Intervista con la cantautrice australiana Abi Tucker: “Nel nuovo disco Who do you really know? ho cercato di raccontare tutte le emozioni umane”

“Who do you really know?” è il nuovo disco di Abi Tucker, registrato agli Electric Avenue Studios dal leggendario Phil Punch e masterizzato da Steve Smart presso il 301 Studios di Sydney.

L’album racconta l’intera gamma delle emozioni umane, dalla disperazione all’invidia, dall’angoscia alla gioia, attraverso dodici tracce in cui il sound variegato e testi poetici e profondi si sposano perfettamente con la meravigliosa voce della cantautrice, che è anche un’apprezzata attrice e ha recitato in celebri serie tv australiane quali Heartbreak High, The Secret Life of Us e Mcleod’s Daughters, in cui ha dato il volto a Grace. 

In questa intervista abbiamo parlato con Abi Tucker di “Who do you really know?”, ma anche dei prossimi progetti, del desiderio di fare un mini tour in Europa e di molto altro.

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Abi, partiamo dal titolo e dalla cover del disco in cui sei rappresentata in tre differenti versioni a simboleggiare il fatto che ognuno di noi spesso ha più personalità. Come mai hai deciso di chiamarlo Who do you really know?

“In questo album ho cercato di coprire tutta la gamma delle emozioni umane e raccontare i sentimenti che una donna prova quando passa dai trenta ai quaranta anni. Non credo che sia veramente possibile conoscere noi stessi, figuriamoci gli altri, quindi possiamo solo sperare di continuare a sviluppare una migliore comprensione di chi siamo attraverso la riflessione e le esperienze di vita. Le tre immagini presenti sulla copertina del disco richiamano tutte un ruolo differente. Potrebbero sembrare abbastanza stereotipate, visto che una ha i capelli biondi, l’altra rossi e l’altra ancora scuri, ma mi identifico in tutte e tre queste donne. Ho scelto di utilizzare queste immagini perchè rimandano ai personaggi che ho ritratto sullo schermo e rappresentano anche il mio amore per la recitazione e per l’interpretazione di ruoli diversi”.

Come hai lavorato a questo nuovo disco?

“Who do you Really Know? è un disco letteralmente in lavorazione da anni. Ogni canzone è stata realizzata e rielaborata tante volte. Ho viaggiato molto con questa musica che racconta una grande storia che riguarda i differenti paesi in cui sono stata e i diversi stati d’animo. Ci sono state così tante versioni di questi brani che avevo quasi deciso di mettere da parte questo progetto, ma mentre lavoravo agli Electric Avenue Studios con Phillip Punch e con i musicisti Julian Curwin, Stu Hunter, Evan Mannell e David Symes, sentivo ancora un grande desiderio di registrarlo. Non avevo mai abbandonato completamente quell’idea. Dave e Stu avevano lavorato al mio precedente album, One December Moon. In realtà Dave aveva lavorato anche al mio disco di debutto, Dreamworld, e insieme questi musicisti formavano una grande squadra. Così siamo andati avanti per diversi mesi e abbiamo finalmente concluso il progetto”.

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credit foto Facebook Abi Tucker Music

Le canzoni del disco raccontano molti sentimenti ma mandano allo stesso tempo un importante messaggio, in una società come quella attuale in cui l’apparenza spesso conta molto: essere se stessi e accettarci per quelli che siamo…

“In passato ho trascorso molto tempo a preoccuparmi di come potessi apparire alle persone esternamente. Sforzarsi di curare il proprio aspetto è una cosa, ma non credo che l’immagine debba definire una persona. Lavorare sull’interiorità è un tema ricorrente nel mio mestiere. E’ bello esplorare ciò che si ha dentro il cuore e la mente attraverso l’arte e la musica in particolare. Le mie canzoni sembrano spesso malinconiche o tristi, ma non è così, è quasi come se la musica fosse un modo per eliminare i rimpianti e la rabbia”.

C’è una canzone di “Who do you really know?” che ti rappresenta maggiormente in questo momento?

“”Who do you Really know?, la title track dell’album. Parla della necessità di provare ad oltrepassare la gelosia e il giudizio di sé e trovare un modo per andare avanti. La gelosia non fa per me, non definisce chi sono io, né nessun altro… ma può nascere dentro tutti noi. Quando sono gelosa o arrabbiata non sono me stessa, quindi chi sono io? Ho scritto questa canzone quando ho sentito che era tornata un po’ della mia forza interiore dopo un periodo difficile. A volte è come se volessi gridare contro i miei dubbi interiori. Voglio in qualche modo portare la mia rabbia nella vita e poi dirle di andarsene”.

Puoi dirci qualcosa in più riguardo i brani “Hear the Angels sing” e “Friends for life”?

“Hear the Angels sing è arrivata all’improvviso. E’ una canzone che si è scritta da sola. Mi sentivo delusa quel giorno. Mi trovavo nella mia bellissima casa e guardavo dal balcone  oltre l’albero di fico della Moreton Bay. Abitavo in una strada chiamata Kellett Street a Kings Cross ed era una giornata nuvolosa. Non so dirvi perché ma Hear the Angels sing è nata da un momento di riflessione. È una canzone sulla speranza.

“Friends for Life” invece è un brano che celebra una bella amicizia. Racchiude un messaggio semplice e significa esattamente quello che dice il testo. Ho ripreso questa canzone, l’ho modificata ed è il terzo singolo estratto dal disco”.

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E’ uscito anche un album per bambini, The Mermaid dance and the other songs. Cosa ci racconti a riguardo?

“Sono stata fortunata a lavorare qui in Australia per un programma televisivo chiamato Play School. È uno show per bambini in età prescolare che va in onda sui nostri schermi  da oltre 50 anni. Ho anche fatto un tour con questo spettacolo. Mi piace molto dedicarmi alla musica per bambini. Insieme a Julian Curwin ho scritto alcune canzoni per i più piccoli. E’ stato il vero motivo per cui sono andata in studio per registrare. Questo progetto chiamato The Mermaid Swan è attualmente in fase di sviluppo”.

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?

“Sto lavorando a questo progetto per bambini, potrebbe esserci un altro disco in arrivo e mi piacerebbe continuare a recitare”.

C’è un artista in particolare con cui ti piacerebbe collaborare?

“Ci sono tanti artisti con cui mi piacerebbe collaborare. Inoltre c’è un produttore a Londra con cui vorrei lavorare per il mio nuovo brano, Happiness too. Questa canzone è attualmente una demo, ma è la mia preferita”.

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credit foto Facebook Abi Tucker Music

Ti piacerebbe venire in Italia a fare dei concerti?

“Mi piacerebbe molto esibirmi in Italia. Avrei dovuto fare alcuni concerti a Parigi a luglio ma purtroppo il viaggio è stato cancellato. Sarebbe bello organizzare un mini tour quando arriverà il momento giusto”.

Come hai vissuto le settimane di lockdown?

“Non riesco davvero a credere a come il mondo sia cambiato così drasticamente in poche settimane. È stato un periodo così strano e incerto e così tragico per molte persone. Ho passato tanto tempo ad informarmi, a guardare le notizie relative ai tanti Paesi colpiti dalla pandemia. Spero che le popolazioni di tutto il mondo possano rialzarsi e recuperare le proprie forze”.

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Tra i ruoli che hai interpretato c’è Grace in “Mcleod’s Daughters”, una serie tv molto amata anche qui in Italia. Che ricordi hai riguardo quel periodo?

“Conservo tanti bei ricordi di Grace Mcleod, sullo schermo e fuori dallo schermo. Ho avuto la fortuna di stringere delle amicizie che dureranno per tutta la vita e vivere momenti indimenticabili con il cast e con la troupe, oltre alla possibilità di scoprire i meravigliosi paesaggi australiani e di farne parte”.

Si è parlato di un possibile reboot della serie, se venisse realizzato ti piacerebbe farne parte?

“Se ci fosse un reboot di “Mcleod’s Daughters” sarebbe fantastico. C’è così tanto affetto da parte del pubblico nei confronti di questa serie e naturalmente, se avessi l’opportunità di partecipare, mi sentirei molto fortunata”.

 

INTERVIEW WITH ABI TUCKER

Abi, let’s start with the title and cover of the album where you are represented in three different versions to symbolize the fact that people often show more faces. Why did you decide to call it Who do you really know?

“I really tried to cover the gamut of human emotion on this album and the feelings that come with being a woman crossing the line from her thirties into her forties. I don’t believe that we ever really know ourselves, let alone others, so we can only hope that we continue to develop a better understanding of who we are through reflection as well as life experiences. These 3 images all resemble a different persona. They might be fairly stereotypical having the blonde, red and dark haired characters, but I identify with all 3 of who I see these women to be and have even at some stage, chosen to use these images for characters I have portrayed on screen. So, these images also represent my love for acting and being different characters as well”.

How did you work on this new album?

“‘Who do you Really Know?’ was literally years in the making. Each song has been crafted and redrafted many times. I travelled a lot with this music and it tells a great many story about being in different countries and in different states of mind. There have been so many incarnations of these songs, I almost put this album aside, it became bigger than me. But when I was working at Electric Avenue Studios with Phillip Punch and with musicians Julian Curwin, Stu Hunter, Evan Mannell and David Symes, I still had a great desire to record this album. It never went away. Dave and Stu had worked on my previous album, One December Moon. In Fact, Dave had worked on my debut album, Dreamworld and these musicians together made up such a great musical team. So, we went ahead and over the course of many months, the album finally came together”.

The songs on the album covers more human emotions but they also send an important message, in a society where appearance often is very important: be yourself and accept ourselves as we are…

“I think that, in the past, I have spent a lot of time worrying about how I appeared to people externally. Making an effort with your appearance is one thing, but I don’t believe that image should define a person. Working on the internal person is a theme that keeps appearing the music I work on. Through art and music especially, I think the joy is in exploring what is inside the heart and mind. My songs often seem melancholic or sad, but this isn’t the case, it is almost like the music is a way of purging the regrets and the anger”.

There’s a song of “Who do you really know?” that most represents you at this moment?

“The song, Who do you Really know? is the title track of the album. It really is about trying to move beyond jealousy and self – judgment and finding a way of moving forward. Jealousy isn’t me, it doesn’t define who I am, nor anyone… but it can erupt within us all. When I feel jealous or angry, I am not myself, so who am I?  I wrote this song when I was feeling some of my inner strength returning after a bit of a hard time. Sometimes I feel like I want to shout at my own inner doubts. I want to somehow bring my anger to life and then tell it to leave”.

Can you tell us more about Hear the Angels sing e Friends for life?

“Hear the Angels sing came to me so quickly. This was one song that absolutely wrote itself. The lyrics on the page, I was feeling disappointed that day. I was sitting in my beautiful apartment looking over the balcony over the Moreton Bay Fig tree. I was living on a street called Kellett Street in Kings Cross and it was an overcast day. I can’t tell you why, but this song came from reflection. It is a song about hope.

Friends for Life is a song about celebrating a beautiful friend. It is a simple message and it means exactly what it says. I have re-sung this song and it has been edited, this song is the third single”.

There was also a project for little people, The Mermaid dance and the other songs. What can you tell us about it?

“I have been so lucky to work on a TV show here in Australia called Play School. It is a show for Preschool aged children and has been on our TV screens for over 50 years. I have also toured with this show and I really like working in Kids music. Julian Curwin and I wrote some tracks for kids. This project was the original reason I went into the studio to record.  This project, The Mermaid Swan is currently in development”.

What are your next plans?

“I am working on the Kids Project, it feels like another album for big people on the way and I’d really love to do some more acting”.

Is there an artist you’d like to collaborate with?

“There are so many artists I would like to collaborate with. Also, there is a producer in London that I would like to take my new track, Happiness too. This song is currently a demo, but it is my favourite”.

Would do you like to come and perform in Italy?

“I would absolutely love to perform in Italy. I was meant to be doing some performances in Paris this July but unfortunately the trip was canceled. It would be great to work out a mini tour when the time is right”.

How did you live the weeks of lockdown?

“I really cannot believe how the world changed so drastically within weeks. It was such a strange and uncertain time and so tragic for many people. I spent a lot of the lockdown watching the news, with so many countries affected, it has been unbelievable and I really hope that communities and countries around the world can rebuild and start to regain their strength”.

Among the roles you played there is Grace in “Mcleod’s Daughters”, a very popular tv series also here in Italy. What are your memories about this drama?

“So many great memories of playing Grace McLeod. The memories are from onscreen and off screen. Lucky to have made some lifelong friends and have great memories of the cast and crew, plus the chance to experience Australia’s great landscape and be a part of that”.

There was talk of a possible reboot of “Mcleod’s Daughters”. Would you like to take part?

“If there were a reboot of McLeod’s, it would be fantastic. There is so much support for this show and of course, if I had the opportunity to be a part of this, I would feel very blessed”.

Thank you very much Abi for spend your time for this interview. Thanks to Morrissey Management

di Francesca Monti

credit foto copertina Morrissey Management

 

 

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