Ciao Raffaella, unica e inimitabile Regina della tv

La notizia della scomparsa di Raffaella Carrà è arrivata come un fulmine a ciel sereno, in un caldo lunedì d’estate. Nessuno era pronto alla chiusura del sipario, a questa uscita di scena improvvisa, senza far rumore e dunque ancora più difficile da accettare.

Ci sono Artisti che per la loro grandezza e al contempo semplicità sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo tanto che li sentiamo vicini a noi come se fossero persone di famiglia. Raffaella Carrà era proprio così, rassicurante, ottimista, vitale, simpatica, bravissima in tutto quello che faceva e dotata di grande umanità e umiltà. Per questo è diventata un mito e un esempio per diverse generazioni. Chi non ha cantato e ballato le sue canzoni? Ricordo che da piccola, come tanti altri miei coetanei, consumavo i 33 giri e le musicassette ascoltando le hit di Raffaella, da “Pedro” a “Fiesta”, da “Tuca Tuca” a “E salutala per me”, passando per “Rumore”, “Tanti auguri”, “A far l’amore comincia tu”, “Ma che musica maestro!”, “Fatalità” e “Ballo, ballo”, la mia preferita, cercando di imitare i suoi passi di danza e le sue eleganti movenze (senza riuscirci ovviamente).

E poi quella risata travolgente che colorava il silenzio e metteva subito allegria e quell’iconico caschetto biondo con la frangia. Raffaella Carrà è stata anche il simbolo del cambiamento di un’epoca, della rivoluzione, della modernità e dell’emancipazione femminile, è stata la prima a scoprire l’ombelico in Canzonissima nel 1969, ha mostrato un nuovo modo di essere showgirl cantando, ballando, recitando, conducendo con stile e garbo, ha proposto brani trasgressivi per l’epoca, come il “Tuca Tuca”, tanto che fu inizialmente oggetto di censura da parte della Rai il suo ballo con Enzo Paolo Turchi per poi essere “sdoganato” nel 1971 grazie ad uno sketch con Alberto Sordi. E’ stata anche la prima donna alla conduzione del Festival di Sanremo nel 2001.

E come non ricordare poi “Carràmba! Che sorpresa”, vista da milioni e milioni di telespettatori, in cui ci faceva emozionare realizzando i sogni della gente comune o riunendo famiglie lontane con quel memorabile jingle in sottofondo e quel gioioso “E’ qui!” a suggellare il lieto fine delle storie raccontate. E ancora tutte le trasmissioni di successo che ha condotto, da “Canzonissima” a “Mille luci” con Mina, i film in cui ha recitato e la serie tv “Mamma per caso” del 1997 in cui, proprio come le è capitato nella vita reale, si ritrovava a prendersi cura dei nipoti.

E’ impossibile racchiudere in poche righe quello che ha rappresentato e che continuerà a rappresentare Raffaella Carrà per l’Italia, per gli italiani e per tutte le persone dei tanti Paesi del mondo che l’hanno amata, in particolare la Spagna e l’Argentina. E non è nemmeno facile in certi casi scegliere le parole giuste.

Ho avuto la fortuna di incontrarla due volte, momenti che conservo nel cuore come due tesori preziosi. La prima nel 2016 alla presentazione di The Voice of Italy in cui rivestiva il ruolo di coach. In quell’occasione aveva ribadito l’importanza di aiutare i giovani artisti ad emergere non per fare successo quanto per permettere loro di esprimere il talento e i sentimenti attraverso la musica e costruire un percorso lavorativo che magari li avrebbe portati sul palco dell’Ariston.

La seconda è stata nel novembre 2018, quando Raffaella Carrà ha pubblicato “Ogni volta che è Natale”, il suo primo disco natalizio. Eravamo negli uffici della Sony Music di Milano, in una grande sala con i divani rossi, e al suo ingresso è stata accolta dagli applausi scroscianti ed entusiasti di tutti i giornalisti presenti. In quell’occasione oltre a parlare dell’album aveva affrontato diversi temi, dalla violenza sulle donne, problematica a lei molto cara, alla libertà di amare chi si vuole, senza discriminazioni, passando per i suoi ricordi legati al Natale, chiudendo con un pensiero che mi ha colpito e che riassume al meglio la sua grandezza umana prima ancora che professionale: “Per me il premio più grande è l’amore del pubblico che continua a seguirmi anche se non mi vede spesso in tv. Mi dedico molto agli altri, non solo a Natale ma anche durante l’anno, è il regalo più bello che possa fare a me e alle altre persone“. 

La generosità e il donarsi completamente erano i suoi tratti distintivi, tanto che aveva raccontato che il programma che più aveva amato condurre era “Amore” grazie al quale sono stati adottati a distanza oltre 150.000 bambini. L’ultima trasmissione che ci ha regalato è stata “A raccontare comincia tu” e anche in quel caso ha fatto breccia nel cuore degli spettatori incontrando personaggi del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport e mostrando con sensibilità il loro lato più umano e meno conosciuto.

La scomparsa di Raffaella Carrà lascia un vuoto che non potrà mai essere colmato, in quanto Artisti e persone come lei sono inimitabili. Ci restano i suoi insegnamenti, la passione, il rigore, l’educazione, la forza di volontà, l’entusiasmo che metteva in ogni cosa che faceva, ma anche le sue meravigliose canzoni che profumano di vita e libertà. Ogni volta che le canteremo e balleremo il nostro sguardo si alzerà verso il cielo, dove sicuramente Raffaella starà danzando e dove risuonerà la sua inconfondibile risata. Perché le Stelle non smettono mai di brillare, ma vivono in eterno.

di Francesca Monti

credit foto Iwan Palombi

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