Intervista con Mameli: “L’album Amarcord racconta la mia sensazione alla fine di una relazione d’amore”

Il 30 ottobre esce “Amarcord”, il primo album ufficiale di Mameli, con un concept ispirato ad una frase in dialetto romagnolo, divenuta celebre nell’omonimo film di Federico Fellini: A m’arcord! (Io mi ricordo).

Il termine indica una rievocazione nostalgica del passato, quel filo sottile che avvolge i pensieri più quotidiani e li rende malinconici nei confronti di qualcosa o qualcuno, che per il cantautore funge da leitmotiv per la scrittura delle tracce, incentrate su una storia d’amore passionale e ironica, che è terminata ma che ancora pervade i suoi pensieri.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Mameli parlando del disco ma anche dell’attuale situazione della musica.

amarcord

Mario, “Amarcord” è il tuo primo disco ufficiale. Ci racconti come hai lavorato?

“L’album racconta la mia sensazione alla fine di una relazione d’amore. Questo forte senso di nostalgia è il leitmotiv del disco che è stato scritto in nove-dieci mesi, una parte in viaggio perchè venivo da un anno di instore e live, e l’altra in casa, durante la quarantena, lavorando a distanza con i musicisti e i produttori. E’ un progetto pensato perché fin dal primo momento mi sono reso conto che il messaggio che volevo comunicare era quello della nostalgia”.

Quali difficoltà hai incontrato nella lavorazione del disco durante il lockdown?

“Dal punto di vista realizzativo ci sono stati dei problemi pratici, perchè sono anche produttore di quasi tutto il disco e quindi la difficoltà maggiore è stata mandarci le parti e capire con i musicisti come suonare i pezzi. Ho scritto da solo quasi tutte le tracce, per alcune mi sono confrontato con bravissimi autori come Federica Abbate con cui ho composto “Sopra di me” durante il lockdown incontrandoci poi a settembre. Dal punto di vista creativo non ci sono stati problemi e ho avuto tutto il tempo e le possibilità di scrivere i brani, nonostante il momento non fosse piacevole”.

Nel disco ci sono anche due featuring, con Alex Britti e Lorenzo Fragola…

“Sono due collaborazioni diverse sia per le persone che per come si sono sviluppate. Con Alex ci siamo visti a Roma a casa sua dopo Amici, io avevo già scritto il brano e lui ha aggiunto la sua parte. Il rapporto che si è andato a creare tra noi è bellissimo, per me è un maestro, lui dice sempre che è il mio fratello maggiore. Con Lorenzo abbiamo la stessa età, veniamo dalla stessa città, siamo due amici che scrivono anche insieme le canzoni, giochiamo alla Play, guardiamo le partite. Ci conosciamo da un po’ ma non avevamo mai avuto occasione di realizzare un pezzo a quattro mani. “Borotalco” è nata la prima notte di novembre dell’anno scorso, eravamo in Sicilia e abbiamo finito il pezzo alle 8 del mattino seguente, tanto che avevo un volo per Milano e non sono riuscito a partire. Ma ne è valsa la pena. Io e Lorenzo abbiamo un bel rapporto, ci sentiamo spesso, stiamo scrivendo insieme dei brani per lui”.

In “Maniglie” c’è la citazione musicale del brano “Pablo” di Francesco De Gregori. Come mai?

“Il riferimento è sempre nostalgico. Ho visto diversi concerti di De Gregori ma non aveva mai suonato “Pablo” e quindi avevo voglia di sentire dal vivo questo pezzo che a me piace tantissimo. Lui non lo faceva mai anche per via dei riferimenti politici che voleva evitare anche se in realtà non sono proprio reali. Nella canzone viene un po’ citata non a livello testuale ma musicale, ci sono alcune parti che ricordano Pablo. De Gregori per me è il punto di riferimento a livello autorale, della mia carriera e della mia vita, sono cresciuto con la sua musica”.

mameli

Il disco si chiude con “Futuro”, un brano che trasmette speranza…

“L’ho scritto in quarantena, è un pezzo che parla di speranza ma anche del futuro che verrà, in contrapposizione con Amarcord. Sono presenti delle frasi ironiche a voler sottolineare come forse su alcune cose ci piace rimanere un po’ fermi. E’ anche la chiusura del cerchio, nel senso che ho preso tutto quello che dovevo prendere da questa nostalgia, ho scaricato tutte le emozioni e ora sono pronto ad andare avanti”.

Cosa ne pensi dell’attuale situazione del mondo della musica e degli spettacoli dal vivo?

“Quella è la parte più danneggiata. Io non posso suonare e ci sto male però riesco ad andare avanti e a fare in parte il mio lavoro ma ci sono persone che non hanno la stessa fortuna. Quindi lo Stato deve salvaguardare di più questo settore. I dati dei contagi all’interno della musica e degli spettacoli dal vivo sono praticamente nulli, quindi mi aspetto che venga sbloccata questa situazione al più presto”.

“Amarcord” è anche il titolo di un celebre film di Federico Fellini. Che rapporto hai con il cinema e ti piacerebbe scrivere una canzone per una colonna sonora?

“Mi piace guardare film o serie tv che mi interessano ma non sono un patito, mi definisco un consumatore medio. Il disco Amarcord è un po’ come se fosse la colonna sonora di una commedia non troppo scontata che però riesce a dare un significato forte utilizzando toni non pesanti. Mi piacerebbe in futuro scrivere una canzone per una colonna sonora”.

Questa la tracklist del disco:

1. Sopra di me
2. Amarcord
3. Borotalco feat. Lorenzo Fragola
4. Buoni x nulla
5. Record
6. Non ci sei più
7. Anche quando piove feat. Alex Britti

8. Argomento triste
9. Maniglie
10. Futuro

di Francesca Monti

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