IO TI CERCHERO’ – Intervista con Zoe Tavarelli: “Per interpretare Martina ho fatto un grande lavoro introspettivo sulle emozioni”

Zoe Tavarelli è tra i protagonisti di “Io ti cercherò”, la nuova serie tv con la regia di Gianluca Maria Tavarelli, in onda il lunedì sera su Rai1, coprodotta da Rai Fiction e Publispei, in cui veste i panni di Martina, la fidanzata di Ettore. Solare, generosa, ha conosciuto il ragazzo nel suo momento più buio, quando si era allontanato dal padre ed era pieno di rabbia e col suo calore è riuscita a salvarlo. Sognavano una famiglia, un futuro insieme e condividevano il desiderio di viaggiare per il mondo, combattere le ingiustizie e aiutare gli altri. La prima battaglia in cui si sono gettati anima e corpo era un progetto di volontariato a Lampedusa che riguardava i bambini sbarcati dai gommoni. Martina è sul punto di concludere i suoi studi a Firenze. Se Ettore non fosse morto, sarebbero presto andati a vivere insieme. Come Valerio, non è convinta del suicidio del ragazzo ed è pronta a fare il possibile perché venga fuori la verità sulla sua morte.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Zoe Tavarelli, classe 1996, tra le giovani attrici più interessanti del panorama italiano, parlando con lei di Martina ma anche dei prossimi progetti, degli studi negli Stati Uniti e di com’è stato lavorare sul set di “Io ti cercherò” con suo padre come regista.

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credit foto ufficio stampa Rai

Zoe, in “Io ti cercherò” interpreti Martina, cosa ti ha affascinato maggiormente di questo personaggio?

“Mi ha affascinato la sua dualità nel senso che ci sono due aspetti molto vividi di Martina: è una persona solare, positiva, che vuole cambiare il mondo con Ettore, il ragazzo che ama, e dopo questo lutto improvviso e pesante mostra un altro lato, quello di una giovane donna che sta soffrendo, che cerca di trovare la verità, di darsi delle risposte ed è incredula per quanto successo”.

Come ti sei preparata per interpretare questo personaggio e renderne la dualità?

“E’ stata dura, ho fatto un grande lavoro introspettivo sulle emozioni perchè non avendo mai provato un lutto così grande immaginarlo non basta. Bisogna calarsi in uno dei dolori più enormi che si possa provare: perdere la persona amata con cui si sta costruendo il futuro. Per natura uno non vorrebbe mai arrivare a quel dolore ma è stato bello e gratificante raggiungerlo e poi è stato difficile staccarmi da Martina, la portavo in giro con me, avevo una cupezza anche prendendo il caffè al bar. La parte solare invece è come se fosse la versione migliore di me, ho cercato di impersonarla vedendo come potrei essere se affrontassi la vita in modo così positivo e così propositivo nel voler cambiare le cose in meglio. Poi le due Martine si sono mescolate perchè non girando cronologicamente un giorno c’era quella solare e il giorno dopo quella triste, è stato un bel percorso”.

Come ti sei trovata con Alessandro Gassmann?

“Meravigliosamente. Gassmann è una persona altruista, ti mette a tuo agio, non ti fa sentire da meno ed è questo che aiuta a recitare bene. E’ un capitano che riesce a creare un ambiente di fiducia reciproca. Spero di lavorare in futuro ancora con lui perchè mi sono trovata benissimo e poi è anche molto simpatico”.

Le prime due puntate della serie hanno riscosso un grande apprezzamento in termini di ascolti da parte del pubblico. Quale pensi sia la chiave di questo successo?

“Voglio sperare nella qualità, che la gente veda un prodotto fatto bene, con rigore, con professionalità. E’ una serie unica in quanto coniuga il giallo amalgamato con storie di famiglia, sentimenti, una parte emotiva importante che ti fa appassionare di più ai personaggi e ti tiene incollato allo schermo per sapere come va a finire la storia. Penso che questa sia una delle chiavi importanti e innovative di Io ti cercherò”.

Com’è stato lavorare sul set insieme a tuo padre, il regista Gianluca Maria Tavarelli?

“E’ andata bene, sono molto contenta. C’è stata tanta emozione all’inizio, perchè è comunque un tuo genitore e ci sono una serie di sentimenti che non puoi nascondere e poi vuoi renderlo orgoglioso di te. E’ stato bello e anche difficile perchè c’era lui a giudicare il mio lavoro ma abbiamo trovato una quadra, mi ha trattato come tutti gli altri e questo è stato importante. Parlavamo sul set di lavoro ma anche a cena quando eravamo a casa, ci siamo immersi ininterrottamente e in modo viscerale nella serie”.

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Quanto sono stati importanti per te gli studi che hai fatto negli Stati Uniti all’Academy of Dramatic Arts di New York?

“Sono stati importantissimi, nel mestiere di attore metti te stesso, molti pensano sia una qualità innata ma bisogna trovare gli strumenti per riuscire a raggiungere i sentimenti e il proprio essere interiore. Senza gli studi in America non credo sarei riuscita a fare questo ruolo. Come in tutti i lavori bisogna sempre imparare e cercare di migliorarsi”.

In “The Lost Film Series” hai lavorato con l’attore Premio Oscar Chris Cooper. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?

“E’ stata una scuola di recitazione vedere un attore di quel livello dar vita dal niente ad un personaggio davanti ai tuoi occhi. Interpretava mio padre ed è stato illuminante, come guardare una masterclass, dava ogni battuta con la stessa intenzione ma con sfumature diverse e una grande intensità. Ho imparato tantissimo da lui. E’ stata un’esperienza meravigliosa. Come Alessandro Gassmann anche Chris Cooper è una persona umile, alla mano, dai divi di Hollywood non ce lo aspetteremmo, invece è stata una bellissima sorpresa”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnata?

“Reciterò in una commedia per il cinema. Inizieremo a girare a breve, sto facendo le prove dei costumi, mi metteranno le extension e avrò i capelli di nuovo come Martina (sorride)”.

Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare in futuro…

“Il mio sogno nel cassetto è continuare a recitare fino a che avrò aria in corpo, è molto semplice come progetto ma anche difficile perchè il mondo del cinema è stato molto colpito dalla pandemia. Spero di riuscire a fare questo mestiere per più tempo possibile, di interpretare tanti personaggi, di vivere attraverso loro vite diverse e riuscire a far emozionare il pubblico”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Ufficio Stampa Rai

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