Sul circuito di Sapporo, in un caldo pomeriggio d’agosto, Massimo Stano è entrato nella leggenda dell’atletica leggera italiana compiendo un’impresa straordinaria, vincendo l’oro, il settimo per l’Italia, ai Giochi di Tokyo 2020 nella 20km di marcia, 17 anni dopo il trionfo di Ivano Brugnetti ad Atene 2004.
Una gara tatticamente perfetta quella dell’azzurro, 29 anni, originario di Palo del Colle (Ba), che dopo i primi 7 km si è messo alla testa del gruppo di inseguitori per andare a riprendere i due fuggitivi, il cinese Wang e l’indiano Kumar e al 12° km ha preso il comando dopo aver raggiunto Wang insieme ai giapponesi Yamanishi e Ikeda e agli spagnoli Garcia e Martin. Al 16° km Stano ha provato l’allungo creando un terzetto con i due giapponesi e all’ultimo km è riuscito ad andare in fuga e a tagliare in solitaria il traguardo con il tempo di 1h21:05. L’argento è andato a Koki Ikeda, staccato di 9” e il bronzo a Toshikazu Yamanishi a 23”. Francesco Fortunato ha chiuso al 15° posto (1h23:43), Federico Tontodonati si è classificato 44° (1h31:19).
“E’ stata una gara dura, con caldo e umido come piace a me, ho sperato che piovesse e uscisse poi il sole proprio per alzare l’umidità perché in queste condizioni soffro meno degli altri. Negli ultimi due mesi mi sono ripetuto sempre che sono il più forte del mondo e anche in gara ho lavorato molto mentalmente. Questa strategia mi ha dato fiducia, così come le medaglie di Jacobs e Tamberi mi hanno dato una spinta in più. Dedico l’oro a mia figlia Sophie e a mia moglie Fatima, che mi supporta e mi sopporta. E ovviamente a Patrizio e a tutto il gruppo che mi ha aiutato nel cammino verso l’Olimpiade. Sono veramente contento ma devo ancora realizzare quanto successo”, ha detto Massimo Stano ai microfoni di RaiSport.
di Francesca Monti
credit foto Coni – Nucci GMT
