Domenica alle 18,50 su Rai1 “L’Eredità” – Speciale AIRC

Anche quest’anno L’Eredità aderisce alla settimana di raccolta fondi dell’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Domenica 8 novembre alle 18.50 andrà infatti in onda una puntata speciale del game show di Rai1 condotta da Flavio Insinna. L’intero montepremi finale, eventualmente vinto dai partecipanti, verrà devoluto all’Associazione. Ancora una volta RAI e AIRC uniscono i loro sforzi: la Rai schierando il conduttore e il programma leader nella fascia preserale, prodotto da Rai1 in collaborazione con Banijay Italia; l’AIRC, mettendo in campo alcuni dei suoi collaboratori più rappresentativi: ricercatori, medici, volontari, studenti e coloro i quali sono riusciti, grazie alle cure, a guarire. I sette “Testimoni della Ricerca” formeranno la squadra dei sette concorrenti protagonisti della puntata de “L’Eredità”; nel corso della trasmissione avranno tre scopi fondamentali: far conoscere le loro storie, raccontare i successi della ricerca e vincere il montepremi de La Ghigliottina, il gioco che come sempre concluderà anche questa puntata speciale e che ci auguriamo possa permettere all’AIRC di compiere un altro passo avanti sul cammino della ricerca. Ma questo dipenderà dalla bravura e dalla grinta dei sette Testimoni. La puntata speciale de “L’Eredità” conferma la collaborazione storica tra RAI e AIRC, che negli anni ha permesso di raccogliere milioni di euro per la ricerca e che quest’anno, forte della partecipazione di personaggi straordinari, conta di raggiungere e possibilmente superare quanto raccolto nella passata edizione. Per fare questo, l’Eredità mette a disposizione i suoi giochi, le sue domande, la sua allegria e l’impegno di Flavio Insinna; quanto di meglio per trascorrere un pomeriggio diverso, ma importante e utile; un’ora per giocare ma anche per ricordare a tutti che, pure in questi tempi difficili, il cancro non si ferma: per questo c’è grande bisogno di ricerca, e quindi di fondi, per continuare la lotta contro questa terribile ma sempre più – proprio grazie alla ricerca- curabile malattia. 

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