Intervista con Miguel Gobbo Diaz protagonista della serie “Nero a metà – seconda stagione”: “Il mio sogno è essere un esempio positivo per tutte quelle persone che hanno dei pregiudizi verso gli altri”

Il 10 settembre su Rai 1 in prima serata prende il via “Nero a metà – seconda stagione”, serie in sei serate che vede Miguel Gobbo Diaz nei panni dell’ambizioso poliziotto Malik Soprani, che insieme a Carlo Guerrieri (Claudio Amendola) forma una strana coppia, affiatata sul lavoro ma sempre in contrasto.

Nato a Santo Domingo e cresciuto a Vicenza, il giovane e talentuoso attore ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, rivestendo il suo primo ruolo da protagonista nella pellicola di Claudio Fragrasso “La grande rabbia”, uscito nei cinema nel 2016. Recentemente è apparso nel film americano “Deprivation” diretto da Brian Skiba, uscito negli Stati Uniti ed è nel cast della serie Netflix “Zero” che arriverà nel 2021.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Miguel Gobbo Diaz parlando di “Nero a metà – seconda stagione” ma anche dei prossimi progetti e del sogno di essere un esempio positivo per tutte quelle persone che hanno dei pregiudizi verso gli altri.

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Miguel, il 10 settembre su Rai 1 prende il via la seconda stagione di “Nero a metà”. Puoi darci qualche anticipazione a riguardo?

“Ci saranno dei momenti inaspettati che spingeranno i vari personaggi a doversi confrontare con dei traumi che li metteranno in competizione e li costringeranno a lavorare per risolvere un importante caso in mezzo ad altri casi e a vivere dei momenti difficili. Malik Soprani avrà una promozione e vorrà essere più indipendente. Ci saranno inoltre degli scontri tra lui e Carlo Guerrieri (Claudio Amendola) che li porteranno ad avere questo solito rapporto di amore e odio”.

Sei il primo attore di colore in Italia a vestire i panni di un poliziotto protagonista di una serie. Quali sono i tratti che hai in comune con il tuo personaggio?

“Malik è un poliziotto di colore che è arrivato da piccolo in Italia, è cresciuto in questo Paese e ha assorbito i costumi e le attitudini degli italiani, infatti si sente italiano. E’ un orgoglio interpretare un personaggio di questo tipo perchè anch’io sono un ragazzo di colore di seconda generazione, cresciuto in Veneto, a Vicenza. Questo aspetto ci accomuna così come il fatto di essere professionali, di rispettare la legge. Impersonare Malik è una possibilità grande che ho avuto e che mi ha reso felice”.

Nel corso della prima stagione della serie in alcuni episodi ci sono stati degli accenni a pregiudizi sul colore della pelle, problema purtroppo ancora attuale. Ti sei mai trovato ad affrontare delle simili situazioni?

“Nella mia vita possono essere anche accaduti alcuni episodi di quel tipo ma ho vissuto molto bene la mia infanzia, sono cresciuto con amici bianchi, ero l’unico di colore all’asilo e poi a scuola, e non ho mai avuto questo tipo di trauma, fortunatamente. Conosco invece ragazzi che non sono stati altrettanto fortunati. Ci sono varie situazioni in cui le persone ti guardano in modo strano e puoi percepire che magari sia legato al tuo colore della pelle ma a volte il pregiudizio viene creato da noi stessi. Bisogna sempre analizzare i casi e capire se il pregiudizio è tuo o dell’altra persona, usando l’intelligenza e cercando di non creare odio e violenza”.

Nero a metà 2 - Serie Tv
Nero a metà 2 – Serie Tv, regia Marco Pontecorvo, direttore della fotografia Vincenzo Carpineta

Com’è stato tornare sul set e come vedi il futuro del mondo dello spettacolo dopo la pandemia?

“Abbiamo ripreso a girare “Zero”, infatti ora sono a Roma. E’ difficile lavorare senza avere paura in quanto il virus è ancora presente ma sono felice di aver ricominciato. Tutti stanno facendo il massimo per garantire la sicurezza sul set e veniamo sottoposti ai test sierologici. Non so cosa accadrà nei prossimi mesi ma la volontà è di continuare a lavorare. Spero ci sia la possibilità di ripartire anche per quanto riguarda il teatro. Il nostro mestiere deve essere sostenuto perchè c’è bisogno di cinema, di intrattenimento, senza libri, musica, senza le arti avremmo vissuto il lockdown in depressione”.

Com’è nata la tua passione per la recitazione?

“Mi sono avvicinato alla recitazione durante un corso di teatro, a scuola. Ero al primo anno delle superiori e c’erano queste ore obbligatorie pomeridiane da frequentare. Io non volevo fare i compiti, così ho deciso di provare a prendere parte a questo corso teatrale e dopo cinque anni mi sono reso conto che non volevo più smettere. Allora ho iniziato a prendere informazioni e in una settimana e mezzo ho deciso di andare a Roma, dopo essere stato preso in una scuola privata di recitazione nel 2009. Quindi ho provato ad entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, una delle più importanti scuole che abbiamo in Italia, riconosciuta anche all’estero. Il primo tentativo è fallito, il secondo è andato a buon fine”.

Quali sono gli attori a cui ti ispiri?

“Un attore internazionale a cui mi sono sempre ispirato fin da piccolo è Denzel Washington, quando recita ha un carisma che ti attrae e resti attaccato allo schermo. Mi piaceva molto anche Chadwick Boseman, purtroppo recentemente scomparso, poi stimo Danny-Day Lewis che è un trasformista, e Christian Bale che è ossessivo sulla creazione del personaggio proprio come me che amo analizzarne ogni sfumatura e costruirlo passo dopo passo. Mi piace avere figure così importanti come esempio”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnato?

“A marzo dovevo portare a teatro, a Vicenza, un mio spettacolo, un monologo, ma ho dovuto rimandare perchè dovevo far parte della serie Netflix “Zero” e poi c’è stato il lockdown. Lo porterò in scena magari nel 2021. In vista c’è anche un’ipotetica terza serie di “Nero a Metà”.

Puoi già svelarci qualcosa riguardo il personaggio che interpreterai nella serie “Zero”?

“E’ un ruolo veramente decisivo, importante, che porterà scompiglio all’interno del gruppo. E’ una nuova serie con attori di colore tutti di seconda generazione, sarà una bella opportunità per far vedere qualcosa di diverso in Italia e anche a livello mondiale”.

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Hai ricevuto il premio come attore rivelazione agli Italian Black Movie Awards per l’interpretazione di Malik Soprani. Cosa rappresenta per te questo riconoscimento?

“Sono felicissimo di aver vinto quel premio, era la prima edizione ma ha offerto la possibilità di aprire le porte a qualcosa di nuovo, a un riconoscimento per attori di seconda generazione, ad allargare le menti, a scrivere più storie di persone di colore. Ce ne sono molte interessanti attorno a noi che meritano di essere raccontate”.

Un sogno nel cassetto…

“Il mio sogno è essere un esempio positivo per tutte quelle persone che hanno dei pregiudizi nei confronti degli altri, vorrei farle riflettere e pensare che possiamo vivere insieme tranquillamente senza rabbia e odio. Questo mestiere che ho scelto, l’attore, mi dà la possibilità di trasmettere delle emozioni e un’immagine positiva, quindi vorrei fare un percorso che potesse aiutare gli altri”.

di Francesca Monti

credits:

Foto Francesco Ormando

Stylist Delia Terranova

Abiti Trussardi H&M Lucia Gobbo Diaz

Ufficio stampa Lorella Di Carlo

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