Intervista con i Legno che ci presentano “Un altro album”: “E’ un disco sincero e semplice, che parla d’amore”

Esce il 27 novembre, pubblicato da Matilde Dischi/Artist First, “Un altro album”, il secondo disco dei Legno, progetto indipendente formato da due artisti, ma anche due supereroi, la cui identità è sconosciuta.

Un disco sincero, diretto, che parla d’amore in tutte le sue sfumature e che è impreziosito da un fumetto creato con il disegnatore Niccolò Storai e Francesca Del Sala, che sono riusciti a raccontare la storia del duo, composto da Legno Felice e Legno Triste, con l’intento di dare un valore al progetto come supporto fisico. L’idea nasce dalla loro passione per il mondo dei supereroi e dal loro immenso desiderio di farne parte.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Legno Felice che ci ha parlato del disco ma anche del sogno di collaborare con Antonello Venditti e della speranza nel 2021 di tornare a fare dei live.

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“Un altro album” è il vostro secondo lavoro, com’è nato?

“Avevamo diverse canzoni pronte per essere pubblicate, perchè non abbiamo mai smesso di scrivere, così abbiamo deciso di continuare in questo nostro progetto che è nato quasi per gioco ma poi è diventato serio. E’ un disco sincero, semplice, che affronta una tematica universale come l’amore declinata in tutte le sue sfumature”.

Il disco è accompagnato da un bellissimo fumetto…

“Ci è stato proposto da un fumettista eccellente, Niccolò Storai, che ci ha detto che saremmo stati molto disegnabili ed essendo fan dei supereroi ci siamo subito innamorati del progetto. Così abbiamo inventato questa storia fantastica su di noi ed è nato questo piccolo fumetto”.

Quali sono i vostri supereroi preferiti?

“Per Legno Triste è Batman, per Legno Felice Spiderman”.

Tra le tracce del disco c’è “I goal di Weah”, cosa ci raccontate a riguardo?

“I goal di Weah, grande attaccante del Milan, sono tra le icone degli anni Novanta per noi, insieme al Festivalbar, alle canzoni di Lucio, quindi è un riferimento a quel mondo in cui siamo cresciuti e abbiamo voluto inserirlo in questa canzone”.

Il 27 novembre esce anche il singolo “Delia”. A chi è dedicato?

“In questi due anni abbiamo ricevuto tanti messaggi dai nostri fan quindi per noi era importante dedicare questo album alle persone che ci hanno fatto entrare nelle loro vite come Delia, una ragazza che ci ha raccontato la sua storia che è poi diventata una canzone”.

Ci sono poi “Casa de Papel” e “La Canzone di Natale” che è il perfetto riassunto delle sensazioni che proviamo ogni anno in occasione di questa festività…

“Tutti gli anni ci troviamo sempre a ripetere le solite frasi: “che barba il Natale” oppure quando è finita la giornata “anche per quest’anno ce lo siamo levato”. E’ una giornata particolare in cui si respira la voglia di stare insieme, di ritrovarsi, divertendosi con i parenti, ma allo stesso tempo questi pranzi possono diventare anche un momento molto pesante per alcuni aspetti. E’ la festa più bella dell’anno ma raccoglie in sé tutte le sue mille sfaccettature. “Casa de Papel” è un omaggio alla serie Netflix diventata un cult, che racconta un amore quasi illegale e che tantissime persone hanno sicuramente guardato durante il lockdown”.

Nel disco ci sono anche le collaborazioni con Wrongonyou in “Hollywood” e con i Rovere in “instagramMare”. Come si sono sviluppate?

“Abbiamo incontrato Wrongonyou in studio per suonare un po’ insieme e comporre per altri artisti ed è nata questa canzone che ci piaceva talmente tanto che abbiamo deciso di tenerla e pubblicarla. Con i Rovere abbiamo un ottimo rapporto e li stimiamo molto. Abbiamo scelto di scrivere un singolo estivo perché dopo un momento così complicato come quello che abbiamo vissuto era giusto dare un tocco di leggerezza”.

Come avete vissuto il lockdown e come state vivendo questo periodo?

“Sono mesi difficili, al di là del fatto che il nostro settore sia stato tra i più colpiti è complicato a livello psicologico. Oggi se vedi in un film due persone che parlano senza mascherina ti viene da chiederti come mai. Questo ti fa capire quanto questo oggetto sia entrato nelle nostre vite, come un eterno compagno che ci salva ma che ci porta anche a cambiare le nostre abitudini. Siamo psicologicamente stanchi, se la prima ondata è stata la riscoperta dell’unione, con i canti dai balconi, la voglia di ripartire, si respirava quell’aria di quando si vince il Mondiale e solo il calcio ci sa dare purtroppo, con questa seconda ondata sono riemerse tutte le difficoltà vere e proprie che una pandemia può scaturire nella società, nelle interazioni sociali e personali. E poi non scordiamo che ci sono state tantissime vittime. Il 2020 è stato un anno pessimo e mi auguro possa far rinascere quella parte di noi che è sensibile a certe tematiche. Si legge troppo spesso di negazionisti che negano l’esistenza del coronavirus, che credono ai complotti, io resto basito, perchè queste persone si trovano per pura paura a mostrarsi lontani dalla realtà ed è la cosa più brutta. Sei mesi fa i medici erano eroi e adesso addirittura qualcuno dubita delle loro capacità e del loro operato. Spero che non ci sia una terza ondata e che come si dice in toscano “Poggio e buca fà pari” e si torni alla normalità”.

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Come mai avete scelto di non svelare la vostra identità e di presentarvi con i volti nascosti da una maschera di legno?

“E’ stata un’idea nata perchè volevamo che arrivassero prima i testi delle canzoni rispetto ai nostri volti. In una società votata all’apparenza in cui le facce dicono tanto, la fisionomia ha un proprio linguaggio e una personalità e costringe chi guarda a ricevere impulsi positivi o negativi, la scatola invece rispecchia in qualche modo gli stati d’animo comuni a tutti, come ad esempio la felicità. Abbiamo deciso di chiamarci Legno Felice e Legno Triste in omaggio ad una parte del nostro carattere, perché uno è più allegro e l’altro si arrabbia un po’ di più”.

Con quale artista vi piacerebbe collaborare?

“Ci sono tanti artisti che stimiamo. Tra tutti Antonello Venditti, abbiamo dedicato a lui anche una ballad, Le canzoni di Venditti. Sarebbe un sogno collaborare con lui o semplicemente scrivere un brano”.

Cosa vi augurate per il 2021?

“Che si possa continuare a suonare. Speriamo che con un po’ di buon senso da parte di tutti in primavera ci sia la possibilità di presentare dal vivo questo disco perché un progetto nasce davvero quando puoi condividerlo live con il pubblico”.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa

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