Max Pezzali racconta “Qualcosa di nuovo”: “Questo disco rappresenta un momento della mia vita ma anche di quella delle persone che ho intorno”

Il 30 ottobre esce “Qualcosa di nuovo” (Warner Music Italy), il disco di inediti di Max Pezzali che arriva a cinque anni di distanza dal precedente.

Il progetto è stato anticipato dal singolo omonimo scritto a sei mani con Jacopo Ettore e Michele Canova che ne ha curato la produzione a Los Angeles. Una ballad romantica che conduce l’ascoltatore per mano in un viaggio attraverso tutte le altre canzoni che compongono l’album e che unisce il concetto semplice ma profondo di rinascita per dare una coerenza d’insieme,  perché l’amore, l’amicizia, il tempo che passa, hanno senso solo se ci aiutano a immaginare un nuovo inizio.

Il video di “Qualcosa di nuovo” è nato da un’idea di Fabio Volo che ne è anche protagonista ed è diretto dal regista Gianluca Leuzzi per la casa di produzione Borotalco tv. Girato all’interno del Bowling Brunswick di Roma, vede Fabio Volo incontrare diversi personaggi e coppie che rappresentano le diverse fasi dell’amore.

Max, il tuo nuovo disco doveva uscire inizialmente ad aprile, poi a causa della pandemia è stato posticipato. Rispetto alla prima versione c’è stato qualche cambiamento?

“L’album era previsto per aprile, poi è stato posticipato con l’avvento della pandemia. Inizialmente volevo uscire con un nuovo progetto per avere un po’ del mio presente da portare sui palchi di San Siro a luglio, poi è cambiato molto dal punto di vista della concezione perchè quello che prima mi sembrava normale nelle canzoni non era più meritevole di racconto. Terminato il lockdown, al netto dell’assenza della musica dal vivo che per me è penalizzante perchè per artisti di una certa esperienza è una delle cose più importanti in quanto non possiamo vivere di playlist e chi ha un vissuto vuole raccontarlo dal vivo, ritenevo che fosse giusto fare uscire il disco che rappresenta un momento della mia vita ma anche di quella delle persone che ho intorno. C’era una canzone che avrei voluto chiudere nella fase pre-lockdown che raccontava cosa significasse l’esperienza live per me ma l’ho messa nel cassetto. Ho cercato quindi un’alternativa e Michele Canova mi ha dato questo brano, “Qualcosa di nuovo”, su cui lavorare, che racconta l’amore ma con un fondo di malinconia ottimistica. E’ lo stato d’animo di molti di noi in questo momento ed è diventato il fulcro del progetto”.

La titletrack è accompagnata da un video girato in un bowling, nato da un’idea di Fabio Volo che ne è anche protagonista…

“Con Fabio siamo amici dal 1995 e la chiave del ragionamento è stata questa: essendo una canzone intensa avevo bisogno che questa sensazione passasse anche dal video ma sarebbe stato difficile con il classico playback, non era il linguaggio ideale. Quindi serviva un attore, una faccia che sapesse raccontare quello che il brano dice. Ho pensato a lui perchè ha anche la sensibilità dello scrittore ed è un appassionato di cinema e sapeva come gestire la sceneggiatura del video. Infatti, insieme al regista Gianluca Leuzzi, ha partorito questa idea che per me è geniale in quanto innanzitutto c’è il piano sequenza e mi sono tolto questo sfizio, poi lui è bravissimo e cantando la canzone è come se sottolineasse l’importanza delle parole, infine c’è il cerchio della vita, in cui si parte dall’innamoramento per arrivare al litigio, all’amore maturo, a quello di una vita che sta nascendo, quello di un padre e di un figlio (Max e Hilo, ndr). Alla fine si ricomincia da capo con il lancio di una palla da bowling e come accade a tutti spesso non si fa strike, a volte si buttano giù tutti i birilli, a volte si va a finire nel corridoio laterale. Fa parte della nostra esistenza”.

Nel disco racconti le differenze tra il mondo analogico e quello digitale. Come definiresti la tua generazione?

“Definirei la mia generazione un po’ incompiuta, che ha vissuto una fase storica come momento di apice di quella precedente ma che non ha partecipato ai grandi cambiamenti ed è stata lì a tenere il piede tra il mondo analogico e quello tecnologico e pieno di opportunità. Non avere delle certezze definite di questi tempi è un bel passo avanti. Quello che vorrei lasciare ai ragazzi di oggi è questa suggestione: non fatevi impressionare o influenzare da quelli della mia generazione, scrivete le vostre canzoni e allevate la vostra narrativa con passione e senza la paura di dire cose non importanti”.

Cosa ci racconti riguardo ai brani “I ragazzi si divertono” e “Noi c’eravamo”?  

“La prima nasce dall’osservazione. Ero al mare, ho visto dei gruppi di giovani che si stavano divertendo e ho ripensato a quando anch’io avevo la loro età. Mi piace osservare gli altri per capire cosa possano pensare e a cosa pensavamo noi. La generazione prima della mia ci guardava come dei reietti, nel racconto della canzone invece ognuno di noi ha seguito la sua strada, ha creato la propria famiglia, ci siamo presi quelle responsabilità che sembrava non volessimo prendere. Quindi guardando i giovani di oggi mi sento di augurare loro buona fortuna, passando un testimone virtuale. Quelli della mia età devono rendersi conto di non essere così diversi dai loro figli. “Noi c’eravamo” racconta di come le storie non abbiano bisogno di essere enormi per essere epiche, di quando ero giovane ricordo i sentimenti, i valori e le piccole cose e l’eterno tema di cercare il proprio posto nel mondo. Questo è ciò che porto idealmente anche ai più giovani come esperienze. Non sempre le storie devono essere gigantesche per essere raccontate”.

In “7080902000” hai collaborato con J-Ax. Com’è nato questo brano?

“Nasce da una considerazione: io mi baso su cose che succedono ogni giorno, quando Hilo viene da me a Pavia siamo tre generazioni a confronto e a volte i miei genitori mi raccomandano di non portare mio figlio in certi posti, di fare attenzione e lì mi è venuta questa idea. Ora fanno tutti i nonni premurosi ma quando ero piccolo negli anni Settanta facevano cose assurde. Tutti giudicano il presente come il peggior tempo possibile, ma non si ricordano che a quei tempi in auto tenevano il finestrino abbassato di un centimetro mentre fumavano con noi bambini a bordo, alle cene con i loro amici i nostri genitori, quando eravamo stanchi e volevamo andare a dormire, mettevano due sedie una contro l’altra e dormivamo lì. Oggi se ti vedono fare una cosa del genere ti tolgono l’affidamento. Così ho pensato ad Ax, che ha un punto di visita simile al mio, per raccontare alcune esperienze perché avevo bisogno che usasse il rap e la sua capacità incisiva di arrivare al punto con pochissime parole. E ci siamo riusciti”.

Nel disco ci sono anche i featuring con Tormento e GionnyScandal…

“I Sottotono hanno rappresentato la vetta in assoluto di un pop raffinato e r’n’b, molto cool nel flow e l’occasione per collaborare con Tormento è nata perchè stavo lavorando con Big Fish. Sono felice che abbia accolto con entusiasmo l’idea di far parte del progetto. Per quanto riguarda GionnyScandal, avendo un figlio di dodici anni che a volte si siede di fianco a me con l’ipad e mi fa vedere e sentire certe cose su Youtube, sono venuto a conoscenza di questo mondo emo-trap che mi ha affascinato. Inoltre avevo letto che GionnyScandal è stato stato cresciuto dalla nonna e alcuni suoi aspetti biografici da padre mi hanno fatto venire la voglia di conoscerlo. Così è nato questo featuring in una canzone che parla di come, nonostante le differenze, ci siano anche dei punti in comune tra di noi”.

Come vedi il futuro della musica?

“Lo stato di salute della musica è quello che è. Il live è un elemento fondamentale e in questo momento sono giustamente vietati tutti quegli aspetti che invece fanno parte di un concerto, stare insieme, aggregarsi, abbracciarsi. Siamo una delle categorie più colpite dalla pandemia. E’ un settore che ha ancora pochissimo ossigeno, che ha costruito un sacco di professionalità specifiche. Tantissimi operatori sono liberi professionisti, non è un lavoro tutelato da contratti con una visione del welfare particolarmente evoluta e purtroppo basta un attimo per lasciare indietro le persone”.

Ti piacerebbe tornare in gara al Festival di Sanremo?

“Sanremo non è il mio campo da gioco ideale ma voglio mandare un grande abbraccio ad Amadeus e a Fiorello perchè in questo momento la musica ha bisogno di un grande traino e un Festival che accende i riflettori su questo settore e sulle problematiche attuali potrebbe essere determinante”.

Max Pezzali terrà un evento speciale il 12 novembre alle 18.30 per presentare il suo nuovo album e per interagire con i fan a cui potranno partecipare tutti coloro che acquisteranno l’album “Qualcosa di Nuovo” su laFeltrinelli.it, Ibs.com e nelle librerie laFeltrinelli. Con l’acquisto riceveranno un codice univoco per prendere parte alla diretta e potranno incontralo virtualmente e chiacchierare con lui.

di Francesca Monti

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