Intervista con la pianista e compositrice Isabella Turso: “Il disco Big Break rappresenta un momento di riflessione, di rottura con il passato, ma anche una proiezione verso il futuro”

Si intitola “Big Break” l’album per pianoforte solo della pianista e compositrice Isabella Turso, in uscita il 29 maggio per Bluebelldisc Music.

Nell’album, anticipato dai singoli Dimples e Sliding Doors, accompagnato da un videoclip girato all’interno del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, l’artista si racconta attraverso il suo stile elegante ed innovativo, esprimendosi attraverso un linguaggio cosmopolita, consapevolmente abile nel recuperare materiale tematico del passato rivisitato in chiave moderna. L’impressionismo new age è l’ingrediente chiave del genere neoclassical di Isabella, senza trascurare una spiccata capacità di evocare immagini.
Le dodici tracce sono un richiamo alla rinascita, a ricontemplare l’arte come forma intima e semplice della manifestazione del contatto dell’uomo con la natura e del suo esserne espressione evolutiva e costruttiva.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Isabella Turso, parlando di Big Break ma anche del futuro della musica.

IMG_4669

Isabella, partiamo dal nuovo singolo “Sliding doors”, che mette a confronto due dimensioni parallele. Ci racconti com’è nato questo brano che rispecchia la realtà che stiamo vivendo?

“Questo brano è nato prima della fase di quarantena in cui ci siamo trovati a causa della pandemia. “Sliding Doors” è quell’elemento imprevedibile che può cambiare la vita di ognuno di noi, rappresenta una situazione che vivevo personalmente, il passaggio tra la dimensione reale e quella sospesa. Ed effettivamente la quarantena ha creato questo distacco con il mondo esterno portandoci a riflettere su cosa potremmo fare di diverso, una volta varcata quella porta, per cambiare il futuro e ripartire. E’ un brano che anche musicalmente unisce due approcci stilistici differenti, la musica classica e quella contemporanea, che rappresentano rispettivamente la mia base e l’esigenza di creare qualcosa di nuovo”.

Nella tua musica effettivamente spazi tra generi diversi, passando dalla classica al pop, dal rap al jazz…

“Mi piace sperimentare. Sto cercando di assorbire il piu’ possibile dalle influenze artistiche con cui sono venuta a contatto in questi anni, ma utilizzando il mio personale linguaggio. Il pericolo è perdere l’orientamento. Questa è la fase che mi piace di piu’ perchè quando si esce dalla propria zona di conforto aiuta a far nascere nuove idee attraverso la passione per la musica”.

Cosa ci racconti riguardo il tuo nuovo disco “Big Break”?

“Inizialmente avevo pensato di rimandare l’uscita del disco in autunno, però poi abbiamo capito che sarebbe stato sbagliato perchè sia Sliding doors che Big Break raccontano quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, ma anche cosa possiamo fare ora per cambiare le cose. L’album rappresenta un momento di riflessione, di pausa, di rottura con il passato, ma anche una proiezione verso il futuro. Attraverso la musica cerco proprio di trasferire il mio background indirizzandolo verso qualcosa di innovativo”.

Tra le tracce qual è quella che piu’ ti rappresenta in questo momento?

“Sicuramente Sliding Doors è il brano che mi rappresenta di piu’, perchè racconta il momento che ho vissuto io e che stiamo vivendo tutti a livello globale”.

isa2

La tua musica evoca immagini e si presta ad accompagnare ad esempio una pellicola. Ti piacerebbe scrivere una colonna sonora per un film?

“Ho lavorato con Pino Donaggio, a parte l’album dedicato a lui, abbiamo scritto insieme Past Shadows, quel brano doveva far parte di una colonna sonora di una fiction italiana, poi le musiche sono rimaste lì, così abbiamo pensato di inserirlo nel nuovo disco. Sicuramente mi piacerebbe realizzare una colonna sonora per un film, se capitasse coglierei al volo l’occasione”.

Com’è nata la collaborazione con Dargen D’Amico?

“E’ nata quattro anni fa in occasione del disco Variazioni, nel 2016 ci siamo incontrati durante una serata a Milano grazie ad amici comuni. Volevo fare un progetto con un rapper, gli ho spiegato che volevo unire la classica al pop e al rap. Dargen era incuriosito e gli ho lasciato un mio cd, dicendo che c’era la musica e mancavano le parole. Da lì è nata la nostra collaborazione”.

Che ricordo hai invece della serata all’Ariston di Sanremo in cui tu e Dargen avete chiuso il concerto di Patti Smith?

“E’ stata una serata bellissima organizzata dal Club Tenco all’Ariston di Sanremo. Dovevamo aprire il concerto, invece lo abbiamo chiuso quindi abbiamo sentito una responsabilità ancora maggiore dovendo esibirci dopo Patti Smith. L’adrenalina era alle stelle. Patti e sua figlia che la accompagnava sul palco sono state straordinarie, c’era una bellissima energia, è stata una grande opportunità per me”.

Come vedi il futuro della musica dopo la pandemia?

“Io sono una persona propositiva e cerco di trovare soluzioni, soprattutto nei momenti di difficoltà. In questo periodo il mondo dello spettacolo e dell’arte in generale vengono messi all’angolo e sembrano degli optional di cui poter fare a meno. Invece non è così perchè l’arte, la musica, la cultura, risvegliano l’anima delle persone, creano energia e movimento ed è quello di cui abbiamo bisogno oggi”.

di Francesca Monti 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...