“Solitaire” è il cortometraggio di animazione in stop-motion, realizzato da Edoardo Natoli durante il lockdown

“Solitaire” è un cortometraggio di animazione in stop-motion, realizzato da Edoardo Natoli durante il lockdown, dura solo 8 minuti ed è una tenera storia d’amore che colpisce per la qualità ma anche per le circostanze in cui è nato. E’ stato girato con i mezzi che il regista aveva a disposizione: una stampante, carta da parati, acquerelli e un cellulare con cui scattare delle istantanee. Ne è nato un piccolo gioiello pieno di creatività, di talento e amore.

Renaud ha 85 anni, vive a Parigi con la sua fidata sedia a rotelle/badante. È solitario, abitudinario, serenamente bloccato da anni all’ultimo piano di un palazzo di Montmartre.
In casa ha tutto quello che gli serve, costruisce giocattoli e riceve in cambio il cibo e il suo adorato
giornale, non ha bisogno di altro Renaud.
Ma se arrivasse all’improvviso una nuova dirimpettaia a scombussolare la sua routine?
Se fosse una bella coetanea: Pauline, anche lei costretta a casa su una sedia a rotelle?
E se tornasse ad entrambi una voglia irrefrenabile di non vivere più in solitaria?

Così Edoardo Natoli presenta il corto: “Non farò mai più un film in stop-motion da solo”. Dopo la lunghissima lavorazione di “Secchi” e tanti altri lavori in animazione, sepolto in casa da una specie di Italia in miniatura mi ero ripromesso che, cascasse il mondo, non avrei più passato mesi segregato in una stanza a lavorare.
Poi il mondo è cascato veramente. Per i miei lavori precedenti ero abituato a svaligiare i ferramenta e le cartolerie di tutta Roma. Questa volta non avevo nulla. Potevo usare solo quello
che avevo in casa. Una stampante scassata, il retro di una vecchia carta da parati, degli acquerelli,
il mio telefono con cui fare le foto e due paginette con dei disegni: uno studio su due personaggi
fatti anni fa da Giuseppe di Maio. Erano dei bozzetti preparatori per i protagonisti di un piccolo
soggetto che avevo scritto con la mia socia sceneggiatrice Paola Rota. Ci eravamo immaginati la
vita di Renaud, un signore parigino su una sedia a rotelle, solitario e bloccato all’ultimo piano di un palazzo di Montmartre. Da questo spunto di qualche anno fa è nata una piccola storia che, dopo questi mesi, potrà suonare più familiare ad ognuno di noi”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...