Federica Brignone è stata eletta “Skieur d’or AIJS”. le dichiarazioni della campionessa azzurra e di Patrick Lang

Federica Brignone è stata eletta “Sciatore d’oro AIJS”, premio attribuito dai componenti dell’associazione internazionale dei giornalisti dello sci, diventando la prima sciatrice italiana a fregiarsi di questo riconoscimento vinto in precedenza da Alberto Tomba e da Gustav Thoeni.

Con le sue 16 vittorie in Coppa, 44 podi in quattro specialità, più le medaglie olimpiche e mondiali del 2018 e del 2011, Brignone è una delle atlete azzurre più vincenti di tutti i tempi e la prima ad aver vinto la Coppa del Mondo assoluta.

Tra le altre grandi campionesse a cui è stato assegnato il premio si ricordano le sorelle Goitschel nel 1964, Nancy Tiger nel 1968, Annemarie Moser-Proell, Rosi Mittermair, Lindsey Vonn, Janica Kostelic e Mikaela Shiffrin nel 2017 e nel 2019.

“E’ un altro bel premio che finalmente riesco a ricevere live e sono felice. Non avendo avuto le finali, il podio e le foto con la Coppa lo scorso anno a causa della pandemia è come se non fosse mai successo ma è bello che i giornalisti internazionali mi abbiano attribuito questo riconoscimento” ha detto Federica Brignone ai microfoni di Simone Zamignan, parlando poi del progetto per la tutela dell’ambiente “Traiettorie Liquide”: “Penso che i grandi atleti che credono ai valori e alle cose davvero importanti debbano combattere per gli stessi e portarli al pubblico cercando di far passare messaggi come quello di Traiettorie liquide sull’inquinamento ambientale, sulla salvaguardia del pianeta e sullo scioglimento dei ghiacciai. Dedico il premio a Irene, che è una dottoressa che mi segue dallo scorso anno e ha avuto un bruttissimo incidente ma sta tenendo duro ed è una grandissima tigre”.

Patrick Lang, AIJS President, ha dichiarato: “Federica è la prima sciatrice italiana a vincere questo trofeo creato da mio padre nel 1963, che in precedenza è stato assegnato a Thoeni e Tomba. Ha disputato una grande stagione lo scorso anno ma non avevamo ancora potuto consegnarle il premio a causa della pandemia. Abbiamo discusso con la Fis per farlo a Cortina ma c’era un programma troppo intenso e abbiamo deciso di fare qui la premiazione. Conosco Federica da tanti anni avendo seguito la carriera di sua mamma Ninna Quario. Ricordo ad esempio quando le ho consegnato la tuta di Sonja Nef, aveva 10 anni ed era molto emozionata. Poi quando ha cominciato a fare gare e buoni risultati ho avuto il piacere di seguirla e di vedere quanto sia una sciatrice polivalente, determinata, cattiva sulla pista”.

credit foto Fisi

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