Intervista con Veronica Maya, conduttrice di “L’Italia che fa”: “E’ un programma sano, pieno di valori positivi, che mi ha fatto scoprire quanto il terzo settore sia fondamentale”

Conduttrice e attrice poliedrica e solare, Veronica Maya è al timone di “L’Italia che fa”, programma in onda su Rai 2 alle 16,10 dal lunedì al venerdì, che racconta le storie e i desideri di chi già prima dell’emergenza coronavirus era impegnato per il bene comune, con servizi diretti alle categorie fragili.

Tanti i temi affrontati nel corso delle puntate: dalla riqualificazione delle periferie all’affido familiare, dal contrasto della povertà minorile alla violenza sulle donne, dall’inserimento lavorativo di minori detenuti all’ambiente.

In questa piacevole chiacchierata abbiamo parlato con Veronica Maya di “L’Italia che fa” ma anche del suo esordio teatrale con Mario Monicelli e dei prossimi progetti.

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Veronica, conduci su Rai 2 il programma “L’Italia che fa”. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova avventura televisiva?

“Le offerte non sono mancate in questi anni ma non erano progetti che mi convincevano o non erano compatibili con la mia vita di mamma di tre bambini. Ci sono stagioni in cui lavori di più e altre di meno. Avevo voglia di fare qualcosa in linea con il percorso fatto finora su Rai 1. “L’Italia che fa” è un programma sano, pieno di valori positivi, penso che non sia per tutti in quanto non è un talent, non è un format con tutorial in cui si passa da un argomento all’altro velocemente, ma è impegnativo e raccontare queste storie non è facile. Mi sento responsabile nel dover spiegare al meglio quello che queste persone fanno, spesso in modo silente, realizzando grandi ponti umani. E poi ho debuttato su Rai 2 nel 2004 e torno su questa rete nel 2020. E’ una congiunzione che mi piace e mi rende orgogliosa, perchè il mio pubblico ideale è sempre stato quello della Rai”.

Tra le storie raccontate finora nel programma ce n’è una che ti ha colpito di più?

“Non c’è una storia che mi abbia colpito di più. Ho imparato però che il terzo settore abbraccia un mondo vastissimo, non è solo volontariato, associazioni, fondazioni, dare una mano gratis a qualcuno o offrire una spesa a chi ha bisogno ma è strutturato, organizzato, si avvale della tecnologia e dell’innovazione, comprende i discorsi dell’ecosostenibilità del pianeta e del risparmio energetico, parla di cultura, di investimento sui giovani, di patrimonio riferito al territorio e alle comunità. Mi ha colpito vedere quanto sia fondamentale, vasto ed essenziale il terzo settore, soprattutto dove spesso non arriva lo Stato”.

“L’Italia che fa” ha indubbiamente un’accezione positiva e queste storie di solidarietà, di aiuto verso chi ha bisogno, costituiscono un messaggio di speranza dopo un periodo così complicato come quello che abbiamo vissuto…

“Ha un’accezione sicuramente positiva, non vuole soltanto raccontare e dare visibilità alle storie di queste persone che si prodigano per gli altri ma anche solleticare e stuzzicare il pubblico che guarda il programma in quanto, volendo, ognuno di noi potrebbe far qualcosa. Basta avere tempo, competenze, incontrare l’associazione giusta, magari anche nel proprio territorio. Vorremmo provare a sensibilizzare ed educare i telespettatori a questo mondo che diventa in questo momento storico un volano, un nuovo modo di fare rete per consentire la sopravvivenza di certe realtà”.

Come hai vissuto i mesi del lockdown?

“Ho vissuto il lockdown in una regione, la Campania, che ha accusato meno, rispetto ad altre, le difficoltà dell’emergenza sanitaria. Siamo stati ligi nel rispetto delle regole ma non c’era il suono continuo delle ambulanze, i reparti affollati e la crisi sanitaria che altri purtroppo hanno vissuto. Quando sei a casa e ti devi occupare di tre bambini diventa anche un tempo prezioso da passare con loro. Messe da parte le problematiche economiche, sociali e sanitarie di cui sono consapevole, mi sono imposta di dare serenità ai miei figli mantenendo un ambiente sano e allegro in famiglia”.

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Veronica Maya nel film “Magari resto”

Cosa ci racconti invece riguardo l’esperienza al cinema con i due film “Passpartù  – Operazione Doppiozero” e “Magari resto” e nella web serie A.L.I.C.E.?

“E’ stato un ritorno perchè arrivo dal teatro e prima di approdare in tv ho fatto tante tournée. Recitare su un set cinematografico è stato un po’ tornare al mio primo grande amore, cioè il palcoscenico. E’ stata un’esperienza nuova ma allo stesso tempo qualcosa che avevo già sperimentato. In particolare in “Magari resto” ho un ruolo molto intenso che mi è rimasto nel cuore, perchè mi sono cimentata con corde che neanch’io forse pensavo di avere ma che il regista è riuscito a tirare fuori. E’ stata una prova meravigliosa che spero di ripetere”.

A proposito di teatro, che ricordo conservi del tuo esordio con lo spettacolo “Amici Miei” del Maestro Mario Monicelli?

“Non potevo avere debutto più fortunato. I protagonisti erano Jerry Calà, Franco Oppini e Nini Salerno, io interpretavo un ruolo femminile e anche altri personaggi con travestimenti grazie ai quali non si capiva che fossi sempre io. E’ stata un’esperienza pazzesca, umana e di amicizia, perchè I Gatti di Vicolo Miracoli mi hanno all’epoca adottata e mi hanno insegnato tanto. Mario Monicelli era molto severo, metteva in riga i tre “bischeri”, ma poter raccontare con grande umiltà di aver debuttato con lui è un motivo di vanto, un piccolo fiore all’occhiello nel mio percorso”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“A me piace fare programmi che abbiano un seguito. Ho condotto per dieci anni lo “Zecchino d’Oro”, per quattro edizioni “Unomattina”, per sei “Verdetto finale”. Amo molto “L’Italia che fa” per quello che mi sta dando e per come mi sta facendo crescere nonché per i suoi contenuti, quindi spero ci sia una seconda stagione”.

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Hai preso parte anche a diversi programmi sportivi, il primo è stato “Lazialità in tv” nel 2003 su TeleRoma56…

“E’ stato il primo programma che ho fatto nel 2003 su una tv regionale, ma non sono tifosa della Lazio. All’epoca mi avevano associato alla squadra biancoceleste ma io sono napoletana, i miei figli giocano a calcio e indossano con fierezza la maglia del Napoli. Abbiamo gioito e festeggiato per la vittoria della Coppa Italia”.

Un sogno nel cassetto…

“Ho realizzato tanti sogni, anche più di quelli che avrei immaginato, quindi mi sento molto fortunata e grata. Desidero solo la serenità per la mia famiglia e che i miei figli possano stare bene ed essere sempre felici”.

di Francesca Monti

credit foto profilo Facebook Veronica Maya

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