Intervista con Giulia Sol, tra i protagonisti di “Tale e Quale Show”: “Spero di trovare l’aspetto più bello in ogni personaggio e omaggiarlo nel migliore dei modi. Un sogno? Partecipare al Festival di Sanremo”

E’ la più giovane tra i dieci concorrenti in gara a “Tale e Quale Show”, il talent di Rai 1, in onda il venerdì sera, presentato da Carlo Conti e giunto alla decima edizione, e con la sua voce strepitosa e le sue splendide imitazioni ha conquistato pubblico e giuria fin dalla prima puntata impersonando finora Giorgia, Whitney Houston ed Elodie.

Giulia Sol, classe 1995, a 12 anni interpreta “We are the Champions” durante la cerimonia di apertura dei Campionati del mondo di ciclismo, quindi comincia a prendere lezioni di canto al CDPM di Bergamo. Nel frattempo si diploma al Liceo Linguistico e s’iscrive all’accademia SDM – Scuola del Musical di Milano, dove si diploma nel 2016 interpretando Estelle in “The Full Monty”. Quindi debutta nel Family Show Festival 2016 vestendo i panni di Jasmine in “Aladin e la Lampada Meravigliosa”.

Nel 2017 è Penny Pingleton in “Hairspray” (regia di Claudio Insegno, con Giampiero Ingrassia). Lo stesso anno entra a far parte del gruppo VociSole, in cui rimane sino al 2020. Nel 2018-19 interpreta Elizabeth in “Dirty Dancing” (regia di Federico Bellone), che risulta il quinto spettacolo più visto dell’intera stagione teatrale italiana con oltre 92.000 spettatori.

Il 2019 le regala anche il debutto in “FAME – Saranno Famosi”, per la regia di Federico Bellone e viene poi scelta come protagonista di “Ghost – il Musical” per vestire i panni di Molly Jensen.

Durante il lockdown Giulia Sol viene invitata da Daniele Alan-Carter ad una collaborazione a distanza, sull’asse ideale tra Bergamo e Londra, per incidere “Tornerai Su”, la versione ufficiale italiana di “Anything Worth Holding On To” di Scott Alan.

Giulia, sei tra i protagonisti di “Tale e Quale Show”. Ci racconti le emozioni vissute al debutto in tv?

“E’ la mia primissima esperienza televisiva. All’inizio ero disorientata e spaventata perchè non avevo mai lavorato davanti alle telecamere. E’ stato strano ma per fortuna nel programma si respira un clima sereno, il cast è tranquillo, è un bel gruppo”.

Nelle prime tre puntate hai imitato Giorgia, Whitney Houston ed Elodie. Qual è stata l’artista più difficile da preparare?

“Sicuramente Whitney Houston per la grandezza del personaggio, c’è sempre un po’ di paura quando ci si scontra con giganti del genere. E’ stata la settimana più complicata con i coach che mi stavano addosso perchè sentivo il peso della responsabilità. Poi in realtà ogni cantante che vai a interpretare ha la sua difficoltà”.

Quanta preparazione c’è dietro un personaggio?

“Ci assegnano artisti molto distanti l’uno dall’altro e con ognuno hai qualcosa da imparare, da scoprire sulla voce, sull’interpretazione. Facciamo diverse ore di canto con il vocal coach Matteo Becucci, poi lavoriamo con Emanuela Aureli, questa settimana avrò anche la coreografia da preparare dovendo vestire i panni di Christina Aguilera, quindi non ci fermiamo mai (ride). Spero di trovare l’aspetto più bello in ogni personaggio e omaggiarlo nel migliore dei modi”.

Con quali aspettative hai deciso di prendere parte a Tale e Quale Show?

“L’aspettativa nella vita mi ha sempre un po’ fregata perchè non quando mi convincevo che avrei fatto qualcosa poi succedeva altro. Spesso diventa un ostacolo perchè ci mettiamo delle autopressioni che ci fanno vivere l’esperienza con ansia da prestazione. Quindi preferisco non avere aspettative, lavorare sul presente e fare il meglio che posso. Personalmente non mi sono mai adagiata e ho sempre ottenuto i risultati con le mie forze”.

giul

Come ti sei avvicinata al mondo del musical?

“Sono cresciuta con il sogno di fare questo lavoro. A 5 anni i miei genitori mi hanno portata al Teatro degli Arcimboldi a Milano a vedere Notre Dame de Paris e ho detto a mio papà che avrei voluto recitare in un musical da grande. All’inizio non mi prendevano sul serio, poi crescendo il mio sogno è rimasto lo stesso, mi sono iscritta all’Accademia SDM – Scuola del Musical di Milano e ho iniziato a lavorare. Il vantaggio è che non ho mai avuto un piano B nella mia vita, lo svantaggio è che purtroppo in Italia non si può campare bene con questo lavoro ma spero che in futuro la situazione possa cambiare. Ci sono tantissimi colleghi che vanno all’estero, in Germania, Austria, Spagna dove è un mestiere riconosciuto a tutti gli effetti”.

Ti piacerebbe recitare in un musical all’estero?

“Mi è capitato di fare audizioni in Germania, non so se riuscirei ad andare a vivere lì perchè sono molto legata alla mia casa, alla mia famiglia, al contempo mi piacerebbe fare un’esperienza in Europa”.

Che ricordo hai di “Hairspray”?

“Avevo già preso parte a lavori più piccoli in precedenza ma Hairspray è stata la mia prima grande esperienza, ero emozionatissima e molto tesa. Abbiamo fatto un mese di prove e uno di repliche e per me è stata la realizzazione di un sogno salire sul palco con Giampiero Ingrassia. Poi da quel momento è diventato un lavoro”.

GHOST IL MUSICAL
credit foto Attilio Marasco

Prima del lockdown eri in scena con “Ghost – Il Musical” in cui interpreti Molly Jensen, personaggio che nel film cult è impersonato da Demi Moore… 

“E’ un ruolo che ho aspettato per otto mesi perchè le audizioni sono state lunghissime. E’ stata l’esperienza che mi ha insegnato di più a livello tecnico perchè mi trovavo sempre in scena con una partitura pop-rock molto impegnativa e ho imparato cosa significa crescere a braccetto con il personaggio ed entrare nella storia completamente. Mi sono scontrata molto con Molly all’inizio perchè la trovavo distante da me nel modo di reagire alle cose che le succedevano, invece poi ho imparato a volerle bene. E’ stato un grande lavoro e lo rifarei per altri dieci anni. “Ghost – Il Musical” dovrebbe ripartire prossimamente, dobbiamo ancora capire quando”.

Un sogno nel cassetto…

“Qualcuno l’ho realizzato. Forse partecipare al Festival di Sanremo. Sono cresciuta guardando questa kermesse con la mia famiglia, fa parte della mia cultura”.

Tra i tuoi progetti c’è anche un disco?

“Sarebbe bello avere una finestra anche su quel mondo, cantare le mie canzoni, lavorare sulla musica che mi piace, creare qualcosa di mio. E’ quello che manca a noi che facciamo parte della categoria del musical e siamo abituati a studiare un personaggio scritto per qualche altro attore o cantante, a far nostro un ruolo che già esiste”.

di Francesca Monti

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