La storia della talentuosa violoncellista Vera Issel

Quella che vi raccontiamo è la storia di Vera Issel, una talentuosa violoncellista che da circa quindici anni soffre di una patologia chiamata “distonia focale del musicista”, una malattia rara e invalidante che però non ha spento la sua passione per la musica e la voglia di suonare.

Sono una violoncellista, anche se la mia vita musicale è stata molto travagliata. Nasco come violinista, ma nel corso degli anni mi sono trovata a suonare la viola, la viola da gamba, l’arpa ed infine il violoncello. Da circa quindici anni soffro di una patologia chiamata “distonia focale del musicista”, una malattia di tipo cognitivo, inserita tra le malattie cosiddette “rare”, poiché non si è ancora giunti alle motivazioni che la scatenano. E’ una patologia invalidante, che “blocca” l’arto colpito, nel mio caso la mano sinistra, creando irrigidimento muscolare, spasmi, chiusura delle dita e in alcuni casi, dolore”, ci ha spiegato Vera Issel che nel 2010 è stata costretta ad abbandonare temporaneamente la musica tornando poi a suonare il violoncello in un modo differente: “Circa quattro anni fa ho ripreso a suonare l’arpa e a Dicembre dello scorso anno, il violoncello è tornato nella mia vita. Attraverso un percorso spirituale e fisico (ancora in atto), da due anni a questa parte, mi sono riappropriata della musica, anche se ovviamente, non suono più il violoncello in maniera “classica”. Per il momento ho riacquistato l’uso dell’indice e del medio della mano sinistra, spostandomi sulla tastiera del violoncello esclusivamente con queste due dita. Ovviamente ho rinunciato all’esecuzione di brani da orchestra, dedicandomi solo ed esclusivamente all’improvvisazione e suonando mie composizioni”.

Questo cambiamento nel modo di suonare ha portato Vera Issel a capire cosa vuole concretizzare attraverso la sua musica: “Il mio progetto principale è quello di suonare in luoghi che sono stati scenario di crudeltà e soprusi; come per esempio l’ex manicomio di Collegno, dove mi sono recentemente esibita. Ho capito che devo farmi portavoce di tutti coloro che non hanno potuto parlare o non sono stati ascoltati, di tutte quelle persone emarginate, deboli, considerate “diverse” dalla società. Sono qui per raccontare le storie degli ultimi; di quelli che in passato sono stati reclusi, torturati e brutalmente uccisi. Sono qui, per dar voce a tutti loro”.

Facebook: Vera Issel / Vera Issel Cellist – www.girlpowercellist.it

Vera Issel – YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=9bM1Vt09lV8

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