RaiPlay, dal 5 maggio lo sceneggiato “Napoleone a Sant’Elena”, diretto da Vittorio Cottafavi

“Meglio sarebbe stato firmare subito la mia condanna a morte”. Così scriveva Napoleone Bonaparte, mentre si trovava sul vascello che lo portava a Sant’Elena. L’ex imperatore venne esiliato sull’ isola dell’Atlantico nel 1815, dopo la sconfitta di Waterloo, dove rimase fino alla morte il 5 maggio 1821. Oggi, in occasione del bicentenario, RaiPlay ripropone lo sceneggiato del 1973 “Napoleone a Sant’Elena”, realizzato da Vittorio Cottafavi e disponibile in piattaforma a partire dal 5 maggio. Nel cast il narratore Arnoldo Foà, Renzo Palmer nel ruolo di Napoleone, Walter Maestosi, Mila Vannucci e Giuliana Calandra. Regia di Vittorio Cottafavi, autore insieme a Giovanni Bormioli anche della sceneggiatura, tratta da un soggetto scritto da Roberto Mazzucco con la consulenza di Bruno D’Agostini per la documentazione e di Carlo Zaghi per la parte storica.

Sviluppato in 4 puntate, nella prima il narratore ripercorre gli eventi che seguirono la sconfitta di Napoleone nella battaglia di Waterloo. Le potenze alleate vincitrici dichiarano l’ormai ex imperatore “nemico del mondo” e sono indecise sul da farsi: giustiziarlo, processarlo o confinarlo in un luogo dal quale sia impossibile fuggire? La seconda puntata si apre invece con la comunicazione, da parte del Governo britannico, della sua condanna all’esilio di Napoleone, specificando che potrà essere accompagnato solo da tre ufficiali del suo seguito. Bonaparte, a dispetto delle intenzioni degli inglesi, cerca di prendere tempo e anche l’opposizione tenta di trattenerlo in Gran Bretagna con uno stratagemma. Nel terzo episodio Napoleone inizia a dettare le sue memorie al conte de Las Cases, mentre i rapporti con il nuovo governatore di Sant’Elena diventano sempre più tesi. Nei mesi successivi le relazioni tra i due non migliorano e Napoleone inizia a maturare l’idea di un tentativo di fuga dall’isola, confidando nell’aiuto dello zar Alessandro. Infine, nella quarta ed ultima puntata, vediamo Napoleone ricevere la notizia di moti di ribellione contro i realisti in Francia e nelle colonie, dove la popolazione sembrerebbe chiedere il ritorno dell’imperatore. Tali voci si rivelano infondate e ciò, unito al fatto che i militari rimasti in patria hanno giurato fedeltà al re Luigi XVIII, fa svanire in lui le ultime speranze di abbandonare Sant’Elena, proprio mentre la sua salute inizia a peggiorare.

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