Alberto Sordi, gigante della commedia all’italiana, avrebbe compiuto oggi 100 anni

La nostra realtà è tragica solo per un quarto: il resto è comico. Si può ridere su quasi tutto” diceva Alberto Sordi, uno dei più grandi attori di sempre, che oggi avrebbe compiuto 100 anni.

Artista poliedrico, di infinito talento e travolgente simpatia, ha dato vita a tantissimi personaggi che incarnano i pregi e i difetti degli italiani nonché l’evoluzione sociale degli stessi dal Dopoguerra in avanti.

Nato a Roma il 15 giugno 1920 nel rione di Trastevere da Pietro Sordi, professore di musica e strumentista, e da Maria Righetti, insegnante alle scuole elementari, Alberto Sordi da ragazzino ha cantato come soprano nel coro delle voci bianche della Cappella Sistina. Ha iniziato la sua carriera nel mondo del cinema nel 1937 come comparsa nel film “Scipione l’Africano” ed è poi diventato doppiatore di Oliver Hardy, Ollio della famosa coppia comica Stanlio e Ollio.

Successivamente ha lavorato in radio e a teatro, e nel 1953 è arrivato il primo ruolo da protagonista sul grande schermo con “I vitelloni” diretto da Federico Fellini. Da quel momento Sordi ha collezionato una serie di film di grande successo quali “Un giorno in pretura” dando il volto al mitico Nando Mericoni, l’americano dalla parlata romanesca, “Un americano a Roma“, “Bravissimo”, “Venezia, la luna e tu”, “Il vedovo”, “Il moralista”, “La grande guerra” diretto da Mario Monicelli in cui ha dimostrato di saper interpretare magistralmente anche ruoli drammatici, “Tutti a casa” e “Lo scopone scientifico” di Luigi Comencini, “Il vigile” di Luigi Zampa, “Una vita difficile” di Dino Risi, “Il boom” di Vittorio De Sica, ma anche “Detenuto in attesa di giudizio” di Nanni Loy che gli è valso nel 1972 l’Orso d’Argento al Festival di Berlino, “Un borghese piccolo piccolo” e “Il marchese del grillo” di Mario Monicelli, “Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata” di Luigi Zampa, e tanti altri per un totale di oltre 200 film.

Alberto Sordi è stato anche regista di 19 pellicole, la prima, “Fumo di Londra”, nel 1966, che raccontava i comportamenti sbagliati di un italiano in trasferta all’estero, passando per “Polvere di stelle” con Monica Vitti, “In viaggio con papà” con Carlo Verdone che a sua volta lo ha diretto in “Troppo forte”, per arrivare a “Incontri proibiti” nel 1998. La sua ultima apparizione televisiva prima della scomparsa avvenuta il 24 febbraio 2003 è stata nel programma Italiani nel mondo presentato da Pippo Baudo.

Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti da Alberto Sordi nel corso della sua carriera ci sono un Leone D’oro alla Mostra del Cinema di Venezia, 9 David di Donatello, 6 Nastri d’Argento, un Golden Globe e 5 Globi d’Oro.

F.M.

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