MAX CASACCI: Il 12 aprile esce “The Queen”, singolo e video a sostegno dell’iniziativa europea #savebeesandfarmers

Sarà disponibile da lunedì 12 aprile negli store digitali (pubblicato da Sugar Music/Universal Music italia) e successivamente su Youtube “The Queen”, il terzo brano estratto da “EARTHPHONIA”, album realizzato dal musicista e produttore torinese MAX CASACCI senza strumenti musicali, esclusivamente con i suoni e i rumori della natura degli ecosistemi che regolano il nostro pianeta.

“The Queen” è una composizione musicale barocca estratta, per la parte melodica, da ronzii e versi delle api e, per la ritmica, da arnie e attrezzi dell’apicoltura.

La protagonista è l’ape regina, il cui verso campionato viene trasformato in un oboe immaginario, mentre lo stile barocco descrive, in suo onore, la struttura “monarchica” dell’alveare.

Il video è stato diretto da Marino Capitanio. Max Casacci racconta così il giorno delle riprese: “Durante le riprese l’apicoltore si era raccomandato di evitare i movimenti bruschi, per non irritare eccessivamente le api, già forse poco contente di essere invase nei loro spazi dai miei microfoni. Per questo motivo io e Ted, il microfonista, abbiamo incominciato a spostarci con una serie di movenze rallentate e sincronizzate, un po’ in stile teatro Kabuki giapponese. Marino Capitanio il regista, sfruttando e accentuando questo aspetto è riuscito a legare perfettamente le immagini (che documentavano semplicemente le registrazioni) alla musica. Inventando dal nulla un video dal tono epico e un po’ fantascientifico.”

Prosegue raccontando che “Ad un certo punto delle registrazioni le api hanno incominciato a innervosirsi un po’ e a vorticare a migliaia intorno alla mia testa. Io ho semplicemente chiuso gli occhi e sono rimasto assorto godendomi quel suono roteante ed ipnotico. in una strana percezione di equilibrio tra il timore di essere punto e la sicurezza di essere protetto. Una sensazione che non dimenticherò mai”.

Brano e video (per la regia di Marino Capitanio) intendono sostenere la campagna europea “Salviamo le api e gli agricoltori” (#SaveBeesAndFarmers) promossa in Italia e in Europa dalla coalizione omonima di cui Slow Food fa parte, che si prefigge di raggiungere il milione di firme richiesto dall’Iniziativa dei cittadini europei ICE (https://www.slowfood.it/salviamo-api-agricoltorii/) affinché la Commissione europea sia costretta a prendere una posizione a riguardo e a pubblicare un comunicato ufficiale, e il Parlamento europeo a tenere un’udienza pubblica sull’argomento. Non è un’azione solo simbolica, poiché può diventare legge a in tutta l’Ue. Un’azione fondamentale per salvare le api e gli impollinatori e sostenere gli agricoltori nella necessaria transizione ecologica.

Secondo la FAO (organizzazione ONU per l’alimentazione e l’agricoltura) ben 71 delle 100 specie di colture alimentari che forniscono il 90% del cibo del mondo sono impollinate da api.

A causa dei pesticidi nocivi, assistiamo ad un declino a livello mondiale della popolazione delle api che mette seriamente a repentaglio i meccanismi di una catena alimentare a noi indispensabile.

Max Casacci racconta di “The Queen”: “È stato detto molto sull’importanza fondamentale delle api nei meccanismi della catena alimentare e sull’emergenza della scomparsa di molte varietà di insetti impollinatori. Ma le cose che ho scoperto, registrando i suoni dell’arnia armato di tuta protettiva, che riguardano la struttura “monarchica” dell’alveare, hanno davvero dell’incredibile.

A partire dalla figura di una regina, intrappolata nel suo ruolo “regnante” un po’ come la malinconica Maria Antoniette del film di Sophie Coppola. Ho voluto immaginare una danza in suo onore, anche perché le api usano “danzare” durante lo svolgimento di alcune importanti funzioni sociali.

Ho usato una cadenza da ballo di corte e un intreccio “barocco” per richiamare la struttura “monarchica” dell’alveare. Il suono di un oboe immaginario è stato ricavato proprio dal verso dell’ape regina. Con i ronzii delle api catturati vicino ai microfoni ho intonato una linea di basso, con quelli più diffusi dell’arnia ho ricavato clavicembali e ghironde. Oltre al campionatore ho anche utilizzato massicce dosi di “autotune”, per stabilizzare le note. Sì, l’effetto comunemente utilizzato nella musica trap”.

“The Queen” è il terzo brano estratto dal progetto “Earthphonia”, il primo lavoro solista di MAX CASACCI, già disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali, e in versione cd abbinato all’omonimo libro “Earthphonia  – Le voci della Terra” scritto in collaborazione con il geologo e ambientalista Mario Tozzi.

Nel libro, pubblicato da Slow Food Editore, sono presenti anche testimonianze di personalità illustri come lo studioso delle piante Stefano Mancuso, l’artista Michelangelo Pistoletto, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini, la biologa marina e attivista ambientalista Mariasole Bianco.

Il libro, già in ristampa e in via di traduzione per la distribuzione europea, permette di approfondire l’esperienza tramite un QR Code inserito all’interno grazie al quale si potrà̀ accedere allo streaming delle tracce mentre si legge, a contenuti video e ai tutorial su come è stato realizzato in studio, con una copertina che grazie a un filtro reperibile sul profilo Instagram del musicista, si anima magicamente.

“Earthphonia” è un iper-disco: un oggetto che trascende il classico supporto fisico per avventurarsi nelle più attuali possibilità del digitale, come la realtà aumentata.

Parlando più in generale del progetto, Casacci ha raccontato: “La musica non è una scintilla che scaturisce dal nulla, è un riflesso di condizionamenti sociali, relazioni, conflitti, incroci, incontri, culture. E questa musica vuole rispondere anche alla sollecitazione delle voci dei più giovani, che si sono recentemente levate nelle piazze. Un attivismo che affronta il tema dell’emergenza climatica in una chiave pragmatica e diretta. La domanda qui è: siamo consapevoli dei rischi che il nostro pianeta sta correndo? La risposta non può aspettare, le scadenze sono imminenti. Anche per questo motivo ho portato questa musica in strada, suonandola durante alcune manifestazioni dei Fridays For Future e di Extinction Rebellion. Le chiavi di “Earthphonia”, che nasce dai suoni e dai rumori naturali trasformati in tessitura musicale, sono lo stupore e l’empatia nei confronti degli ecosistemi e di tutte meraviglie, spesso sconosciute, che nascondono”

“Earthphonia” è un racconto visionario, un viaggio che interpreta la natura estraendo da essa melodie ritmo e orchestrazioni. Si parte dall’aria, dagli uccelli e dalla biodiversità del Delta del Po – “Delta” – scivolando sull’acqua del torrente Cervo di Biella e sulla roccia di un’antica scogliera dell’isola di Gozo – “Watermemories” e “Ta’cenc” – sfociando nell’oceano – “Oceanbreath” – ascoltando sotto terra il suono delle radici di una foresta – “Roots Wide Web” – tuffandosi nei vulcani delle isole Eolie – “Strombolian Activity” – spiando le api nell’oscurità dell’alveare – “The Queen” – e, infine, planando sulle montagne – “Terre Alte”.

Non è “relaxing music”, ma un’esperienza sonora intensa e vibrante, realizzata senza strumenti musicali, attraverso campionamenti e trattamento digitale di rumori e di ambienti sonori naturali dove non è il compositore a imporre la partitura ma sono le note a sgorgare direttamente dagli ambienti naturali che guidano il processo creativo e indicano la strada da seguire. In “Earthphonia” il rapporto uomo-musica si ribalta e quello uomo-natura si avventura nella ricerca di un nuovo equilibrio.

credit foto Silvia Pastore

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