RaiPlay, i fatti della scuola “Olga Rovere” di Rignano Flaminio nella nuova puntata di “Ossi di seppia”

Una lunga storia di abusi sessuali e orribili sevizie rimasta per anni sotto ai riflettori della cronaca. La storia di un percorso giudiziario carico di sospetti devastanti e di atroci accuse,  poi crollate perché “frutto di una forte contaminazione” da parte dei genitori.

I fatti della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio nella ventesima puntata di “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria”, dal 25  maggio in esclusiva su RaiPlay. E’ Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio,  all’epoca giovane cronista inviato nel piccolo paese alle porte di Roma, a  ripercorrere gli eventi del luglio del 2006. Un gruppo di genitori, preoccupati da racconti agghiaccianti, precisi e coerenti denunciano ai carabinieri i presunti abusi sessuali sui loro bambini, di età compresa tra i tre e i cinque anni.

Si scatena l’inferno. Sotto inchiesta finiscono alcune maestre della scuola, una bidella, un benzinaio ed il marito di una delle insegnanti. A fine luglio la procura di Tivoli chiede il loro arresto. Gli indagati vengono trasferiti in carcere. Ma qualcosa non quadra. E quasi un anno dopo il tribunale del riesame annulla gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolisce l’impianto accusatorio. Dopo anni di indagini, indizi insufficienti e contraddittori, e tre gradi di giudizio gli imputati vengono tutti assolti perché il fatto non sussiste.

“Ossi di Seppia. Il rumore della memoria” racconta quegli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi trent’anni della storia italiana attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuta.

In tutte le ventisei puntate un filo intreccia il passato al presente e si fonde proprio nell’impensabile, in quel qualcosa appunto che mai nessuno avrebbe immaginato potesse accadere e che invece finisce per sconvolgere completamente la nostra esistenza.

Un racconto seriale emozionale e immersivo, rivolto alla Generazione Z e ai Millennials, un antidoto per frenare la perdita della memoria collettiva. Ed è questo l’obiettivo principale della serie prodotta da 42° Parallelo per la piattaforma OTT del Servizio Pubblico.

In ogni episodio la memoria di ieri viene recuperata, attraverso le immagini delle teche Rai e le fotografie d’archivio, e riconnessa all’oggi grazie al racconto di testimoni d’eccezione, protagonisti all’epoca dei fatti.

Tra le ventisei puntate quella sul metodo Di Bella, il primo caso mediatico che ha visto le persone schierate contro gli esperti, e la vicenda di Carlo Urbani, il primo medico ad identificare un virus sconosciuto e letale persino a lui, la Sars. Si ripercorrono inoltre la tragedia di Rigopiano e le dimissioni di Papa Benedetto XVI.  E ancora la morte improvvisa del calciatore Davide Astori e quella di Dj Fabo. Non si dimenticano il disastro nucleare di Fukushima e l’incidente di Seveso, due immani tragedie ambientali che attraverso le immagini d’archivio (le tute bianche che bonificano il terreno, l’istituzione di una zona rossa e l’invito delle autorità a restare a casa) ci riportano immediatamente all’oggi e al momento che stiamo vivendo.

Tutti eventi impensabili che hanno segnato il corso della Storia e il nostro modo di guardare il mondo. Eventi che, riletti alla luce di nuovi indizi e dettagli preziosi, permettono di comprendere in modo più chiaro e consapevole anche l’attuale presente segnato dalla pandemia.

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