Nell’ambito della prestigiosa rassegna Menotti in Sormani questa settimana in scena Mario Perrotta, Salaroli-Balbi-Coletti, Donatella Finocchiaro

Nell’ambito della prestigiosa rassegna Menotti in Sormani questa settimana sono in programma tre interessanti spettacoli:

Mercoledì 14 luglio alle 19,30 Mario Perrotta con Italiani Cincali, spettacolo che racconta l’odissea dell’emigrazione italiana nelle miniere di carbone in Belgio attraverso un’epopea popolare, fatta di uomini scambiati con sacchi di carbone, di paesi abitati solo da donne, di lettere cariche di invenzioni per non svelare le condizioni umilianti di quel lavoro, di mogli che rispondono a quelle lettere con le parole dettate dall’unico uomo rimasto in paese: il postino. È lui che racconta tutto quello che ha visto, sentito, letto e scritto. Racconta come può, come deve, ricostruendo uno spaccato violento e amaramente ironico di un’Italia uscita dalla guerra e pronta ad affrontare il boom economico. È così che le sue storie, così apparentemente personali, ritraggono senza ipocrisia uno dei capitoli più amari della nostra storia repubblicana.

Lo spettacolo ha ricevuto la targa commemorativa della Camera dei Deputati per “l’alto valore civile del testo e per la straordinaria interpretazione”, è stato finalista al Premi UBU 2004 ed ha permesso a Mario Perrotta di essere segnalato tra gli artisti più interessanti della nuova generazione.

I MIEI CINCALI

Cìncali cioè: zingari! Così credevano di essere chiamati gli italiani emigrati in Svizzera; pare, invece, che fosse una storpiatura di cinq, “cinque” nel linguaggio degli emigranti padani che giocavano a morra.

Quasi un anno di testimonianze, un anno di memorie rispolverate a fatica. Ho preso la macchina e ho girato senza un luogo preciso dove andare, eppure il Sud è tutto uguale, non hai bisogno di sapere dove qualcuno ha preso le valigie ed è partito: basta entrare in un bar, un bar della provincia e chiedere. La risposta è sempre la stessa: – qui tutti siamo emigrati… Si fanno pregare, un attimo soltanto, poi partono con la loro storia, infinita, che reclama ascolto. Anche il Sud è infinito: tra i paesi montani del nord-est produttivo ed è ancora Sud. Per i Belgi, gli Svizzeri, i Tedeschi che chiedevano braccia dopo la Seconda guerra mondiale, Sud era la Puglia, la Sicilia, la Calabria e Sud era il Veneto, il Friuli: – siamo emigrati tutti qui …-

Negli archivi pubblici e privati trovo lettere, diari salvati per miracolo ma loro non hanno più nulla: meglio dimenticare, dicono. Ma la memoria è importante perché nel 1990, quando nel Salento è sbarcata la prima carretta del mare carica di albanesi, c’erano ancora 1.000 bambini italiani clandestini in Svizzera. Negli anni ’70 erano 30.000″, dichiara Mario Perrotta.

salaroli-coletti-balbi

Giovedì 15 luglio alle ore 19,30 Alarico Salaroli, Marco Balbi e Gianna Coletti con I Paroll d’on lenguagg, un omaggio al grande poeta milanese Carlo Porta.

Nel duecentesimo anniversario della morte, il teatro Menotti celebra il più grande dei poeti milanesi con una serata a lui dedicata.

Alarico Salaroli, Gianna Coletti e Marbo Balbi si alterneranno al leggio per dare voce a quattro impareggiabili poemetti:

Desgrazzi de Giovannin Bongee
La Ninetta del Verzee
Meneghin biroeu di ex monegh
Offerta a Dio (La preghiera)

Un’occasione per avvicinarsi all’espressione più alta della lingua meneghina, di godere grazie all’inventiva, al divertimento, al cinismo, all’anticlericalismo, all’impietosa critica alla borghesia e ai i mille altri talenti di questo grande poeta milanese.

Per permettere a tutti la comprensione dei testi sarà fornita agli spettatori la traduzione in italiano.

Donatella Finocchiaro - foto Fabio Melotti-9574-min

Venerdì 16 luglio alle ore 19,30 Donatella Finocchiaro con Il commissario Collura va in crociera, Storie note (e meno note) di Andrea Camilleri, un reading di Donatella Finocchiaro con incursioni musicali di Andrea Gattico.

Nella prolifica produzione letteraria di Andrea Camilleri, dalle storie di Montalbano ai romanzi storici, brillano alcune perle meno note: tra queste, una piccola serie di racconti dedicata al Commissario Collura, collega non meno affascinante del celebre commissario di Vigata anche se dalla ben diversa popolarità.

Come piccolo e spensierato omaggio al compianto scrittore siciliano, eccoci ad affidarne una lettura alla voce di Donatella Finocchiaro.

Il commissario Vincenzo Collura, chiamato Cecé, non è «omo d’acqua ma di terraferma» e tuttavia, rimasto ferito durante un’azione di polizia, decide di prendersi un periodo di riposo per la convalescenza su una lussuosa nave da crociera dove svolgerà le funzioni di commissario di bordo con l’aiuto sostanziale di un esperto del mestiere: il triestino Scipio Premuda.

Con lo stile lucido, tagliente e umanissimo cui Camilleri ci ha abituato, il nostro eroe sarà protagonista di una serie di brevi, godibilissimi e fulminanti racconti gialli, in cui la nave diventa teatro del mondo, e i suoi passeggeri si trasformano in tragicomici personaggi della nostra assurda contemporaneità.

Un fil rouge attraversa tutti gli episodi: la “virtualità” della vita crocieristica (infatti, si tratta sempre di casi “presunti”, che si rivelano falsi o solo immaginati), divertita metafora dell’inautenticità delle nostre vite e delle nostre relazioni

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