La puntata di “Frontiere” in onda sabato 6 marzo alle 16.30 su Rai3, condotta da Franco Di Mare, affronterà un viaggio nella storia del Festival

Quest’anno più che mai il Festival è riuscito a superare il grande vuoto della platea e a raggiungere i “Cari amici vicini e lontani”, citati nel consueto saluto di Nunzio Filogamo, primo presentatore di Sanremo. Partendo proprio da questo annuncio, la puntata di “Frontiere” in onda sabato 6 marzo alle 16.30 su Rai3, condotta da Franco Di Mare, affronterà un viaggio nella storia del Festival, che è da sempre fortemente intrecciata con quella del Paese, fino all’edizione in corso segnata dal Covid.
Un evento blindato a causa della pandemia che lo ha trasformato in un vero Festival della resistenza. La generosa impresa della coppia Amadeus-Fiorello è destinata ad entrare nella storia della musica e della televisione italiana: in una settimana in cui l’Italia si tinge sempre più del rosso dell’emergenza, celebrare il Festival dell’evasione non è affatto semplice. Ma la funzione terapeutica della musica è nota fin dall’antichità, così come testimoniata dal mito di Orfeo, il più famoso poeta e musicista dell’antica Grecia. A Sanremo, però, non ci sono solo “canzonette”: alcune delle 2069 canzoni che hanno affrontato la competizione musicale più importante d’Italia, diventando anche una vetrina internazionale per il nostro Paese, sono ormai dei veri e propri classici.
Se il Festival è lo specchio del Paese che si dibatte tra emergenza sanitaria e crisi economica, è chiaro che fare spettacolo diventa complicato. Ma se si guarda indietro, si scopre che anche che il passato non è poi tutto rose e fiori, passando tra l’impegno e il clima politico degli anni ’70 che poco si conciliava con la “leggerezza” del Festival rifiutato dalla canzone d’autore, fino alla rivoluzione degli anni ’80 che lo ha trasformato in un grande show televisivo.
Anche in tempi malati, comunque, Sanremo è Sanremo, con le sue pagelle, le sue polemiche e le sue emozioni. A raccontarle e riviverle con le loro testimonianze interverranno il giornalista e scrittore Marino Bartoletti, l’autrice e commissario artistico del Festival 1997 Carla Vistarini, il conduttore radio e tv Carlo Massarini, il giornalista e conduttore di Tv Talk Massimo Bernardini, il critico musicale Dario Salvatori, il critico de La Stampa Alberto Mattioli, il critico e conduttore Gino Castaldo, lo storico dell’Università Roma Tre Leonardo Campus, ad ex dirigente Rai, Mario Maffucci e la giornalista del Corriere della Sera Candida Morvillo.

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