Intervista con Irama: “Crepe racconta tanto di me e del mio stile musicale”

“Crepe” è il nuovo EP di Irama, uscito il 28 agosto per Warner Music. Un progetto che rispecchia le caratteristiche dell’eclettico artista e racchiude tutte le sue anime musicali spaziando tra vari generi, dal latin all’urban ad elementi rock.

Metafora perfetta di quello che Irama vuole rappresentare con questo Ep è la pratica giapponese del Kintsugi che consiste nell’utilizzo di oro o argento liquido per la riparazione di oggetti in ceramica che si rompono e che in questo modo acquisiscono un valore aggiunto diventando unici, e che è stata di ispirazione nella creazione della copertina del disco che contiene anche il singolo “Mediterranea”, già certificato doppio platino e brano più ascoltato in Italia questa estate.

Il 28 agosto è uscita in tutto il mondo la versione latina del singolo con un ospite d’eccezione come De La Ghetto, artista statunitense di origini portoricane nominato ai Latin Grammy.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Irama, ecco cosa ci ha raccontato.

crepe

Filippo, il tuo nuovo Ep “Crepe” spazia tra generi differenti e mostra tutte le tue sfaccettature musicali. Ci racconti come hai lavorato a questo progetto? 

“In “Crepe” ho inserito brani che ho scritto nell’arco di diverso tempo. Tengo molto a questo Ep, è una chiave fondamentale che rivela tanto di me e del mio stile, di quello che voglio raccontare con la mia musica. La pratica giapponese del Kintsugi con la quale un vaso rotto viene ricostruito con colate d’oro acquisendo più valore, rappresenta il senso del mio lavoro. Avere crepe significa avere sfumature e mancanze, ed è quello che volevo far emergere con questo progetto, cioè mettermi a nudo, non nascondere i miei difetti ma esternarli insieme alle mie paure, alle mie sicurezze e insicurezze. Dall’altra parte questo Ep rappresenta anche tante venature musicali e racchiude l’ecletticità di suoni e generi diversi”.

Non nascondere i propri difetti e le proprie imperfezioni perchè sono un valore aggiunto che ci rendono unici è un messaggio importante che mandi al tuo pubblico e non solo, in una società improntata sull’omologazione e sulla perfezione… 

“In generale sembra che ci sia una settorizzazione di qualsiasi cosa e questo viene considerato un’arma vincente, per me invece è una privazione di stimoli, è limitante artisticamente ed è deleterio per l’arte e per la musica. Non si può essere sempre felici ad esempio, ognuno di noi prova tante emozioni, sarebbe quindi un controsenso essere sempre una sola cosa. Lo stesso vale per la musica”.

Tra i singoli contenuti nell’Ep c’è “Bazooka” che si differenzia da tutti gli altri. Mi racconti qualcosa in più a riguardo?

“Bazooka si sposa paradossalmente con “Dedicato a te”, sono le anime più rock dell’Ep, è un brano up tempo, una guerra d’amore e si basa su questa metafora. Non vedo l’ora di suonarlo live perchè sarà il pezzo più divertente. E’ stato realizzato in studio con alcuni musicisti, infatti spesso mi isolo dal mondo e facciamo musica e cantiamo in case o ville. E’ una canzone che è nata spontaneamente”.

E’ uscita la versione latina di “Mediterranea”, tra i tuoi obiettivi c’è anche quello di provare a portare la tua musica all’estero?

“E’ un primo passo verso un altro mondo, un altro mercato, un altro modo di fare musica che si sposa con la nostra cultura mediterranea, con sonorità latin. Sono orgoglioso di aver fatto questa versione di “Mediterranea” con De La Ghetto e continuerò a perseverare su questa strada perchè è un obiettivo portare la mia musica anche fuori dall’Italia”.

Quella che stiamo vivendo è un’estate strana. Come vedi il futuro della musica dopo la pandemia per quanto riguarda gli spettacoli live?

“Mi auguro che possa passare questo periodo così complicato e si possa tornare alla normalità e anche ad esibirsi live, perchè la musica non è soltanto ascolto o stare dietro lo schermo, è un’esperienza. Il concerto è una tradizione fondamentale che si rinnova continuamente perchè ci sono formule di racconto sempre diverse. Il live è il cuore della musica e spero di poter cantare presto dal vivo le mie nuove canzoni”.

IMG-9298

credit foto Rebecca Alison

Durante il lockdown hai pubblicato “Milano”, una canzone dedicata alla tua città e i cui proventi artistici sono stati devoluti all’ospedale Niguarda…

“Ho scritto “Milano” e l’ho condivisa con Francesco Sarcina, abbiamo cercato di dare il nostro piccolo contributo durante un periodo così difficile con quello che sappiamo fare, suonare e cantare, dedicando la canzone alla mia città”.

Ad Amici Speciali hai presentato un monologo intenso da te scritto e recitato, dedicato a George Floyd. Ci racconti com’è nata questa idea?

“Ci tenevo molto perchè appena ho sentito la notizia di questa drammatica storia è scattato qualcosa dentro di me e mi sono messo a scrivere un monologo. E’ un tipo di scrittura diversa rispetto alla forma canzone, meno ricca di metafore e allegorie. Per la prima volta mi sono approcciato alla recitazione ed è stata un’esperienza intensa. Spero sia arrivato il messaggio che volevo far passare”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Rebecca Alison

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...