Concerti cancellati: voucher o rimborso del biglietto?

Sarà un’estate diversa quella che ci apprestiamo a vivere. In seguito alla pandemia e alle misure di sicurezza sono stati cancellati o rimandati al 2021 i concerti di artisti italiani e internazionali che dovevano svolgersi nei prossimi mesi in stadi, palazzetti, festival vari e si sta cercando di organizzare, nel rispetto delle normative, dei live in piccoli spazi  con massimo 1000 spettatori, come ha fatto ad esempio Daniele Silvestri.

In particolare il discorso legato al mancato rimborso dei biglietti, convertito in voucher, sta creando molte polemiche.

Dopo la cancellazione dei due live previsti a Lucca e Napoli, Paul McCartney ha espresso la propria contrarietà riguardo il fatto che in Italia non vengano ridati i soldi spesi per l’acquisto del biglietto: “A tutti i fan degli altri Paesi che avremmo visitato quest’estate è stato offerto il rimborso completo. L’organizzatore italiano dei nostri spettacoli e i legislatori italiani devono fare la cosa giusta in questo caso. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan. Senza di loro non ci sarebbe la musica dal vivo”, ha scritto l’ex Beatles in un post sui social.

Gianna Nannini ha risposto a McCartney invitandolo a riprogrammare le date cancellate: “Paul, caro Paul, non abbiamo bisogno di te che bacchetti l’Italia. Invece di cancellare il tuo concerto, cosa ci voleva a recuperarlo come facciamo noi e come fanno tanti artisti internazionali? La musica va aiutata in questo momento recuperando le date, non cancellandole. Ti aspettiamo Paul, vogliamo il tuo concerto”.

Come mai in Italia i biglietti non vengono rimborsati come negli altri Paesi? Perchè è stato stabilito un decreto che autorizza i possessori dei biglietti acquistati per gli spettacoli dal vivo a richiedere un voucher di pari valore.

Ma giustamente moltissimi fan preferirebbero riavere indietro i soldi spesi sia perchè se non viene riprogrammato il live cancellato, come nel caso di McCartney, magari non sono interessati ad andare a vedere il concerto di un altro cantante della stessa agenzia, sia perché, per i più disparati motivi, potrebbero avere altri impegni nella nuova data prevista.

Sarebbe quindi più corretto dare la possibilità di una scelta tra il voucher e il rimborso integrale del biglietto acquistato, soprattutto in questo momento di grande incertezza legato alla pandemia.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: “E’ evidente che la ratio della norma è che il voucher valga solo per un concerto dello stesso artista e che se questo non si terrà lo spettatore avrà diritto al rimborso. Il Parlamento credo potrà intervenire per togliere ogni dubbio interpretativo sulla norma”.

F.M.

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