Intervista con Shade: “Autostop racconta la voglia di ripartire e di cercare la felicità dopo questo difficile periodo”

“Autostop” è il nuovo singolo di Shade, in uscita il 16 giugno per Warner Music e annunciato con un originale freestyle su Instagram.

Il brano arriva dopo una serie di straordinari successi raggiunti con “La hit dell’estate” (doppio platino), “Irraggiungibile” (triplo platino), “Bene ma non benissimo” (doppio platino), “Senza farlo apposta” (platino), “Amore a prima insta” e “Allora ciao” (oro).

“Autostop” con il suo sound latineggiante si candida a diventare una hit estiva e racconta perfettamente il desiderio di ripartire ma anche la ricerca della felicità dopo questo difficile periodo che abbiamo vissuto.

In questa piacevole chiacchierata Shade ci ha parlato del singolo, ma anche del film “Corpus Christi”, del desiderio di collaborare con Francesco Gabbani e del disco che uscirà nel 2021.

Vito, il 16 giugno esce “Autostop”, il tuo nuovo singolo, che rappresenta al meglio la voglia di ripartire, di cercare qualcosa di bello dopo questo periodo così complicato. Ci racconti com’è nato questo brano?

“E’ nato a ottobre, molto prima di mascherine, guanti e lockdown vari. Avevo ancora “La hit dell’estate” in classifica ma già pensavo ad un nuovo singolo e avevo questa base con una melodia che mi piaceva, quindi ho scritto il testo e poi l’ho messa in un cassetto. Durante la quarantena ho composto altri pezzi ma ripensando ad “Autostop” mi sono reso conto che descriveva perfettamente questo periodo storico senza entrare nel dettaglio, infatti questa canzone sarebbe potuta uscire anche la prossima estate o quella passata. Ho dovuto giusto limare qualche frase per evidenti limiti di spostamento delle persone in questo momento ma era adatta per raccontare la voglia di ripartire, di ricominciare, di cercare la felicità, di cercare il mare”.

Nonostante tu abbia scritto questa canzone prima della pandemia c’è una frase che rispecchia quello che poi abbiamo vissuto: “Non ci sarà più distanza da solo nella mia stanza io avrò bisogno di te”…

“Ti giuro che quella frase l’ho scritta prima del lockdown e quando l’ho riletta mi è sembrato incredibile. Nella stessa parte della canzone dico anche “quando tornerà il freddo ripenseremo ad agosto”, inizialmente il testo era “quando ritornerà il freddo saremo in un altro posto”, ma visto che non sappiamo quando potremo viaggiare di nuovo liberamente ho deciso di modificare alcune parole”.

Autostop è una parola che rimanda a un viaggio on the road. Ce n’è uno tra quelli che hai fatto che ti ha dato questa sensazione di libertà, di voglia di ripartire?

“Il viaggio fatto in Spagna prima della quarantena mi ha regalato queste sensazioni, era bellissimo, andavo in spiaggia, vivevo in un altro paese, stavo imparando un’altra lingua e a suonare la chitarra, poi è arrivato il lockdown in Italia proprio quando dovevo tornare a casa. C’erano dei voli disponibili ma avrei rischiato, dovendo fare tanti scali, di prendere il virus e magari di contagiare la mia famiglia. Quindi sono rimasto in Spagna. Anche gli ultimi due-tre anni in cui ho passato l’estate in tour per me sono stati come un sogno, come essere in vacanza. Quest’anno mi mancherà davvero tanto quella sensazione di essere ogni giorno in una città diversa, incontrare tantissime persone e cantare con loro”.

Sarà in effetti un’estate strana, differente dalle precedenti. Si è parlato del drive-in e della possibilità di fare concerti in piccoli spazi. Tu cosa ne pensi?

“Il drive-in è una soluzione molto carina e romantica. Mi piacerebbe fare un concerto in quel contesto. In generale spero che si possa trovare una soluzione definitiva, che si possa riprendere in sicurezza per tutti. E’ stato pesante rivedere i video dei concerti durante il lockdown e non ti nego che mi sono scese delle lacrime, riprovando certe sensazioni e chiedendomi quando le avrei rivissute”.

Ad aprile è uscita “Canzone sbagliata”, un brano di Danti che vede il tuo featuring e quello di Luca Carboni. Com’è stato lavorare con loro?

“Danti è il mio padrino artistico perchè ho lavorato con lui per tanti anni e ho appreso molto dalla sua scrittura. E’ un autore di alto livello. Mi ha invitato in studio una sera, mi ha fatto sentire il brano, mi ha chiesto di registrare la strofa, l’ho fatto e doveva essere un provino, poi mi ero ripromesso di aggiungere altre cose pensando che ci sarebbe stato tempo. Invece il covid-19 ha bloccato tutte le idee che avevamo anche a livello di video. Comunque aver cantato con Danti e Luca Carboni, un artista che ascoltavo da bambino,  è stata una soddisfazione pazzesca”.

shade

A proposito di collaborazioni, negli ultimi anni hai duettato con Federica Carta, Fred De Palma, Paola Turci, Cristina D’Avena. C’è un artista in particolare con cui ti piacerebbe fare un featuring?

“Mi piacerebbe lavorare con Francesco Gabbani, sarebbe un featuring particolare, diverso dal solito. Ci siamo conosciuti in un paio di occasioni e artisticamente mi piace molto, siamo abbastanza complementari e uscirebbe sicuramente qualcosa di bello. Sarei proprio curioso di andare in studio a scrivere un brano con lui”.

“Autostop” farà da antipasto al nuovo disco?

“Sto lavorando al disco, ci sono già diverse canzoni pronte, in questo momento sto dedicandomi ai featuring e da qualche rapper ho già ricevuto anche le strofe. Poi voglio scrivere altri brani prima di far uscire il progetto, dunque penso di pubblicarlo nel 2021”.

Sei un artista poliedrico, sei anche attore e doppiatore. C’è qualche progetto in programma?

“Uscirà al cinema un film che si chiama “Corpus Christi” di Jan Komasa, in cui ho doppiato Daniel, questo ragazzo tossicodipendente che scappa dal riformatorio, si rifugia in un paese e finge di essere un prete. All’inizio è solo un modo per fuggire da chi lo sta cercando, ma poi comincia a credere a quello che dice, risolve i problemi della comunità, si preoccupa delle persone. E’ una bella storia. Per fortuna sono riuscito a doppiarlo terminato il lockdown perchè a febbraio avevo vinto il provino ma poi si era fermato tutto”.

Un sogno nel cassetto…

“Mi piacerebbe raggiungere la certificazione oro con un disco, perchè ci sono sempre quelle tracce che vengono ascoltate solo dai fan più accaniti e magari non arrivano al pubblico più commerciale. Questo da un lato le rende anche più affascinanti, perchè sono più particolari e profonde, dall’altro un po’ mi dà fastidio in quanto ci sono pezzi come “Truman” o “Patch Adams” che trasmettono dei bei messaggi e vorrei che venissero cantate da più persone possibili in quanto potrebbero essere utili a chi ha bisogno di sentire certe parole ma non conosce la canzone. Mi piacerebbe che l’intero album avesse il giusto rilievo. La musica oggi è ancora in grado di cambiarti l’umore durante la giornata. E poi c’è un sogno irrealizzabile…”.

Quale?

“Giocare nella mia squadra del cuore, la Juventus, ma mi sa che ormai è troppo tardi (ride), quindi continuerò a indossare la maglia della Nazionale Cantanti”.

di Francesca Monti

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