“Il Divin Codino” dal 26 maggio su Netflix. Roberto Baggio: “Nella vita non conta il risultato finale, ma l’impegno che hai messo per raggiungerlo e sapere di aver dato tutto quello che potevi”

Un campione immenso che con la bellezza del suo calcio e il suo elegante talento ha fatto innamorare milioni di italiani e regalato emozioni indimenticabili.

Il Divin Codino, il film su Roberto Baggio, che sarà disponibile in streaming su Netflix dal 26 maggio, diretto da Letizia Lamartire e sceneggiato da Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, vede protagonista Andrea Arcangeli nei panni del grande campione. Nel cast troviamo anche Valentina Bellè, Andrea Pennacchi, Anna Ferruzzo, Thomas Trabacchi, Antonio Zavatteri.

La pellicola celebra l’uomo oltre il mito, seguendo la carriera calcistica di Roberto Baggio ma svelandone anche il suo lato umano.

Quel rigore sbagliato nella finale dei Mondiali di USA ’94 contro il Brasile lo porterò dentro di me per sempre. Era il sogno della mia vita calcistica. Arrivare lì dopo aver immaginato di vincere la Coppa del Mondo per milioni di notti è stato splendido, non riuscire poi a centrare l’obiettivo è stato davvero brutto. Comunque nella vita non conta il risultato finale, ma l’impegno che hai messo per raggiungerlo e sapere di aver dato tutto quello che potevi. Io sono approdato a Firenze nel 1985 e per due anni non ho giocato a causa dell’infortunio al ginocchio ma la gente mi ha aspettato, mi voleva bene e questo non l’ho mai dimenticato. La Nazionale, la Fiorentina e il Brescia sono tre capitoli importantissimi della mia vita ma non dimentico le altre squadre in cui ho giocato (Juventus, Milan, Inter, Bologna, Vicenza, ndr), l’affetto delle tifoserie. A tutte devo dire grazie per quello che ho ricevuto“, ha esordito Roberto Baggio.

Il grande numero 10 ha poi parlato del film “Il Divin Codino”:Sono infinitamente grato ad Andrea Arcangeli e a tutto il cast per il lavoro che hanno fatto e che mi rende veramente felice. All’inizio mi chiedevo a chi potesse interessare la mia vita, la mia storia, invece grazie a Vittorio Petrone, il mio manager, che mi ha convinto ho accettato. Io e mia moglie Andreina abbiamo dato il supporto che potevamo raccontando in modo semplice la nostra vita. Abbiamo vissuto dei momenti emozionanti vedendo le scene sul set. Un giorno ho anche portato il Pallone d’Oro e tutti sono stati felici di vederlo”.

Nel corso della conferenza Roberto Baggio ha svelato anche una curiosità sulla nascita del celebre codino:L’idea è nata per gioco. Eravamo in hotel in America durante i Mondiali e c’era una cameriera di colore che aveva delle treccine stupende. Così le ho fatto i complimenti e lei mi ha detto: “Perché non te le fai anche tu?”. E così è stato ma non potendo tenere sciolte le treccine mentre giocavo le ho legate con un codino”.

Parlando infine del rapporto con il padre e del messaggio che vorrebbe arrivasse ai giovani Baggio ha concluso: “Provo una grande gratitudine nei confronti di mio padre, mi ha dato un’educazione rigida ma è stata la base per non arrendermi e non mollare mai. Quando ero giovane non capivo l’amore e la protezione che provava nei miei confronti. Spesso capita di vedere i nostri genitori come “nemici” ma con il tempo capiamo che quei nodi vanno a sciogliersi attraverso l’amore e che le loro azioni erano finalizzate al nostro bene. Oggi ci sono degli ottimi giocatori a cui bisogna dare fiducia perché hanno delle grandi qualità. Ai giovani dico di non smettere mai di credere nei loro obiettivi”. 

Vittorio Petrone, manager del campione, ha aggiunto: “Nonostante i sogni si siano infranti su quel dischetto la vita ci dà sempre delle possibilità e Roberto ne è la dimostrazione. Quindi il messaggio che vorremmo passasse ai giovani è di restare focalizzati sul loro sogno e non mollarlo fino all’ultimo perché non si sa mai cosa può capitare”.

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Partendo dagli esordi nelle fila del Lanerossi Vicenza e passando dal controverso calcio di rigore della Finale di Coppa del Mondo 1994 tra Italia-Brasile, il film ripercorre la vita di Baggio, dal suo difficile debutto come professionista fino all’addio ai campi.
Una carriera lunga 22 anni che, attraverso gli infortuni, il rapporto di amore-odio con i suoi tifosi, le incomprensioni con alcuni dei suoi allenatori e il legame con la sua famiglia, racconta i grandi successi sul campo di un calciatore fenomenale.

Abbiamo colto l’opportunità di raccontare un grande campione e un uomo come Roberto Baggio, amato da tutti gli italiani“, ha spiegato Marco De Angelis, produttore per Fabula Pictures.

Gli sceneggiatori hanno invece spiegato come hanno lavorato alla scrittura del film:La storia di Roberto è custodita nel cuore di tutti gli italiani e volevamo parlare di tanti aspetti ma avevamo solo 90 minuti a disposizione, così abbiamo scelto di costruire il racconto di un eroe e del suo destino, di un uomo che insegue il suo sogno, non lo ottiene ma riesce a diventare il calciatore italiano più amato di sempre. Il rapporto con il padre ci sembrava una chiave per entrare nel film, questo grande amore silenzioso, compresso. Roberto da quando aveva tre anni voleva vincere i Mondiali e abbiamo unito questo suo desiderio al legame con Florindo e quando questo giunge al nodo è uno dei momenti più belli del film“, ha dichiarato Ludovica Rampoldi.

La sfida era trovare il modo per raccontare un campione che non si è concesso molto ai media, è l’unico calciatore-bandiera dell’Italia e sapevamo di toccare una materia talmente amata che andava maneggiata con cura. Abbiamo scavato nelle ragioni che stanno dentro le ossessioni di un atleta che diventa una star“, ha aggiunto Stefano Sardo.

La parola è quindi passata alla regista Letizia Lamartire:Abbiamo studiato tutto il materiale di repertorio, poi abbiamo cominciato a riconoscere determinate immagini che sono storiche e c’è stato il tentativo di simularne alcune e allo stesso tempo di creare dei momenti cinematografici. La parte più emozionante è stato il lavoro con gli attori e sapere di mettere in scena la storia di una persona che stimo tantissimo”.

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Ad interpretare Roberto Baggio è Andrea Arcangeli: “Il contatto con Letizia è stato fondamentale. La preparazione si è diramata in tantissimi aspetti, dal mettere su un fisico da calciatore alla lingua parlando con il suo accento vicentino, e all’interno di questi paletti ho cercato di aggiungere qualcosa di mio e rubare qualcosa da Roberto che è stato fondamentale. Lui stesso è stato la persona che ha scaricato la responsabilità di interpretarlo. L’unico consiglio che mi ha dato è stato di vivere questa esperienza unica. Roberto ha basato la sua vita su enormi gesti atletici e ha cercato di portare tutto dentro di sè perché era il suo nido sicuro. L’importante alla fine è sapere di aver fatto tutto quello che potevi fare, ha detto Roberto e il mio obiettivo è stato lavorare a questo film sapendo di aver dato tutto”.

Valentina Bellé dà il volto alla moglie Andreina: “Sono molto contenta di aver partecipato a questo film. Sia dalle interviste che ho trovato su internet sia incontrandola mi sono resa conto di quanto questa donna sia estremamente privata ma anche meravigliosamente accessibile. Mi ha affascinato provare ad entrare in contatto con lei e con questo nucleo famigliare. Andreina mi ha dato l’impressione di proteggere quella riservatezza con grande dignità”.

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Andrea Pennacchi riveste il ruolo di Florindo, il padre di Baggio:Sono felice di averlo interpretato perché in lui ho riconosciuto mio padre per certi aspetti. E’ stato relativamente facile mettermi in relazione con il resto del cast e anche molto emozionante”.

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Diodato è invece l’autore e interprete di “L’uomo dietro il Campione”, la main song che fa parte della colonna sonora del film. Il brano è il fedele racconto in musica della leggenda di Roberto  Baggio, con un arrangiamento dinamico, esuberante e plissettato di rock che fa da tappeto alle parole del cantautore che, col suo timbro gentile, costruisce un crescendo in cui si fanno spazio emozioni di una storia tutta italiana: “Ci tengo a ringraziare Netflix, Fabula, Carosello, la regista che mi ha ispirato con la poesia delle sue immagini e Roberto Baggio che mi ha regalato tantissime emozioni in questi anni. Non era facile scrivere una canzone per lui ma mi sono lasciato trasportare da quelle sensazioni. Sono contento di aver conosciuto una persona meravigliosa quale Roberto e aver visto l’amore che lo circonda“, ha chiosato il cantautore.

di Francesca Monti

credit foto Stefano Montesi/Netflix

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