STEFANO D’ORAZIO, IL RICORDO A RTL 102.5 DI BOBO CRAXI: “UN UOMO DI EDUCAZIONE E GARBO STRAORDINARI, AVEVA BUONE PAROLE PER TUTTI” E RED CANZIAN: “NOI POOH SIAMO SCONVOLTI, ERA UNA PERSONA ONESTA. VORREI FOSSE RICORDATO PER IL SUO ENTUSIASMO”

Il bassista dei Pooh Red Canzian e Bobo Craxi, amico di Stefano D’Orazio, sono intervenuti questa mattina in diretta su RTL 102.5  per ricordare il celebre musicista scomparso nelle scorse ore durante Non Stop News, programma condotto da Barbara Sala, Enrico Galletti e Luigi Santarelli.

“Ho scritto la notizia di getto, come se fosse un messaggio in una bottiglia– ha detto Bobo Craxi – Stefano era un uomo molto preciso, sia nel suo lavoro di batterista che nella vita. Era un uomo di una educazione e di un garbo straordinari. Pur avendo ricevuto tanto dalla vita, a un certo punto ha voluto prendere uno spazio per sé, vivendo sempre e comunque una vita intensa. Voleva anche liberarsi da alcuni cliché, tenendo sempre presente di essere un Pooh. La sua indole era quella di scrivere, e ha unito la sua passione letteraria a quella musicale, rimanendo sempre inchiodato al suo talento, all’organizzare la vita degli altri. Negli ultimi anni ha sofferto ma è anche stato accompagnato da una grande donna che gli ha dato tanta vita. Stefano aveva un canestro di buone parole per tutti”. 

“Era venuto in studio a Milano da me a giugno – ha proseguito Red Canzian, compagno di band di D’Orazio nei Pooh – Stavo preparando uno spettacolo, avremmo cantato virtualmente insieme. È stata l’ultima volta che ci siamo abbracciati, purtroppo da lontano, ma mai avrei immaginato che sarebbe finita così. Ho passato

la notte al telefono con Roby e con gli altri, siamo tutti sconvolti per qualcosa che nessuno poteva immaginare. Faccio fatica a parlare. Era una persona così per bene, così onesta con sé stessa da avere il coraggio di dirsi cosa pensava di sé. Mi piacerebbe che venisse ricordato il suo estremo entusiasmo, la passione e la cura che metteva nel lavoro. È sempre stato generoso e sempre dentro al suo sogno, fino a quando, con altrettanta onestà, si è reso conto di aver dato tutto e di non voler continuare. Quando arrivavo negli stadi per un concerto, lui era già lì a controllare che fosse tutto in ordine. Nessuno potrà dire mezza parola su di lui se non una buona parola. Non ho perso un collega, ho perso un fratello, un pezzo della mia vita”.

 

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