SANTOIANNI – IL NUOVO SINGOLO “STAZIONE DI SOSTA” DA VENERDì 12 FEBBRAIO

Da venerdì 12 febbraio, in radio e su tutte le piattaforme digitali, “Stazione di sosta” il nuovo singolo di SANTOIANNI. Il singolo, distribuito da Artist First, sarà accompagnato da un videoclip girato da Luca Cantavenera fuori il 12 febbraio in contemporanea con la pubblicazione del brano.

Dall’evoluzione della sua esperienza artistica nasce la nuova identità “Santoianni”.

“Conosco abbastanza bene il mondo della discografia in Italia, l’ho vissuto fin da adolescente: contratti importanti, grandi multinazionali, grandi “progetti” – racconta Santoianni -. Questa è stata la mia grande fortuna ma anche il mio più grande limite. Aver capito che non sempre musica e mercato si incontrano mi ha spinto per anni a rifiutare tutto quello che era “contaminato” da quello che erroneamente definivo “compromesso”. Oggi sono un ragazzo più maturo, meno impulsivo ed ho capito che per colpa di queste convinzioni mi stavo tagliando via tanto. Ho imparato ad ascoltare e ho capito che il segreto è rimanere sé stessi ma evolvendosi. Oggi a 27 anni posso dire di essere veramente pronto”.

“Stazione di sosta” è il manifesto del nuovo percorso musicale volto alla contaminazione di cantautorato e sonorità contemporanee. Nel brano  “Stazione di sosta”  Santoianni riesce a raccontare, una lucida descrizione del nostro tempo vista dagli occhi di chi lo sta vivendo da protagonista, con la paura provocata dal senso di precarietà di oggi, con un’ingenua e positiva visione di quello che ci proporrà il futuro.  La produzione, curata da Molla, fonde la costruzione melodica e del testo della canzone tipica del cantautore con sonorità attuali e una ritmica coinvolgente.

“Credo che il brano “Stazione di sosta” risponda al suo interno – continua Santoianni – alla domanda più attuale e generazionale per il momento che tutti stiamo vivendo: cosa ne sarà del nostro futuro? Che cosa diventeremo? Forse per la prima volta nella mia vita ho percepito l’incertezza del futuro, il senso di precarietà. Mentre scrivevo questa canzone ho immaginato utopicamente di poter schiacciare un tasto e di mandare avanti tutto in timelapse come si fa con i video dell’Iphone. Ho immaginato di poter scendere da questo viaggio e di prendermi una pausa in una stazione di sosta. Basta, svegliatemi tra trent’anni quando tutto sarà finito ipotizzando che il mondo sarà un posto migliore. Perché alla fine sono convinto che prima o poi ritornerà di moda avere sogni, avere coraggio, la voglia di cambiare le cose. C’è un sottofondo di amaro, ma c’è anche un’ingenua positività che spero di non perdere mai”.

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