Intervista con Serena Iansiti, protagonista di “Un Passo dal cielo 6 – I Guardiani”: “Mi rivedo nel modo in cui Carolina si mette in gioco”

Dopo aver ammaliato il pubblico nei panni del soprano Livia ne “Il Commissario Ricciardi”, Serena Iansiti è tra le protagoniste di “Un passo dal cielo 6 – I Guardiani”, in onda il giovedì sera su Rai 1.

Attrice talentuosa, solare, umile e affascinante, nella serie in otto serate con la regia di Jan Maria Michelini, Cosimo Alemà, Alexis Sweet, dà il volto a Carolina, una ragazza spumeggiante che si barcamena tra un lavoro e un altro, sempre con l’idea di “rubare ai ricchi per dare a se stessa”, in particolare facendo credere di essere una “consulente ecologica”, ma che nasconde un passato molto più complicato che sorprenderà il commissario Vincenzo Nappi (Enrico Ianniello).

Con Serena Iansiti, che in estate realizzerà il suo progetto più bello diventando mamma per la prima volta, abbiamo parlato in questa intervista che ci ha gentilmente concesso di “Un Passo dal Cielo 6 – I guardiani”, ma anche dei ricordi legati al suo esordio con lo spettacolo teatrale “La misteriosa scomparsa di W” e del ritorno sul set dopo il lockdown.

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credit foto Ufficio Stampa Rai

Serena, in “Un Passo dal Cielo 6 – I Guardiani” interpreti Carolina, una spumeggiante eco wedding planner. Puoi presentarci il tuo personaggio?

“È una ragazza energica, sfrontata, disinibita, provocatrice, intraprendente, che in un primo momento usa queste risorse per imbrogliare i suoi abbienti clienti. La sua ‘faccia tosta’ le permette di giostrarsi facilmente nelle più disparate situazioni. Pian piano si scoprirà poi il suo vissuto denso di accadimenti molto complessi”.

C’è qualche aspetto di lei in cui ti rivedi?

“Mi rivedo nel suo modo di mettersi in gioco, rimboccandosi le maniche e nel suo sdrammatizzare anche i momenti più complicati”.

La serie è stata girata nello scenario delle splendide Dolomiti Venete. Cosa ti ha colpito maggiormente di questi luoghi?

“Le Dolomiti assumono tonalità di luce e colore differenti in base al variare delle ore del giorno. Sono Patrimonio dell’Umanità… Cos’altro si può aggiungere?
Avere la possibilità di trovarsi tra i laghi, le cascate e l’immensità di quelle montagne, è stato un privilegio raro. Soprattutto considerato il periodo di lockdown vissuto nei mesi appena precedenti alle riprese”.

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credit foto Ufficio Stampa Rai

Com’è stato tornare sul set dopo la pandemia?

“Tornare a lavorare è stata già una cosa preziosa, e farlo completamente immersi in questo paradiso terrestre, ha reso il tutto davvero impagabile.
La pandemia, come stiamo vedendo purtroppo, non è ancora finita, ma abbiamo girato sempre controllati e nel rispetto di tutte le norme igienico sanitarie”.

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Ti abbiamo vista recentemente in un’altra serie di grandissimo successo, “Il Commissario Ricciardi”, tratta dai libri di Maurizio De Giovanni. Come hai lavorato per entrare nei panni del soprano Livia, questa affascinante donna degli anni Trenta?

“È stato un ‘viaggio’ speciale, che mi ha portato indietro nel tempo, a scoprirmi ‘diva’ e cantante lirica.
Ho cercato di compenetrarmi nelle sue contraddizioni, nelle sue fragilità, nei suoi dolori, ma al contempo mi sono lasciata contagiare dalla sua grande voglia di vivere, e di riprendere in mano la sua vita a pieno. È un connubio di luci ed ombre come le ‘divine’ dello star system della grande Hollywood. Trovo Livia una donna molto moderna e umana”.

A proposito di serie tratte da romanzi di famosi autori, hai preso parte sia a Il Giovane Montalbano che a Il Commissario Montalbano. Cosa ti hanno lasciato queste esperienze e hai avuto modo di conoscere il Maestro Andrea Camilleri?

“Non ho avuto modo di conoscere il maestro Camilleri, se non di sfuggita. È stato molto bello far parte di entrambe le serie, tornare in quei posti magici di una Sicilia inebriante, sospesa nel tempo e nello spazio. Dei quadri, delle storie, dei personaggi, che sia il compianto Alberto Sironi che Gianluca Tavarelli, registi speciali, hanno saputo narrare con ineccepibile cura e dedizione”.

Che ricordo conservi del tuo primo spettacolo teatrale, La misteriosa scomparsa di W, scritto da Stefano Benni?

“‘La misteriosa scomparsa di W’ è un testo così ironico e di un’intelligenza disarmante, scritto da quel genio di Stefano Benni. Interpretare uno di quei profondissimi monologhi è stato tanto per me: un’emozione pazzesca, una responsabilità e una sfida che consideravo quasi impossibili specialmente alla mia tenera età. Quell’adrenalina mi ha acceso qualcosa dentro… Qualcosa che non ho voluto più spegnere”.

C’è un personaggio in particolare che ti piacerebbe interpretare in futuro?

“Un personaggio che mi permetta di esplorare lati di me che ancora non ho mostrato… Che non ti aspetti, che sia imprevedibile, che mi faccia giocare nuove carte. Qualcosa che non mi lasci in una ‘confort zone’ rassicurante e facile, per intenderci”.

In quali progetti lavorativi ti vedremo prossimamente?

“In autunno torneranno in tv ‘I bastardi di Pizzofalcone’… E Rosaria Martone con loro”.

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Una curiosità: nella homepage del tuo profilo Instagram c’è la frase “Relax nothing is under control”, come mai questa scelta?

“L’ho letta in un bel momento durante un mio viaggio… E l’ho trovata così vera. Ne colgo l’aspetto piú ‘zen'”.

Concludo con un in bocca al lupo per il tuo progetto più bello e ti chiedo come stai vivendo questa dolce attesa…

“Sono emozionata e ancora incredula per questa fantastica ‘rivoluzione’ che mi travolgerà!”.

di Francesca Monti

Grazie a Edoardo Maria Andrini – Andreas Mercante

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