SPECIALE VENEZIA77: “Quo vadis, Aida?” è il nuovo film Jasmila Žbanić: “Credo che ci siano tanti film che parlano della guerra da un punto di vista maschile, ma come donna non sono mai riuscita ad identificarmi in essi”

“Quo vadis, Aida?” è il nuovo film Jasmila Žbanić, con Jasna Đuričić, Izudin Bajrović, Boris Isaković, Johan Heldenbergh, Raymond Thiry, Boris Ler, Dino Bajrović, Emir Hadžihafizbegović, Edita Malovčić, in Concorso alla 77a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La pellicola è ambientata in Bosnia, nel luglio 1995. Aida è un’interprete che lavora alle Nazioni Unite nella cittadina di Srebrenica. Quando l’esercito serbo occupa la città, la sua famiglia è tra le migliaia di cittadini che cercano rifugio nell’accampamento delle Nazioni Unite. Come persona informata sulle trattative, Aida ha accesso a informazioni cruciali per le quali è richiesto il suo ruolo di interprete. Cosa si profila all’orizzonte per la sua famiglia e la sua gente? La salvezza o la morte? Quali passi dovrà intraprendere?

“Questo film parla di una donna alle prese con un gioco di guerra tra uomini. Parla di coraggio, amore e resilienza e anche di quanto può accadere se non riusciamo a reagire tempestivamente ai primi segnali di pericolo. Sono una sopravvissuta della guerra in Bosnia. Un giorno hai tutto, il giorno dopo la maggior parte delle cose che conoscevi non esiste più. Solo perché riteniamo che alcune cose siano inimmaginabili, non significa che non possano accadere. “Quo vadis, Aida?” è dedicato alle donne che hanno perso figli, mariti, le persone che amavano. Credo che ci siano tanti film che parlano della guerra da un punto di vista maschile, ma come donna non sono mai riuscita ad identificarmici”, ha dichiarato la regista in conferenza stampa.

“E’ stato il progetto più emozionante della mia carriera perché mi ha sconvolto. Mi sono avvicinato a questa guerra e sono riuscito a rendere più realistica la mia performance”, queste le parole di Raymond Thiry.

“Questo film è importante perché testimonia fatti che, mentre noi siamo qui a parlare, probabilmente stanno accadendo in altre parti del mondo”, ha detto Jasna Đuričić.

di Francesca Monti

credit foto La Biennale di Venezia

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