa cosa vale anche per gli insegnanti. Complimenti davvero a insegnanti e studenti. Spero che a settembre si possa ritornare a fare tutto quello che ci piace, in sicurezza, e che le scuole riaprano per far sì che i ragazzi possano fare le loro scoperte e i loro errori. La cosa che vorrei sempre ricordare agli studenti è di creare un rapporto con i professori. Capiterà che ci saranno quelli che non ci piacciono ma l’insegnante nasce proprio per rendere la vita più semplice allo studente, per poterlo comprendere come un genitore a volte non può fare. Deve essere un adulto che avvicina alla crescita: è una cosa molto faticosa ma molto bella. Più cose si conoscono più si ha la possibilità di proporre qualcosa che gli altri non hanno mai fatto. Se non fossi stata attenta durante le lezioni delle figure retoriche non avrei fatto il lavoro che faccio. Se sono ancora qui, con tutti gli alti e bassi, è solo perché ogni parola e ogni frase la studio con grande attenzione.

Il secondo principio recita: “Si è ciò che si comunica”, soprattutto sui social, che per il 74% delle persone sono un vero e proprio megafono di linguaggi violenti pregressi, percezione in crescita soprattutto tra i millennials (+8%). Secondo rilevazioni SWG, odio e falsità fanno parte del nuovo modo di comunicare per l’80% degli intervistati, dato in crescita del 14% rispetto al 2018. Il 63% ritiene che i giovani si abitueranno a usare toni offensivi e solo il 22% pensa che le giovani generazioni riusciranno a scegliere uno stile comunicativo più corretto.

Gay, migranti ed ebrei sono le categorie più colpite dal linguaggio violento, dato in crescita del +15% (gay), +9% (migranti), +12% (ebrei). Numeri confermati anche dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCAD) che registra una crescita di atti discriminatori verso le minoranze, del +186% dal 2014 al 2018.

Tuttavia, se l’antisemitismo cresce del +13, l’omofobia è in continuo calo (-12%) così come l’islamofobia (-14%).

In questo contesto si inserisce il Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva, che sarà presentato sabato 9 maggio, alle ore 16:00 insieme a Alex Zanardi e Bebe Vio, atleti paralimpici, Don Luigi Ciotti,fondatore dell’Associazione Libera, Andrea Delogu, presentatrice tv, Pepitosa, blogger dei temi della disabilità, Barbara Falcomer, Presidente di ValoreD, Chris Richmond, Founder di MyGrants, Costanza Rizzacasa d’Orsogna, giornalista, Igor Suran direttore esecutivo di Parks – Liberi e Uguali, Francesca Vecchioni, Presidente di DiversityLab, realtà che ha partecipato anche al lavoro di revisione del decalogo. Sarà Sorgenia il main sponsor di questo speciale evento.

La crescente ignoranza e il crescente individualismo sono le principali cause dell’odio e della violenza sulla rete, ma anche i politici danno il cattivo esempio: il 91% degli intervistati dichiara che in Italia esiste un grande problema di violenza verbale nel fare politica, tanto che le fake news confondono le idee di 1 cittadino su 3 (35%), ma nell’87% delle risposte, sono diventate la normalità della comunicazione tra i partiti.

“Più che mai in questi ultimi due mesi abbiamo imparato che la Rete è un bene preziosissimo che merita di essere curato e a cui va dato il giusto valore. Ed è per questo che abbiamo deciso di ritrovarci online, per continuare a mettere al centro le parole e il loro enorme potere, ma soprattutto, per riflettere sull’importanza delle nostre relazioni digitali, oggi più che mai.” – dichiara Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili – “Accorciare le distanze” è il nostro obiettivo, perché la Rete fa la differenza quando porta con sé quell’umanità che sa andare oltre lo schermo.”

L’aggressività verbale emerge anche nelle aziende: 2/3 dei dipendenti denunciano linguaggi irrispettosi e solo il 26% delle imprese italiane sono attente alle esigenze dei propri dipendenti su temi di welfare aziendale, genitorialità, barriere architettoniche ecc.

Queste tematiche e molte altre saranno al centro del dibattito insieme ad Alessandro Baricco, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, Malika Ayane, Bebe Vio, Enrico Letta, Giorgio Gori, Federico Ferrazza, direttore Wired.it, Imen Jane, fondatrice di Will, Mauro Magatti, sociologo ed economista, Oscar De Montigny, Chief Innovability and Value Strategy Officer a Banca Mediolanum, Daniele Grassucci, Founder di Skuola.net, Federico Taddia, conduttore tv per ragazzi, Marta Losito, influencer e tik toker, il gamer Pow3r, Selvaggia Lucarelli e molti altri.

Rispondi