Nel nuovo appuntamento con la seconda serie di “Narcotica”, il programma di Valerio Cataldi e Raffaella Pusceddu, in onda giovedì 30 luglio alle 23.15 su Rai3, si va in Colombia, a Medellin

Nel nuovo appuntamento con la seconda serie di “Narcotica”, il programma di Valerio Cataldi e Raffaella Pusceddu, in onda giovedì 30 luglio alle 23.15 su Rai3, si va in Colombia, a Medellin, la città di uno dei più grandi narcotrafficanti della storia: Pablo Escobar. Cosa ne è oggi del quartier generale del cartello di Medellin? James Zuluaga  è un leader social della Comuna 13, uno dei quartieri più pericolosi di Medellin. Hanno ucciso prima suo cugino, poi suo fratello. Lui si occupa dei bambini del quartiere per toglierli dalla strada e sottrarli ai cartelli. Allena una quadra di calcio e ha costruito un centro ricreativo deviando il corso di un piccolo fiume in alcune piscine scavate nel terreno che ogni giorno sono piene di ragazzini. James fa da guida nella città di Pablo Escobar, nei quartieri che ha costruito e che ancora lo adorano come un santo. Ed entra tra i vicoli della Comuna 13 – nella zona dove comanda la Oficina de Envigado, il gruppo criminale erede del cartello di Medellin – e in una casa piena di droga e ragazzini armati fino ai denti che raccontano come funziona oggi un cartello. Ma, prima, arrivano tutte le armi, soprattutto la “bambina”, una  mitragliatrice da guerra. La porta un ragazzino alto e magro dentro ad un sacco. Gli “eredi” di Escobar si coprono il volto, si coprono i tatuaggi, poi si mettono tutti in posa e iniziano a registrare. Poco distante, nel cimitero di Medellin decine di visitatori vanno ogni giorno sulla tomba di Pablo Escobar.
Dalla Colombia all’Italia con il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e i suoi uomini per raccontare la storia di due figure leggendarie del narcotraffico italiano: Giuseppe e Rocco Morabito. Il primo, detto “U Tiradritto”, è una figura carismatica della ‘ndrangheta di una volta. Il secondo, il “Tamunga”, nipote di Giuseppe Morabito, è l’uomo che è riuscito a dare una svolta internazionale e imprenditoriale all’organizzazione criminale. Arrestato in Uruguay nel 2017 dopo 23 anni di latitanza, Rocco Morabito nel 2019 riesce a fuggire dal carcere di Montevideo. Doveva essere estradato in Italia. Invece ora è di nuovo un latitante eccellente.

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