Wrongonyou racconta “Sono Io”: “E’ un album molto personale e sincero”

“Sono io” è il nuovo album di inediti di Wrongonyou in uscita per Carosello Records il 12 marzo, in streaming e nei digital stores.

Un ritratto sincero e senza filtri dell’artista, un manifesto di accettazione di ogni parte di sé, un grido libero davanti allo specchio dopo anni in cui è stato difficile confrontarsi con il proprio io.

A dar forza al concetto è proprio il titolo del disco, prodotto interamente da Riccardo Scirè e coscritto con giovani e importanti autori come Andrea Bonomo, Alessandro Raina, Davide Simonetta e Adel Al Kassem: una frase semplice e diretta, un biglietto da visita con il quale presentarsi di fronte ad un nuovo pubblico, che avrà modo di conoscere la musica di Wrongonyou durante la 71ª edizione del Festival di Sanremo, in cui sarà in gara nella categoria “nuove proposte” con il brano “Lezioni di volo”: “Sono molto emozionato e felice di partecipare al Festival di Sanremo che per me è un punto di partenza di un viaggio che mi porterà alla pubblicazione di “Sono io”, un album molto personale e sincero, che ho scritto durante la quarantena in cui sono riuscito a riprendere la musica come la vivevo agli inizi e ad usarla come valvola di sfogo per stare meglio. C’è molta Roma in questo progetto avendo passato il lockdown a Grottaferrata. Io canto in italiano da un paio di anni ed è un mondo completamente nuovo per me, per cui partecipare a Sanremo tra le Nuove Proposte è una soddisfazione e sarà bellissimo cantare su quel palco calcato da tanti prestigiosi artisti. Durante la quarantena ho capito che una delle cose importanti è volere bene a se stessi e mostrarsi per quello che sei, senza maschere, e quindi ho deciso di fare leva su quell’insicurezza del mettersi a nudo e di raccontare quello che ho vissuto. Sono io è anche una canzone, la prima che ho scritto in italiano e che non avevo pubblicato nel precedente lavoro forse perché ancora non mi sentivo completamente libero di essere me stesso”.

Sarà un Festival diverso dal solito a causa della pandemia: “Il contatto umano e fisico mi manca molto ma stiamo al passo con i tempi. Faremo le interviste dall’hotel, saremo isolati, non potremo incontrare i fan. Con le altre Nuove Proposte abbiamo creato una chat su whatsapp che si chiama I sopravvissuti per parlare tra noi. E’ brutto pensare al fatto che stiamo tutti nello stesso posto e non possiamo vederci o festeggiare insieme ma è giusto rispettare le regole. Vado al Festival con emozione e ansia ma anche con la paura di inciampare sul palco. Sono felice di cantare accompagnato dall’orchestra”.

In avvicinamento all’esperienza sanremese, Wrongonyou ha pensato a una versione acustica di “Lezioni di volo”, impreziosita dall’arrangiamento degli archi di Valeriano Chiaravalle, che dirigerà l’orchestra all’Ariston, e alla cover di un classico come “Luce (Tramonti a Nord Est)” di Elisa, cantata nella tonalità originale, che uscirà nella settimana antecedente al Festival: “Volevamo fare un omaggio sanremese e dimostrare anche l’apprezzamento che ho nei riguardi di questa canzone di Elisa. La cosa che mi colpisce molto è che è un testo in italiano dove si riesce ad infilare la natura in modo poetico e molto chiaro”.

Salire sul palco dell’Ariston in gara al Festival sarà una sorta di rivincita per Wrongonyou che da piccolo è stato vittima di bullismo: “Nel mio paese natio ero sempre il figlio della poliziotta, essendo mia mamma maresciallo maggiore e venivo preso di mira, insultato, picchiato dai compagni di scuola. Oggi ci rido su ma in quel periodo soffrivo molto anche perché non ho mai reagito. Sono fiero di essere arrivato sul palco dell’Ariston contando sulle mie forze”. 

Tra le tracce del disco ci sono Bon Iver e Nonno Bruno: “Mi sono ispirato molto a questo artista per la vocalità e lo stile. Tra l’altro dopo uno dei primissimi concerti che ho fatto al Circolo degli artisti un giornalista scrisse: “mi sono perso l’apertura di Wrongonyou, il Bon Iver de noantri”. Così ho deciso di fare questo omaggio ed è una delle mie canzoni preferite del disco. Nonno Bruno è stato la persona finora più importante della mia vita e mi sembrava il minimo dedicargli un brano. Ho cercato di mettere nel testo i ricordi più belli legati a momenti vissuti con lui, dallo spogliarello della Ferilli alla festa per lo scudetto della Roma ai film che guardavamo insieme. Se potessi gli chiederei com’è il mondo senza la terra sotto i piedi. Nonno era un po’ scorbutico ma con me era come un papà e avevamo un legame speciale. Se ne è andato il giorno del mio compleanno”.

In questo album a far da protagonista sono gli elementi che nel corso del tempo hanno reso Wrongonyou uno dei cantautori della nuova generazione più originali e riconoscibili del panorama musicale italiano: il sapiente utilizzo dello strumento vocale, lo straordinario uso della chitarra e del vocoder e la commistione di melodia italiana con elementi pop, elettronici e folk.

La copertina, scattata da Ilaria Ieie (progetto grafico di Valerio Bulla), mostra Marco con due delle cose che lo fanno stare meglio al mondo: la sua chitarra e il suo bassotto Gino.

Wrongonyou sta lavorando al suo ritorno live in collaborazione con Vivo Concerti: “Non vedo l’ora. Spero di poter fare dei concerti la prossima estate, qualora non dovesse essere ancora possibile organizzeremo qualcosa in streaming”.

Sonoio

WRONGONYOU RACCONTA LE TRACCE DEL DISCO:

01_SONO IO

Sono io è la canzone manifesto di questo disco, non a caso è la title track. È una canzone sincera che parla di me e che mi presenta. È inoltre la prima canzone che ho scritto in italiano nella mia carriera ma non l’avevo messa nel disco precedente perché non ero ancora pronto ad espormi così tanto, a raccontare in un brano così tanto di me e della mia vita. È un brano-specchio, che mi costringe a fare i conti con me stesso, ad accettare la parte più sincera di me che non sono mai riuscito ad accettare e mettere in pratica, poiché prima ero dominato da blocchi che non mi facevano essere me stesso.

02_LEZIONI DI VOLO

Lezioni di volo è una di quelle canzoni arrivate al momento giusto e che funzionano da terapia, innanzitutto per me stesso, ma spero anche anche per chi ascolterà e ci vedrà un po’ di sé: serve a ricordare quanto sia importante non avere paura di sentirsi liberi e di lanciarsi, da soli o magari appoggiandosi ad un’altra persona. Ho viaggiato in tutta Europa e negli Stati Uniti per presentare la mia musica. Ho macinato chilometri e preso tanti aerei, ma solo nell’ultimo anno, qui, fermo, ho capito come imparare a volare. Ci prendiamo solo il meglio che c’è”.

03_VERTIGINI

In questo disco più di una volta mi spoglio, ammettendo le mie debolezze e i miei limiti. Vertigini è una di quelle volte. illudersi che vada tutto bene, aggrapparsi a frasi fatte e distorcerne il significato per fingere di stare bene ed evitare di prendere in faccia uno “schiaffo emotivo” non fa bene. Ci rendiamo conto spesso troppo tardi delle conseguenze di un errore che all’inizio magari poteva essere una protezione, ma che poi facendo i conti con se stessi diventa l’esatto opposto.

04_NADA

Nada esprime tutta la mia “romanità” e il mio essere goffo nei confronti del gentil sesso. Ho immaginato una situazione in ascensore, dove un ragazzo ci prova sfacciatamente con una ragazza che non parla la sua lingua e che ad ogni sua banalità detta per attaccare bottone –  dalla Roma che ha vinto fuori casa, al fatto che sia tutto chiuso la sera a causa del Covid –  la risposta è sempre “Nada”, nel senso “non capisco nulla”. Insomma: uno sfigato!

05_BON IVER

È uno sfogo artistico ed emotivo. Mi sono ispirato molto all’artista in questione per la vocalità e lo stile. Avevo bisogno di dedicare queste parole a una persona cara e per non farlo del tutto a nudo, ho inserito un vocoder come scudo per proteggermi.

Il titolo è una dedica a Bon Iver, da sempre mio grande punto di riferimento artistico, e gioco sul fatto che per anni io sia stato etichettato come il “Bon Iver dei nostri”. Ma magari! L’ho sempre preso come un complimento e per questo gli ho voluto dedicare una canzone.

06_PRIMA CHE MI PERDA ANCORA

È la canzone della svolta, arrivata di botto in quarantena, durante il primo lockdown. Ho capito molte cose in quel periodo: ho lasciato alle spalle il passato, ho girato la testa verso il domani. Ho accettato me stesso, abbracciato i miei difetti e cercato di migliorarmi, acquisendo nuove consapevolezze. Ho imparato a volermi bene e così mi sono lasciato anche 20kg alle spalle. Ho imparato a contare fino a 10 e studiare le situazioni. Devo pensare prima di agire: “tolgo i vestiti dall’armadio una alla volta, lascio gli scheletri di guardia”. Se il passato è brutto non dobbiamo portarlo dietro per forza. Riscriviamo.

07_TORNIAMO DA NOI

Non si finisce mai di imparare dai nostri errori, ma non per questo dobbiamo mollare la presa, accettare la sconfitta ma comunque andare avanti: “torniamo da noi” se si sente che ne vale la pena… “ci sta che perdiamo non siamo eroi Marvel”.

L’ultimo giorno d’inverno, come frase, rappresenta per me la fine di un brutto momento, non per forza dopo ci sarà un momento positivo, ma sicuramente non finisce lì la vita! Lottiamo sempre per il nostro cuore.

08_NONNO BRUNO

Nonno Bruno è la persona della mia famiglia della quale ho i ricordi più belli, come se fosse stato un secondo papà. Mi manca davvero tanto… e il fatto che non sia con me fisicamente in questo momento della mia vita mi fa spesso commuovere. Immagino spesso i suoi consigli e la sua risata.

Ho deciso di scrivere una canzone per lui, anzi per noi, con immagini e ricordi che me lo fanno sentire sempre più vicino. È un modo per averlo sempre con me anche sul palco non appena si ricomincerà a suonare dal vivo.

09_AMORPROPRIO

Questa traccia strumentale è musicalmente una coda delle atmosfere di Nonno Bruno, e un omaggio criptato alla passione musicale di mio nonno. È l’ultima cosa prodotta in studio e mentre riflettevo sull’intero disco, ho deciso di intitolarla così, perché è dall’aver trovato più amore per me stesso che è sgorgata l’ispirazione per il disco, e per tutto quanto sto facendo in questo ultimo anno.  Quindi il brano arriva in chiusura del disco, ma l’amor proprio è la prima cosa da cui tutto il progetto è nato.

di Francesca Monti

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