È in libreria il libro Scritti dal carcere di Bobby Sands, prima traduzione italiana integrale di tutte le pagine di prosa e poesia inedite scritte durante la prigionia dal rivoluzionario irlandese

È in libreria il libro Scritti dal carcere di Bobby Sands, prima traduzione italiana integrale di tutte le pagine di prosa e poesia inedite scritte durante la prigionia dal rivoluzionario irlandese, morto per sciopero della fame nel 1981, a soli 27 anni e già icona internazionale, nel carcere di Long Kesh a Belfast.
Con traduzione e cura di Riccardo Michelucci ed Enrico Terrinoni, che firmano anche introduzione e postfazione, il libro è aperto da una prefazione inedita di Gerry Adams, leader storico dell’IRA, l’esercito repubblicano irlandese, e poi del partito Sinn Féin.

Oltre 200 pagine: 41 poesie e 25 brani di prosa. I testi di Bobby Sands compongono una raccolta di grandissimo spessore, sia per la qualità letteraria da cui sono caratterizzati che per l’incredibile valore di testimonianza storica che rappresentano.
Scritti in condizioni di detenzione difficili da immaginare, tracciati segretamente su minuscoli pezzi di carta igienica e su cartine per sigarette, con una ricarica di penna a biro che Sands stesso teneva nascosta nel proprio corpo, i testi raccontano l’amore per la libertà, l’attaccamento alla propria terra, l’attenzione per i compagni, il sogno di una repubblica socialista. Parlano delle ragioni della protesta per il riconoscimento dello status di prigionieri politici, delle condizioni disumane e della violenza continua e degradante a cui i detenuti irlandesi erano costretti dal regime britannico. Lasciano trapelare le passioni di un ragazzo intelligente e vitale: letteratura, storia, sport, ornitologia. Descrivono la tenacia di un ribelle acuto, lucido e inflessibile e allo stesso tempo un giovane uomo dotato di una straordinaria sensibilità umana e poetica, oltre che di un senso morale altissimo che lo porterà in assoluta consapevolezza a scegliere di morire.

Dice Enrico Terrinoni: «Bobby Sands ci ha insegnato, come tutti i grandi poeti, che cambiare il significato delle parole si può. Si può tramutare la vendetta in risa, e si può insegnare al proprio popolo, non solo a resistere ma a rinascere e a ridare la voce al silenzio».
Aggiunge Riccardo Michelucci: «È giunto il momento di attribuire a Bobby Sands il ruolo storico che merita: quello di un partigiano che ha lottato strenuamente per la libertà, la giustizia sociale e il diritto alla resistenza dei popoli oppressi. I suoi scritti l’hanno reso immortale».

A quasi 40 anni dalla sua scomparsa, in un’epoca di Brexit in cui l’Irlanda del Nord torna al centro dell’attenzione, gli scritti di Bobby Sands continuano a saper parlare: sconvolgenti, commoventi e non privi di ironia, rivelano una incredibile universalità e attualità.

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