ALESSANDRO HABER in libreria dal 30 settembre con VOLEVO ESSERE MARLON BRANDO (MA SOPRATTUTTO GIGI BAGGINI)

Alessandro Haber si racconta, per la prima volta, in un’autobiografia schietta, sincera e fuori dagli schemi, come del resto è lui stesso, dal titolo VOLEVO ESSERE MARLON BRANDO (MA SOPRATTUTTO GIGI BAGGINI), in libreria dal 30 settembre, edita da Baldini+Castoldi.

Libero, creativo, nevrotico, appassionato, straripante: Haber fa ridere e commuovere. In queste pagine ci racconta della sua infanzia scanzonata a Tel Aviv e del successivo rientro in Italia, della scoperta di una passione smodata per la recitazione e del desiderio di approdare a Hollywood; descrive nei particolari e senza peli sulla lingua una carriera lunga più di cinquant’anni, tra cinema, teatro, spettacoli e persino musica; ma soprattutto ci incanta con il racconto di una vita tanto eccentrica quanto affascinante: le partite a carte con i suoi “maledetti amici”, le avventure e le invidie, le prime a teatro, i provini andati bene e quelli andati male, la corsa a conoscere Orson Welles incontrato per strada e le partite a tennis con Nanni Moretti, le belle donne, le occasioni perse, il sesso e i tradimenti, e poi l’amore incondizionato per Celeste che, da sedici anni, lo “costringe” a interpretare ogni giorno il ruolo di padre.

Come sul palcoscenico sfilano protagonisti e comparse, anche in queste pagine il racconto di una vita segue un flusso a volte imprevedibile, accelerato, talvolta persino centrifugo, ma sempre incredibilmente potente, e ci restituisce la vitalità istintiva di un attore straordinario e irripetibile come Alessandro Haber.

Alessandro Haber nasce a Bologna nel 1947 da padre romeno di origine ebraica e da madre italiana. A nove anni, dopo un’infanzia trascorsa in Israele, ritorna in Italia con la famiglia.

Nel 1967 esordisce con La Cina è vicina di Marco Bellocchio. Nel corso della sua carriera nel cinema, Haber si è cimentato in ruoli drammatici e comici, lavorando con Paolo e Vittorio Taviani, Mario Monicelli, Pupi Avati, Nanni Moretti, Giovanni Veronesi, Leonardo Pieraccioni e molti altri. In teatro è stato diretto da alcuni tra i più grandi registi del Novecento: da Mario Missiroli a Carmelo Bene, da Carlo Cecchi a Luigi Squarzina.

Ha recitato in Orgia di Pier Paolo Pasolini, Woyzeck di Georg Büchner, L’avaro di Molière, Il padre di Florian Zeller: cinquant’anni di stagioni teatrali fino a Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller. Per le sue interpretazioni si è aggiudicato un David di Donatello, quattro Nastri d’Argento, il Premio Idi e il Premio Gassman.

Mirko Capozzoli nasce a Torino nel 1974. Dopo la laurea al DAMS, lavora per diverse società italiane e istituzioni museali come regista e montatore video.

Contemporaneamente ha coltivato la passione per i documentari, collaborando a numerosi progetti tra i quali Indagine su un cittadino di nome Volonté e Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi. Nel 2010 scrive e dirige Fate la storia senza di me, selezionato alle Giornate degli Autori nell’ambito della 67ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2018 ha pubblicato la biografia Gian Maria Volonté.

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