Tv7: Su Rai1 i reportage sui temi caldi della settimana

In sommario a Tv7, la rubrica settimanale del Tg1, in onda venerdì 9 ottobre a mezzanotte su Rai1: 

L’ATTESA – È l’emergenza nell’emergenza: in tutta Italia sono 13 milioni le visite specialistiche saltate a causa del Covid e 4 milioni gli screening oncologici posticipati a data da destinarsi. Numeri che riguardano non solo i pazienti cronici, ma anche le nuove diagnosi: un ritardo che presto rischia di tradursi in un costo insostenibile per il sistema sanitario. Si arriva a più di 400 giorni di attesa in Calabria. E non va meglio neppure nell’efficiente Friuli dove un cardiopatico aspetta da febbraio un elettrocardiogramma.

CASTELLI DI CARTE – Cinque ponti collassati in ventiquattro ore nel Nord-Ovest dell’Italia. Reportage di Tv7 sui luoghi dei crolli, dove si è abbattuta un’ondata di maltempo che ha causato sfollati, morti e dispersi. Cattiva manutenzione o fenomeni metereologici inarginabili? Sul Trebbia, a Lenzino, in provincia di Piacenza, il ponte si è sgretolato, nonostante i controlli Anas ne avessero assicurato la sicurezza statica. A TV7 le testimonianze – e le immagini – raccontano però di fondamenta del ponte erose da tempo. 

COM’È TRISTE VENEZIA – Il 25 marzo Venezia compirà 1600 anni: pochi inverni, nella sua storia, sono stati più incerti di quello che la attende. Il turismo, monocultura economica della città, si è fermato all’Acqua Granda del 12 novembre 2019. E da 30 milioni di visitatori si è passati al deserto del lockdown e alle incertezze della riapertura. Almeno fino alla prossima primavera non approderanno più nemmeno le grandi navi, oggetto di una contesa infinita. E così, emerge sempre più chiaro il conflitto tra rendita e lavoro. I negozi chiudono, strozzati da affitti insostenibili, e le serrande già abbassate – il 20% in Piazza San Marco – raccontano di una bolla immobiliare che potrebbe esplodere, drogata da un turismo di massa incontenibile fino a un anno fa. Il successo del Mose, sabato scorso, ha regalato un po’ di respiro sulle acque alte, che si annunciano impetuose anche quest’anno. Ma la crisi del modello economico è profondissima.

SOS BORGHI ANTICHI – Incuria, dissesto, crolli. Per il centro storico di Cosenza, uno dei più grandi del meridione, il ministero dei Beni Culturali ha stanziato 90 milioni di euro per sistemare gli edifici pubblici. A San Giorgio Morgeto, paese di 3000 abitanti sulla piana di Gioia Tauro, sono state le infiltrazioni mafiose a bloccare le attività e a inaridire il borgo. Mentre a Cinquefondi si vendono le case alla cifra simbolica di un euro e cooperative di giovani si industriano per salvare il borgo.

IL PAZIENTE IN CAPO – Che influenza avrà il contagio del presidente americano Trump sulla corsa alla Casa Bianca? Dopo avere minimizzato la malattia, avere irriso Biden per la mascherina sempre indossata e dopo aver cercato di portare l’attenzione della campagna elettorale su temi diversi dalle proprie responsabilità nel dilagare della pandemia negli Stati Uniti, Trump, contagiato e già dimesso dall’ospedale, dichiara di avere sconfitto il virus. Gioverà o meno alla sua campagna? L’analisi di John Fortier del Bipartisan Policy Center.

IDENTITA’ LIQUIDE – Il corpo. L’identità. Il genere. Il dibattito è aperto. Attraverso nuove modalità di comunicazione, l’idea di perfezione si modifica e diventa più ‘articolata’? E il nostro essere ‘social’ quanto incide su questo? È qui che la consapevolezza della propria identità si intreccia con la ribellione ad alcuni canoni estetici e spesso riguarda le donne. A Tv7 parlano Aldo Cazzullo, il direttore di Vanity Fair Simone Marchetti e Giulia Blasi.

RITORNO AL BOLSHOI – Dopo sei mesi di chiusura a causa dell’epidemia da Covid 19, ha riaperto il Bolshòi di Mosca. In scena un balletto inedito “Quattro personaggi in cerca di soggetto”. A Tv7 si racconta il protagonista dello spettacolo, l’italiano Jacopo Tissi. Originario di Landriano, in provincia di Pavia, è il primo e unico italiano nel corpo di ballo del Bolshòi.

COME ERAVAMO – È il 1963. I bambini, a poco più di 10 anni, lavorano già come baristi, come benzinai o come falegnami. Una riforma, però, rivoluziona la loro vita e soprattutto quella delle loro famiglie: diventa obbligatorio frequentare la scuola fino ai 14 anni di età. Un grande salto culturale tra difficoltà e sacrifici, soprattutto tra le famiglie più disagiate e numerose.

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