Dal 3 maggio su Rai 1 la serie “Chiamami ancora amore” con Greta Scarano e Simone Liberati: “E’ una storia comune ma ha anche qualcosa di speciale”

Una storia che racconta la discesa agli inferi di una coppia che, dopo anni di passione, rispetto e amore, si ritrova alla resa dei conti con un matrimonio che non funziona più. Due mondi così diversi che un tempo apparivano complementari, divengono giorno dopo giorno, anno dopo anno, sempre più distanti fino a diventare decisamente incompatibili. Ma come può un grande amore trasformarsi in un sentimento che rasenta l’odio e il disprezzo? E come gestire tutta l’acredine sgorgata nel rapporto con i figli, spettatori inconsapevoli della disgregazione famigliare come degli affetti fondanti per la crescita di ognuno?

“Chiamami ancora amore” è una produzione Indigo Film in collaborazione con Rai Fiction, in associazione con About Premium Content, con Greta Scarano, Simone Liberati e con la partecipazione di Claudia Pandolfi, per la regia di Gianluca Maria Tavarelli. Una serie in tre prime serate, creata da Giacomo Bendotti, in prima visione su Rai1 da lunedì 3 maggio. Gli episodi 1 e 2 da 50’ saranno in anteprima su RaiPlay dal 26 aprile.

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Un viaggio nel “mistero” dei sentimenti e nelle difficoltà di una coppia che scoppia. Dinamiche genitoriali distorte dalle incomprensioni e dalle cieche rappresaglie di chi non è riuscito a mantenere viva la fiamma della comprensione e del rispetto reciproco. La trasformazione di quello che era un grande amore in una guerra famigliare fatta di ripicche e fendenti al cuore.

“L’intenzione di scrittura è stata costruire un racconto di sentimenti in cui il cuore tematico è come l’amore cambia quando due amanti diventano genitori e quindi una famiglia e bisogna ritrovare un equilibrio. Mi sembrava interessante trovare una chiave di indagine e un’ispirazione è stata Kramer contro Kramer. L’idea era creare un grande scontro in tribunale tra un padre e una madre, con l’intervento di un’assistente sociale che indaga sulla coppia e ricostruisce la loro storia, che va dalla dolcezza dell’innamoramento fino all’arrivo di un figlio che fa incontrare due nuclei famigliari diversi, che entrano in conflitto nell’educazione del nuovo arrivato“, ha spiegato Giacomo Bendotti.

Nella serie vengono affrontate tematiche importanti come l’aborto o l’utilizzo della pillola RU-486: “Era necessario raccontare come in un paese che si suppone essere civile, esista un percorso tortuoso per interrompere la gravidanza. La pillola RU-486 si dà negli ospedali per rendere più difficile l’aborto. L’Italia è un paese in cui le donne quando fanno figli smettono di lavorare e si trovano davanti a un bivio. Nonostante sia un uomo che gode di privilegi ereditati e usurpati nel corso dei secoli faccio di tutto per scrivere un mondo diverso in cui le donne possono avere gli stessi diritti dei maschi”.

Il regista Gianluca Maria Tavarelli ha spiegato come ha lavorato alla serie: “Quando ho letto per la prima volta il testo di Giacomo ho sentito pulsare una grande verità e modernità e ho capito che era necessario stare addosso agli attori come se fosse un documentario, un racconto di strada, spogliando la regia di tutti gli artifici spettacolari a cui siamo abituati, dando ritmo alla scena attraverso numerose inquadrature. Abbiamo scelto come titolo Chiamami ancora amore perché ci sembrava quello più onesto in quanto affronta le difficoltà di una relazione, la dolcezza, gli egoismi, le cattiverie, lo stare insieme, quanto i figli si integrano all’interno di questo amore. Credo sia la prima serie che racconta la maternità dal punto di vista di una donna. Questa è una storia sul mestiere di vivere, non sulla separazione“.

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Greta Scarano interpreta Anna: “Mi sono avvicinata a lei in punta di piedi, intanto perché dovevo raccontare la maternità e non essendo mamma dovevo restituire un’interpretazione credibile. Abbiamo lavorato molto con Simone, Claudia e tutto il cast per essere più realistici possibili e il modo in cui Gianluca ha diretto la serie ce lo ha consentito. E’ una storia comune ma ha anche qualcosa di speciale perché è messa sotto una lente di ingrandimento e si ha modo di capire cosa accade all’interno di una dinamica di coppia e poi sia Anna che Enrico nascondono dei segreti che andremo a scoprire”.

Riguardo le similitudini con il personaggio l’attrice ha detto: “La mia carriera è sempre venuta al primo posto perché mi ha reso la persona che sono oggi e sono sempre stata alla ricerca della felicità. Un figlio non rientrava nei miei piani così come in quelli del mio personaggio. E’ una serie che parla di umanità vera. Anna mi ha insegnato a stare in coppia ma senza demolire i propri sogni. Da una parte questa storia mi ha fatto capire che oggi le donne devono occuparsi un po’ da sole dei figli, ma dall’altra credo che essere genitori non voglia dire solo partorire ma crescere qualcuno. Mi piacerebbe magari adottare un bambino. Mi rivedo in Anna nel cercare di mettere in discussione le cose per vederle in modo più lucido. Sono fiera di aver fatto questa serie e sono estremamente felice perché va nella direzione che ho sempre voluto che è quella dell’emozione. In futuro voglio continuare a raccontare storie che arrivino al pubblico, a nascondermi nei personaggi e fare un film da regista”. 

Simone Liberati è Enrico:Questo personaggio mi ha lasciato tantissima ricchezza per l’esperienza che ho potuto fare attraverso di lui e mi ha insegnato ad accettare l’inevitabilità degli errori che la vita ci porta a fare e a considerarli come parte integrante di un percorso. Questa storia secondo me ha la capacità di parlare al cuore delle persone, me ne sono accorto già leggendo la sceneggiatura e il merito più grande credo sia quello di interrogare gli animi”.

“Chiamami ancora amore è un potente mélo, un genere che porta nella storia la realtà dei sentimenti, lacerati e feriti, l’amore che si rovescia nell’odio, la crisi di una famiglia, il bisogno di una ricomposizione. La forza di questa miniserie sta nella verità della vita che racconta, grazie a un complesso lavoro di scrittura e alla regia di Gianluca Maria Tavarelli che scandaglia il volto dei protagonisti, resi con coinvolgente e umanissima intensità da Greta Scarano, Simone Liberati, Claudia Pandolfi e dal piccolo Federico Ielapi. In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, mi piace pensare a Chiamami ancora amore come a un laboratorio in cui il dolore alimenta una speranza.  E grazie a Indigo con cui abbiamo condiviso un’esperienza nuova che, ci auguriamo, appassionerà il nostro pubblico”, ha dichiarato il direttore di Rai Fiction Maria Pia Ammirati.

“Raccontare le cose  che accadono realmente nelle nostre vite, le storie d’amore, le famiglie, i figli: è la sfida più difficile ma anche quella più appagante per un produttore. Riuscirlo a fare con un linguaggio contemporaneo, ma al tempo stesso caldo e avvolgente ci rende molto fieri di questo progetto. E’ il risultato di un importante lavoro di squadra che si riflette in tutte le componenti artistico-produttive: a partire dalla Rai che ne ha subito compreso le potenzialità, la scrittura di Giacomo Bendotti affiancato da Sofia Assirelli, la regia di Gianluca Tavarelli, un cast eccezionale che regala verità a tutti i personaggi”, ha affermato il produttore Indigo Film Francesca Cima.

di Francesca Monti

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