Nuovo appuntamento con Tv7, in onda venerdì 15 gennaio su Rai 1

Nuovo appuntamento con Tv7, in onda venerdì 15 gennaio a mezzanotte e cinque su Rai1. Tanti i temi al centro della puntata. Si parte con il servizio: “Game”.  “La polizia mi ha portato sul confine tra Croazia e Bosnia, mi ha ordinato di spogliarmi e mi ha picchiato selvaggiamente” racconta a Tv7 Nasrullah, iraniano di 38 anni, mostrando lividi blu su tutto il corpo. Cammina ancora a fatica nel campo bosniaco di Miral, gestito dalle Nazioni Unite, a Velika Kladuša. “Non sono casi isolati – dice Nicola Bay, direttore di Danish Refugee Council in Bosnia – e sono pratiche inammissibili dentro i confini di uno Stato dell’Unione Europea”. E nel campo di Lipa, anche dopo l’intervento del governo bosniaco con la costruzione di qualche tenda, la situazione è disperata: ancora 300 persone sono senza riparo, senza acqua, luce, scarpe. Molti dei migranti vivono tra i boschi e dentro ruderi abbandonati, a meno 7 gradi. Tutti hanno tentato almeno tre volte quello che chiamano “Game”, la ‘roulette russa’ di provare ad attraversare il confine. 
Si prosegue con il reportage “Perchè”. Nella regione più esposta ai contagi del Covid, il Veneto, c’è una provincia che è la più colpita: nel Bellunese almeno l’8% della popolazione ha contratto il virus da inizio epidemia, la percentuale più alta d’Italia in rapporto alla popolazione.  E con un tasso di mortalità quasi doppio rispetto al Veneto. Da Cortina a Longarone, inchiesta sulle ragioni di questo “primato”. Ma Belluno è anche una delle province più efficienti per i vaccini: siamo entrati nei laboratori in cui i tecnici estraggono fino a 7 dosi per fiala e abbiamo seguito la prima vaccinazione di massa in Italia per gli over 80 organizzata fuori dagli ospedali. 
A seguire “Ridateci la scuola”. Con la ripresa delle lezioni il 7 gennaio la maggioranza degli studenti invece di rientrare in classe è ripartita in DAD. I ragazzi hanno protestato: senza la scuola la didattica, a casa e sul computer, è carente. La questione di come riportare gli studenti in classe è sul tavolo del governo da settimane. La situazione attuale, a macchia di leopardo, genera scontento e preoccupazione tra gli adolescenti. Una liceale fiorentina, Camilla, e alcuni studenti di chimica in un istituto tecnico milanese, raccontano le difficoltà e le speranze della loro generazione.  
E, ancora, “Primato Israele”. Un viaggio di Tv7 nel sistema dei vaccini in Israele, primo paese al mondo per numero di dosi rispetto alla popolazione. Oltre due milioni di dosi già iniettate e il premier Netanyahu dice che entro marzo tutte le persone di età superiore ai 16 anni saranno vaccinate. 
Poi sarà la volta del servizio “Primo: non uccidere”. È stata sospesa all’ultimo momento ma non annullata l’esecuzione in Iran del dottor Ahmadreza Djalali, il medico e ricercatore universitario arrestato nel 2016 e condannato a morte con l’accusa di essere una spia del Mossad.  E si intensifica la campagna internazionale per salvargli la vita, a cui hanno aderito gli amici e colleghi italiani di Djalali – che ha lavorato a Novara, per diversi anni – e più di 150 premi Nobel. “Abbiamo paura – dice la moglie Vida – temiamo la situazione possa precipitare da un momento all’altro”.   In Iran nel 2020 sono state eseguite più di 250 condanne a morte, denuncia il portavoce di Amenesty International Riccardo Noury, ed è l’unico Paese al mondo che manda a morte i minorenni: 8 negli ultimi mesi. 
Inoltre, “L’America secondo Amanpour”. Come hanno reagito alleati e nemici degli Stati Uniti all’assalto scioccante del Campidoglio, a Washington? Sarà un danno permanente all’immagine degli Usa e quale futuro si delinea adesso per l’America? Intervista a Christiane Amanpour, giornalista di punta della Cnn: “mi sono meravigliata nel vedere come tutti gli alleati abbiano immediatamente reagito ai fatti senza filtrare le loro dichiarazioni attraverso i consueti canali diplomatici”. “Biden – continua Amanpour – gode di una forte popolarità nel mondo, è considerato una figura ‘familiare’ e parla da vero statista. Spero per il bene del mondo intero che l’America recuperi la reputazione perduta”. 
A seguire “Mi chiamo Jack Folla”. Tra finzione e realtà, intervista al leggendario Jack Folla, il dj italo-americano rinchiuso nel braccio della morte del carcere di Terre Haute, nell’Indiana (Usa) in attesa della sua esecuzione. L’uomo – personaggio di fantasia protagonista del programma di Radio Uno ideato e scritto da Diego Cugia – racconta le sue condizioni, l’isolamento, il Covid tra i detenuti, il rapporto con gli ascoltatori, i suoi irrinunciabili sogni. 
Infine “Come eravamo”. Dagli archivi di Tv7, il gesto finale di una presidenza americana. È la sera del 14 gennaio del 1969: nel Campidoglio di Washington, l’ultimo atto pubblico del presidente uscente Johnson prima dell’insediamento del successore Nixon. L’ultimo discorso. Ci sono i vincitori e gli sconfitti, i giudici e i generali, i conservatori e i progressisti, tutti ad assistere alla pacifica deposizione di un leader. “Ogni presidente – le parole di Johnson – vive non solo con quello che è ma anche con quello che è stato e con quello che avrebbe potuto essere”. 

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