Nella Chiesa barocca al centro di Roma, mercoledì 23 dicembre alle ore 16.30, “Natale 2020, Gesù nasce lo stesso”, la meditazione artistica nata da un’idea di Claudia Conte e Don Sergio Mercanzin

Si chiama “Natale 2020, Gesù nasce lo stesso” la meditazione artistica nata da un’idea di Claudia Conte e Don Sergio Mercanzin con testi e ricerca letteraria a cura di Angela Prudenzi, che si svolgerà nell’ambito delle attività pastorali della Chiesa Sant’Ignazio di Loyola.

, un gruppo di artisti ha deciso di prestare gratuitamente la propria esperienza per raccogliere fondi a favore della Mensa popolare della Chiesa di San Francesco Saverio del Caravita.

Partendo dall’enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti” e dal suo messaggio gli artisti coinvolti, presentati da Claudia Conte, leggeranno brani tratti da Trilussa e il suo “Natale de guera” (Roberto Ciufoli); da un rapporto della polizia americana di New York, datato 12 luglio 1916, a proposito degli immigrati italiani (Marcus Marcelli); da un testo del giornalista e scrittore Alessandro Leogrande, purtroppo scomparso prematuramente, che tanto si era speso per denunciare le forme di sfruttamento legate al fenomeno migratorio (Pino Calabrese); dalla “Notte di Natale” di Aldo Fabrizi (Marco Falaguasta); il Natale di  Jo, Meg, Bet e Amy le “Piccole donne” raccontate da Louisa May Alcott (Milena Miconi e Claudia Conte). Tra gli altri talenti del nostro teatro leggeranno testi di poesie da loro scelti Mariano Rigillo e Cicci Rossini.

I brani musicali sono invece affidati ad Annalisa Minetti con “Che sia Natale”; a Manuela Villa con “Astro del Ciel”, a Danilo Brugia con “Silent Night”; a Francesca Nunzi che presenterà un inedito; a Marco Cucchelli con “Padre Nostro”; a Serena Rigacci che chiude la meditazione con “Alleluja” di Leonard Cohen.

“E’ un modo diverso, religioso e laico, per avvicinare tutti ai più deboli, ai migranti, a tutti coloro che ogni giorno subiscono soprusi e ingiustizie. – Sottolineano Claudia Conte e Don Sergio Mercanzin -. Crediamo che gli artisti con la loro popolarità possano avvicinare e far riflettere su tematiche, come l’inclusione, che molto spesso rimangono ai margini della cronaca. Abbiamo quindi pensato che il nostro regalo possa essere un grande girotondo di musica e poesia per riflettere e far riflettere sulla necessità di tendere una mano a chi ne ha più bisogno, e non solo a Natale”.

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