MARE FUORI – Intervista con Matteo Paolillo: “Mi auguro che la serie faccia riflettere su quelli che sono i mostri che abbiamo dentro di noi e che vengono fuori attraverso le nostre scelte”

Tra i protagonisti di “Mare fuori”, serie in sei puntate prodotta da Roberto Sessa con la regia di Carmine Elia, in onda il mercoledì sera su Rai2 c’è Matteo Paolillo che interpreta Edoardo, un piccolo grande boss di sedici anni, con un figlio in arrivo dalla fidanzata che lo aspetta fuori, che si innamora di Teresa, una studentessa che fa volontariato in carcere.

La fiction è infatti ambientata nell’Istituto di Pena Minorile di Nisida e racconta le storie di alcuni ragazzi detenuti. C’è chi sbaglia senza volerlo, chi sbaglia con premeditazione e chi pensa che lo sbaglio sia farsi arrestare e non quello di commettere il crimine.

Il giovane e talentuoso attore salernitano ha esordito sul piccolo schermo in un episodio di “Don Matteo 10”, prendendo poi parte al film di Alessandra Mortelliti “Famosa” e alla fiction “Vivi e lascia Vivere” con Elena Sofia Ricci.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Matteo Paolillo parlando di “Mare fuori” ma anche di musica e dei prossimi progetti.

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Matteo, sei tra i protagonisti della serie in onda il mercoledì su Rai 2 “Mare fuori” nel ruolo di Edoardo. Cosa puoi raccontarci a riguardo?

“Con i personaggi che interpretiamo nella serie raccontiamo dei mostri, giovani senza scrupoli, che sono capaci di azioni mostruose ed Edoardo è uno di questi. E’ nato a Napoli, a Forcella, ha la passione per le tigri, è cresciuto nel sistema camorristico ma è anche un ragazzo che si avvicina alla poesia, che cerca una salvezza, praticamente inesistente, attraverso l’arte. Massimo (Carmine Recano) un giorno gli chiede se un figlio di un camorrista deve per forza essere un camorrista, ma la realtà è che non è facile uscire da questa condizione”.

Cosa ti ha stupito di più di questo personaggio?

“Quello che mi ha stupito di Edoardo è l’impulsività, mi sono reso conto che sul set uscivano delle cose che non controllavo. Carmine Elia ci ha messo nelle condizioni di dare il meglio e ci ha dato fiducia. Mi sono stupito del mal giudizio di questo personaggio, della sua istintività nel prendere delle scelte senza valutare prima se siano sbagliate”.

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Come ti sei preparato per interpretare Edoardo?

“Prima delle riprese insieme a Giacomo Giorgio che interpreta Ciro sono andato in diverse zone di Napoli per cercare dei punti di riferimento e per trovare ispirazione. Quindi un mese prima dell’apertura del set siamo stati sull’isola di Nisida, all’Istituto penitenziario minorile per incontrare alcuni ragazzi detenuti. In quel momento avevamo sia l’aspettativa di trovare qualcosa di utile per i personaggi sia la paura di raccontare male quello che volevamo narrare. Conoscere i ragazzi di Nisida ci ha dato tanto, ognuno porta dentro di sé un dramma. Io sono partito dalla vicinanza che ha Edoardo alla poesia perchè anche a me piace scrivere rime e ho cercato di capire come far uscire il mostro”.

Sei autore e interprete della canzone “‘O mar for”, con la partecipazione speciale di Raiz,  scelta come sigla della serie. Com’è nato questo brano?

“Un giorno stavo facendo la doccia e ho cominciato a pensare ad Edoardo perchè durante la fase di riprese ti viene da riflettere sul personaggio per continuare ad approfondirlo e quindi ho iniziato a canticchiare questo ritornello: “ce sta ‘o mar for”, come se dicessi a Edoardo “non ti preoccupare, tutte le cose vanno male ma fuori c’è il mare, c’è la libertà e prima o poi uscirai da qui”. Terminata la doccia ho chiamato il producer del mio gruppo, Lollo Flow, che ha creato una base, io ho scritto il testo e ho fatto sentire la canzone ai ragazzi del cast. Quando sono tornato sul set tutti la cantavano. Non me l’aspettavo. Successivamente il regista ha deciso di utilizzarla come sigla. Io mi sono sempre concentrato sulla recitazione lasciando un po’ da parte la musica però la cosa bella è che Edoardo mi ha dato tanto sia dal punto di vista recitativo che musicale”.

Che ricordo hai della tua prima volta sul set nella serie tv Don Matteo?

“Il debutto in una serie tv è stato tanto tempo fa con Don Matteo, ricordo che ero molto spaventato, mi sentivo spaesato, in mezzo alla frenesia dei ritmi del set, però poi ho iniziato a nuotare meglio in queste acque e mi sono goduto quest’avventura”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Sono aperto alle novità che arriveranno. In campo musicale l’11 settembre è uscito il singolo della mia band Suba Crew, dal titolo “Eclissi” e prossimamente arriverà il nuovo disco. Per il resto è un periodo di forte cambiamento personale oltre che nel cinema e nella tv, spero di poter prendere parte presto a nuovi lavori”.

“Mare fuori” è una serie formativa. Quale messaggio vorresti arrivasse al pubblico?

“Mi auguro che la serie faccia riflettere su quelli che sono i mostri che abbiamo dentro di noi e che vengono fuori attraverso le nostre scelte, perchè anche quando pensi non ci siano altre possibilità in realtà c’è sempre una strada diversa che puoi percorrere. Dipende solo da te”.

di Francesca Monti

Credito Foto Posato: Fabrizio Stefan

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